“Colazione
da Hooters”
“Edward,
Jasper è qui.”
“Ah, sì,
grazie Charlotte.”
“Edward.”
Il suo monito mi distrae dall’e-mail che sto componendo per
il dottor Cope, una missiva di fondamentale importanza, io lo so, il dottor
Cope lo sa e lo sa anche Charlotte. Lo sanno tutti. Ma con Charlotte non c’è
impegno che tenga, non c’è nulla di fondamentale se non la famiglia. So che ha
ragione e probabilmente mi comporterei in modo diverso ora, ma ho la pungente
sensazione che questa settimana di vacanza estiva che vedrà tutta la famiglia
riunita, sarà a dir poco interessante.
Mio figlio è qui.
E mi vuole presentare la sua fidanzata.
L’ennesima fidanzata.
D’accordo, non è andata malissimo finora. È solo che lui ha ventun anni, a malapena l’età per bere, ed è già al suo terzo tentativo di amore eterno. Figuriamoci. Anch’io ho tentato con l’amore eterno, peccato che a diciassette anni abbia trovato la classica cesta con tanto di fiocco azzurro davanti alla porta di casa. Fu… come direbbero i giovani d’oggi? Ah, sì, si è spostato l’asse di rotazione del pianeta, oppure ha iniziato a girare in senso contrario, o forse direbbero ‘un cazzo di fottuto casino’. Lo è stato. Lo è stato eccome. Ma la mia famiglia, dopo lo stordimento iniziale e dopo aver cercato invano di contattare il mio amore epico di allora, accolse Jasper a braccia aperte. E io, da romanticone qual ero, amai subito incondizionatamente quel batuffolino biondo, gorgheggiante e con il pannolino già pieno.
Mio padre non ha vissuto abbastanza da vederlo crescere, fu
un momento molto doloroso per tutti, Jasper compreso, ma mia madre e Charlotte,
la nostra governante da sempre, mi hanno aiutato moltissimo con lui. D’accordo,
hanno praticamente fatto tutto loro mentre io cercavo di finire gli studi.
Fortunatamente eravamo entrati tutti in una routine piuttosto solida quando mi
sono laureato, ho preso la specializzazione e ho iniziato il tirocinio. È andata bene. Jasper è un bravo ragazzo, è allegro, solare, divertente, forse un
po’ troppo sognatore e idealista, ma chi non lo è alla sua età? Probabilmente
io. Non ho avuto modo di sognare
molto, non ricordo bene se ero più pratico, o burbero, o altro perché è passato
troppo tempo e non ho avuto più il modo di rifletterci sopra. Sono come sono,
ho la mia vita, un ottimo lavoro, un appartamento a San Francisco, una villa al
mare e una qui a Sonoma, con tanto di vigneto classico della Napa Valley; ho
una vita sociale decente e una donna, Tanya, con la quale ho un rapporto
perfetto, basato sulle nostre professioni, la nostra indipendenza e incontri
molto soddisfacenti. Ultimamente spinge molto sull’idea del matrimonio e
probabilmente la sposerò. Jasper non impazzisce per lei, dice che non vede quella lucina nei miei occhi e quando
gli ho chiesto di essere più specifico domandandogli “Che lucina?”, ha solo
sorriso. Lui invece sta lucina sembra averla continuamente. L’aveva con Maggie,
la quale, a diciotto anni, si comportava ancora come una di otto, e l’aveva con
Siobhan che non era presa moltissimo da lui quanto dal suo status sociale.
È inutile che meniamo il can per l’aia, siamo una famiglia
ricca e in vista, e Jasper sembra non rendersene pienamente conto.
“Edward?”
Il tono di Charlotte mi riporta al presente. “Capito, capito.”
Mette le mani sui fianchi. Quando fa così mi sta per arrivare la strigliata. Non è cambiato nulla da quando ho compiuto tre anni.
“Per l’amor di Dio, spegni quell’affare e vieni ad accogliere adeguatamente tuo figlio. E non voglio sentire nemmeno una parola, intesi? Nemmeno un sospiro sulla sua nuova ragazza.”
Alzo gli occhi al cielo e dentro di me prego perché questa nuova lucina, sia almeno una ragazza decente.
Ci dirigiamo tutti all’ombra del portico. Mia madre è sovreccitata; Charlotte è solenne, ossia, finto-solenne; Ben, il giardiniere, ha reciso una delle sue preziose rose da donare alla lucina e c’è anche Alice, la figlia dei Brandon, passata qui per caso, come sempre, per festeggiare il ritorno del suo migliore amico, anche se lei ha nove anni meno di lui. Arriviamo in tempo per vederli scendere dall’auto a noleggio. Storco un po’ il naso nel vedere mio figlio arrivare con una macchinetta di livello piuttosto comune, ma il mio disappunto viene istantaneamente rimpiazzato da una fitta dolorosa al fianco. È una delle infauste gomitate di Charlotte. Sembra che nemmeno si sia mossa, tanto è sorridente e in apparenza la più dolce delle nonnine, quando rivolge un caloroso saluto con la mano verso la coppia appena giunta.
“Carissimi! Bene arrivati!” Urla in preda alla felicità.
Quando guardo di nuovo in direzione di mio figlio, vedo…
Una delle ragazze di Hooters?
“Oh no.” Cerco di sussurrare, ma il nuovo dolore che sento al fianco mi suggerisce che ho fallito miseramente.
“Edward! Smettila subito o vai a letto senza cena!” Digrigna Charlotte rivolta verso di me.
Pft! Ho trentotto anni, santo cielo! E ancora devo subire questo tipo di punizione infantile! È ora di fare una nuova riunione di famiglia e mettere in chiaro la mia autorità. E puntualizzare che in nessun modo Jasper può fidanzarsi con una di Hooters!
“Ehi! Salve gente! Mi chiamo Bella Swan! Come state tutti? Oh, lei dev’essere Esme, la nonna di Jasper, che piacere conoscerla! Cavolo se è giovane, complimenti! Ora capisco da dove abbia preso tutta la sua bellezza, il mio ciccino!”
Il mio cosa?!
“Cazzo, no.” Cerco di dire, ma ho la mandibola talmente serrata che mi esce solo un grugnito.
“Niente cena.” Sussurra Charlotte sorridente e con la bocca distorta verso la mia direzione.
“Ma questa qui-“ Cerco di sussurrare. Con la bocca storta anch’io.
“Zitto! Dopo facciamo i conti. E non dire parolacce.” Ribatte in un microsecondo.
Non le dico mai le parolacce! Ma questa qui-
“E lei dev’essere papino…”
Papino! Papino sto grandissimo ca-
Non riesco nemmeno a finire di incazzarmi nel pensiero, quando succede l’inverosimile.
Mi abbraccia.
No. Non è che mi abbraccia in maniera educata o, insomma, come una donna sconosciuta dovrebbe abbracciare, se mai nella storia dell’umanità sia stato opportuno, un uomo sconosciuto, padre, per giunta, del suo fidanzato! Invece lucina-Hooters si fa spazio sul mio corpo, tutto il mio corpo, facendovi aderire ogni fottuto centimetro del suo, con tanto di braccia al collo e tette, ah… seno, volevo dire seno, premuto sul mio torace.
“Oh… e ora capisco perché Jasper sia tanto sexy e maschio…” Sussurra dentro al mio orecchio. Dentro proprio, perché distinguo chiaramente le sue labbra morbide e umide…
Oh… beh…
Beh, è inaccettabile!
“Jasssperrr.” Grugnisco.
“Papà! Che bello essere di nuovo a casa! Come stai? Tutto okay?” Mi abbraccia, non appena Hooters mi molla per accettare la rosa di Ben.
Non riesco a rispondergli subito, perché la mia attenzione viene catturata totalmente, solo per un attimo, un piccolissimo momento, dall’incredibile dolcezza dipinta sul volto di… lucina… quando accetta la rosa di Ben.
“Papà?”
“Eh? Oh, sì. Ciao Jasper.” Lo abbraccio. Il primo pensiero che mi balena in mente è che non è lo stesso abbraccio che ho ricevuto prima, ma mi ricompongo accorgendomi di quanto mi sia mancato mio figlio e lo stringo a me. “Bentornato.” Mormoro, mentre il calore al cuore che sento ogni volta che lo vedo, mi pervade di nuovo.
Mia madre ci conduce nel salotto blu, il suo preferito, dove so che ha preparato un piccolo rinfresco.
Ho avuto delle difficoltà a ricordare esattamente dov’era il
salotto blu, o anche che c’era un salotto blu, quando Hooters mi è passata
accanto, sfiorandomi e badando bene di camminare davanti a me, muovendo tutto
il suo, uhm, i suoi, ah, accessori in
maniera collaudata. E assolutamente efficace.
Non indossa la divisa, ma il resto è quello: maglietta
striminzita, shorts scandalosi e stivaletti da cow girl. No. Mi rifiuto di
pensare a Hooters che cavalca. E mi rifiuto di accogliere l’osceno pensiero che
possa cavalcare… me… con… la maglietta.. quella minuscola maglietta con le ‘o’
sulle tette… e gli stivaletti… e nient’altro… perché… beh… se mi sta
cavalcando…
Cazzo!
Basta!
Perché diavolo si è presentata così? Cosa pensava? Ha preparato con cura dei completi sul letto e poi ha selezionato quello ottimo per far impressione ai vecchi del suo ragazzo? Mi domando cos’abbia in testa. Di certo non è sta cima d’intelligenza.
“Tesoro, ho una chiamata da fare, ti lascio sola un secondo, okay?” Jasper si dirige sul patio dopo averle dato un bacio sulla guancia.
Quando entriamo in quello che ora sono sicuro sia il salotto blu, Hooters si gira intorno con grazia e reverenza.
“Oh! Che meraviglia! Avete una casa stupenda, e questi arredi… non… non è vero quello… vero?” Si volta stupita verso Esme, quando vede uno dei quadri appesi alla parete nord.
“Certo che sì.” Le rispondo bruscamente. “È un Ro-“
“Un Rothko… È magnifico.” Risponde estasiata verso il quadro, ignorandomi. Non me l’aspettavo. Una cameriera esperta d’arte? Questa è proprio d’oro.
Mia madre sembra divertita, ma non da lei, direi piuttosto che oggi il suo intrattenimento sia io, dato che mi guarda con un sorriso sornione.
“Siediti, cara. Del tè?” Si rivolge poi a lei con dolcezza.
Tutto questo è semplicemente ridicolo. Nessuno qui si rende conto che questa qui è chiaramente dietro ai soldi di Jasper, che poi sono i miei?!
“Oh, sì!” Si avventa sulla teiera già pronta sul tavolino e si industria per riempire velocemente tre tazze. “Zucchero, signora Cullen? Signor Cullen?”
He he he. Non posso fare a meno di sorridere alla sua, chiamiamola, deformazione professionale. Cameriera nata.
“Oh, cara, no! Sei l’ospite qui. Che padrona di casa sarei se mi lasciassi servire il tè? Lascia, faccio io.”
Merda. Mia madre è conquistata. Quando mai una ragazza di Jasper si è messa a servizio per noi?
“Oh. Mi scusi. Come avrà potuto notare non sono avvezza ad essere servita.” Sussurra. Ma quando mia madre non guarda, occupata con latte e zucchero, Hooters mi lancia un’occhiata.
Un’occhiata d’intesa.
La guardo incuriosito pensando che potrebbe aver capito che io so. Bene. Tanto meglio. Prima finisce questa storia e meglio è. E io ho intenzione di farla finire ora.
Approfitto subito del fatto che arriva miracolosamente una
chiamata anche a mia madre. O, almeno, così fa intendere. Che stranezza…
“Hoo… Miss Swan, le dispiace seguirmi un momento nel mio studio?”
“Nient’affatto.” Mi sorride. Un po’ troppo, però.
Entriamo nel mio piccolo regno in questa casa. Il mio studio affaccia a ovest e ora è pervaso dalla luce calda ed accogliente del pomeriggio. È spazioso e contiene tutti i miei libri, almeno quelli che tengo qui, e c’è una grande scrivania in mogano antico con due poltrone bergère a completamento dello stile dell’intera stanza, per le piccole riunioni di famiglia.
Hooters ci si butta
sopra senza tante cerimonie.
Su una delle bergère, non sulla scrivania.
“Dimmi tutto, papi.” Enuncia con voce suadente.
“Punto primo, non voglio che mi chiami papi. Punto secondo, vorrei che rimanessimo su un piano formale, quindi preferirei continuassimo a darci del lei.” Piccola insolente Hooters.
“Lei. Ora puoi dirmi tutto, Edward.” Dice con tono ora meno seduttivo, ma senz’altro più divertito.
“Molto simpatica. Ma passiamo al punto della questione.”
“Il terzo punto?” Alza un sopracciglio.
“Sì. Il terzo punto. Quello più importante.”
“Quanti sono?”
“Quanti sono cosa?” Le chiedo smarrito.
“I punti.” Risponde sempre più divertita.
“Pochi. E se smette di interrompermi, riusciremo a concludere in fretta.” Asserisco sedendomi sulla poltrona alla mia scrivania.
“Okay. Spara papino. Ooops! Lei, volevo dire spara, Lei.”
Fa la spiritosa. Bene. Magari riesco a mandarla via prima di cena.
“Che intenzioni ha con mio figlio?”
“Oh… no…” Sbotta in una fragorosa risata, di quelle di cuore e ha un suono cristallino e… piacevole. Di solito non trovo piacevole chi mi ride in faccia.
“Non… oddio… non dirmi che mi stai chiedendo se le mie… intenzioni sono… onorevoli?” Continua a sbellicarsi avvolgendosi con le braccia e buttando in aria le gambe ripetutamente.
È una visione.
No! Cazzo, no!
“Signorina, la prego di ricomporsi e di ottemperare alla mia richiesta.”
“Ottemperare?” È in lacrime ormai e non riesce a smettere di ridere. Singhiozza addirittura. “Oh, Edward, sei uno sbraco!”
Niente. Non riesco ad ottenere nulla se continua a farsi gioco di me.
“Okay, okay,” Si asciuga le lacrime badando a non struccarsi.
Magari senza trucco è un cesso.
Cullen, sei un coglione persino nel pensiero. Questa di cesso non ha nemmeno un neo.
Senza che possa fermarli, i miei occhi volano subito alla ricerca di nei, ma fortunatamente mi interrompe prima che possa avere altre visioni inopportune.
“Dunque, caro Lei, le mie intenzioni…” Trattiene a stento un’altra delle sue risate. “Sono del tutto onorevoli. Non sedurrò e abbandonerò Jasper privandolo della sua virtù più preziosa, okay?”
Le ridono persino gli occhi. Tutto il suo corpo ride. Ha un’allegria decisamente contagiosa e capisco perfettamente il tipo di seduzione che usa con tutti, mia madre compresa. Ma il problema ora è troppo grosso per abbandonarmi alle risa.
“Spiritosa. Quello che intendo dire è che Jasper sembra avere intenzioni serie con lei. Non sono certo delle sue però. Jasper mi ha accennato ad un possibile matrimonio.”
“Fantastico! Non è fantastico? Jasper è un tesoro!” Si drizza sulla poltrona e si sporge verso di me, parlandomi come se mi stesse raccontando la cosa più elettrizzante del mondo.
“Ecco, è proprio questo il punto.”
“Quale? Il quarto?”
“Cosa?”
“A che numero siamo di punto? Mi sono persa.”
“La smetta di distrarmi con i punti e smetta di agitarsi tanto su quella poltrona! Non riesce ad avere un comportamento più composto?”
“La distraggo, Lei?” Dice con voce suadente, mentre si accomoda meglio sulla poltrona e mi guarda da sotto le ciglia.
Sì!
“Dicevo, Jasper è proprio un tesoro. Nel vero senso della parola. E questo, una cameriera di Hooters lo sa bene, vero?”
“Mmmh… Ce ne hai messo di tempo a dirlo, eh? Ispettore
Clouseau? Mi chiedevo quando me l’avresti detto. Anch’io mi ricordo di te.”
Cambia atteggiamento e si fa più… sicura. Forse il fatto che le abbia buttato
giù la maschera renderà la trattativa più veloce e semplice.
“Baggianate. Una cameriera di quel genere di locale non può ricordarsi di tutti gli avventori. Lei è fasulla come una banconota da due dollari.”
“Oh no, no. Ti ricordo perfettamente, invece. Certo che non mi ricordo di tutti, ma di te sì. Sei venuto quattro volte… due in una sola sera… wow, papino… che resistenza…”
“Cosa? Ma che dice?!”
“Oh su, non fare tanto il puritano ora. Ti stavo solo prendendo un po’ in giro. Però sì, ricordo perfettamente quelle quattro volte. Non è facile dimenticarsi di uno così.” Indica nella mia direzione con entrambe le mani. “Che credi? Che siano tutti belli come te? Tu, Lei, sei merce rara. Sei stato gentile e mi hai lasciato sempre delle mance sostanziose. Ed è vero quello che ti ho detto. Una sera sei anche ritornato. Eri brillo e ci hai provato con me. Ma io non- ”
“È ridicolo. E impossibile. Da quanto lavora lì? L’ultima volta sarò venuto l’anno scorso.”
Però mi ha detto che sono bello. So di avere un aspetto gradevole, ma sentirmelo dire da lei è qualcosa che mi fa uno strano effetto. Se non conoscessi me stesso, direi che sto gongolando internamente. Ma no, dev’essere solo orgoglio maschile.
“Oh, quanto mi dispiace. Con le mani come va? Hai provato con del lubrificante? Oh! Aspetta!”
Oh, Cristo santo. Quella che vorrebbe essere mia nuora, mi ha appena suggerito di masturbarmi!
Ha! Come se non lo facessi!
E ora avrò delle nuove fantasie. Fantasie che coinvolgono magliettine striminzite con delle grosse ‘O’ sulle tette! Signore, perché mi fai questo? Perché?
E che diavolo sta cercando ora, in quella ridicola sacca che si porta dietro come se fosse una borsa di firma?
“Ecco! Tieni!”
Sulla scrivania atterra un tubetto che io conosco anche troppo bene. Non faccio una piega e la guardo torvo.
“Che diavolo è?”
“È un lubrificante! Funziona, sai?” Sorride compiaciuta.
Scorre un lungo momento di silenzio, riempito solo dai nostri sguardi. Il suo, innocente come se stesse conversando di educate frivolezze e il mio fisso su di lei, a negare il miliardo di pensieri che si affollano caotici nella mia mente, non ultimo il grandissimo senso di fastidio per il fatto che lei abbia con sè un tubetto di lubrificante pronto in qualsiasi momento o circostanza.
“Non voglio conoscere le motivazioni della presenza di questo prodotto nella sua borsa.” Digrigno. “Tutto quello che sta facendo con me è altamente sconveniente. È davvero poco furbo da parte sua presentarsi in questo modo. Mi chiedo cosa diavolo Jasper abbia visto in lei.”
Pft! Esattamente quello che vedo io ora. Questa ragazza è decisamente folle, o stupida, ma anche attraente in una maniera del tutto inusuale.
“Jasper mi adora.” Scrolla le spalle come se fosse la cosa più ovvia del mondo.
“Questo lo vedremo. Il punto è,” Tenta di interrompermi. So già cosa vuol chiedermi, e ora sono certo che non sia stupida, vuole solo confondermi. E ci sta riuscendo alla grande. “Non si affanni a chiedere che punto è, Miss Hooters. È completamente irrilevante. Il punto è: lei lo adora?”
“Ma certo!” Esclama come se fossi imbecille. Poi prende a frugare di nuovo nella borsa e tira fuori… cartine da sigaretta? “Chi non adorerebbe Jasper? È bello, è intelligente, è gentile, è festaiolo, ed è pieno di soldi!”
“Ah! Allora lo ammette! Lei sta con mio figlio perchè è ricco! Ha! Mi sono sbagliato, lei è davvero stupida. Co- cosa sta facendo? È… è uno spinello, quello?! E comunque le proibisco di fumare qui dentro!” La guardo allibito mentre con grande maestria ha già finito di arrotolare, o rollare come dicono i giovani, la canna!
“Ma figurati! È una banalissima sigaretta. Non mi faccio gli spini, io. Non mi servono. Lo sai che una sigaretta fatta semplicemente con del tabacco, fa molto meno male di quelle normali?” La accende avvicinandosi alla finestra semiaperta.
E io mi perdo per un minuto ad osservare quelle cazzo di gambe scoperte. Sono lunghe e sottili, non muscolose, ma decisamente nervose, come se non le fermasse mai. Oh no… perché oggi riesco solo ad immaginarmela mentre le avvolge attorno ai miei fianchi? Perchééé? Devo riprendere le fila del discorso.
“Le sigarette fanno male in generale. Tutti i tipi di sigaretta. E io non permetterò mai che Jasper sposi una che fuma o che stia con lui solo perché è ricco.”
Osservo il suo profilo mentre con la mano non occupata da quella schifezza mortale, saluta qualcuno sorridendogli. Sicuramente è Jasper. O forse no. Dal poco che ho capito di questa ragazza, sono ormai certo che saluterebbe chiunque in maniera affettuosa, persino chi non le è stato ancora presentato.
Mi urta. Mi urta tutto. Mi urta che Jasper trovi sempre ragazze assurde; mi urta che la mia piccola vacanza sia messa a dura prova da una ragazzetta dai dubbi costumi; mi urta che detta ragazzetta sia bellissima e non in modo ovvio; mi urta che mia madre l’abbia accolta come la Regina d’Inghilterra; mi urta che fumi; mi urta che metta in pericolo la sua vita; mi urta sentirmi tutto scombussolato alla sua sola presenza; mi urta che mi chiami Lei; mi urta trovare divertente che scherzi con me; mi urta che la luce pomeridiana illumini i suoi capelli, conferendogli una tonalità di rosso calda e vera; mi urta constatare che questa ragazza sia molto di più di quello che vuol far intendere; mi urta essermi accorto che dietro quella maschera di baggianate, riesca a vedere un velo di tristezza in quei bellissimi occhi scuri. E mi urta sentirmi attratto dalla ragazza di mio figlio.
Cazzo.
Si volta a guardarmi. È strano, ma sono certo che anche lei stia facendo le sue considerazioni. Forse sta elencando nel pensiero tutto ciò che le urta in questa incresciosa faccenda.
Poi sogghigna.
Forse non è abbastanza urtata, dopotutto.
“Se fossi in me, ti metteresti con uno spiantato o con uno ricco? Mh?” Mi chiede chinando lievemente il volto, come per sollecitare la verità.
“Che c’entra? Io non sono lei. E ho scelto la mia compagna in base ad altre, uhm, qualità, non certo per il suo conto in banca.”
“Oh. Ah sì? In qualche modo ho i miei dubbi che tu stia con qualcuna che, casualmente, sia povera. Se non altro per non intaccare il tuo caro status sociale. Quindi, Lei, non mi fare la predica, perché anche tu hai scelto la tua compagna in base a dei criteri che non sono propriamente amorosi, mio caro. E sono certa che la tua compagna non ti avrebbe filato se non fossi carico.” Mi squadra velocemente. “Nah… forse sì.” Si volta di nuovo verso la finestra per tirare un’altra boccata dalla sigaretta mortale.
“Non è questo il punto.” Cerco di controbattere, anche se so che ha ragione.
“Ah! Questi punti mi stanno friggendo il cervello!” Butta la cicca di sotto! Inaudito! Poi si avvicina a me, mi arriva a un passo. “Senti, Lei. Sei tanto carino, no, cancella il carino, sei uno schianto e ti ringrazio di preoccuparti tanto, ma credimi, non posso proprio lasciare Jasper per te. Ti ringrazio tantissimo dell’offerta, sono davvero lusingata, giuro, ma Jasper almeno ci ha provato con me da sobrio, mentre tu non eri proprio in te quando hai dichiarato a tutto l’isolato di volermi sposare.” Mi guarda in maniera diabolica.
“Cosa?! Io non ho mai fatto una cosa del genere!”
“Oh sì, invece. Sei stato così dolce… Era settembre, lo ricordo perché erano passati un paio di giorni dal mio compleanno, tu venisti a cena con degli amici e ordinasti un piatto da colazione, ricordo che lo trovai buffo e te ne chiesi il motivo, tu mi rispondesti che avevi voglia di qualcosa di dolce e di burroso, guardandomi le cosce, e non eri preoccupatissimo per le tue arterie l’anno scorso,” Mi rimprovera in modo scherzoso. “Ricordo che fosti gentile con me, sorridevi, mi guardavi le tette anche, ma non sei stato sfacciato come molti altri. Ricordo anche che grugnisti quando uno dei tuoi amici provò a farmi un complimento. Lo trovai così carino, così cavalleresco! E tu eri così bello… così diverso dagli altri, vestito in maniera impeccabile, con quei pantaloni firmati, quella camicia azzurra appena slacciata al collo, semplicemente sexy, sexy di classe intendo, eh? I tuoi capelli erano tutti strapazzati, come se li avessi torturati tutto il giorno o come se si fossero finalmente ribellati alle torture che gli fai per piegarli alla tua volontà,” Mi guarda i capelli con evidente umorismo e io per un attimo tiro su gli occhi come se potessi vedere quello che ora sta spiegando, ma io non torturo i miei capelli. Credo. “Un po’ come ce li hai adesso…”
Sei tu che mi torturi. Tu, con quest’aria innocente, questo corpo peccaminoso, questa dolcezza che emani inconsapevolmente.
Sono diventato matto. È l'unica spiegazione logica ai miei pensieri.
“Mi guardavi come se avessi voluto mangiarmi… ma non hai fatto o detto nulla di sconveniente. Poi andasti via, lasciandomi cento dollari di mancia…” Mi guarda con aria sognante e in qualche modo so, ne sono certo, che non è per la mancia. Inizio a sentire uno strano disagio, ma lei… lei se ne accorge perché fa subito retromarcia. “A proposito! Grazie, eh? Sai, lo stipendio non è da favola e le mance servono… a quelle come me. Comunque più tardi, verso l’ora di chiusura, tornasti. Non eri più insieme a tutti i tuoi amici, c’era solo un certo Garrett, lo so perché si è presentato per spiegarmi il motivo per cui ti sosteneva con un braccio, nonché il motivo per cui eravate tornati: disse che non la finivi più di blaterare su di me… Bella qui e Bella là… ‘bella, bellissima Bella’… ho una memoria di ferro io, e comunque queste non sono cose che si dimenticano. Iniziasti a recitare qualcosa per me, non si capiva molto perché eri davvero ubriaco perso, ma… T’amo senza sapere come… Neruda… fui in grado di riconoscerla perfettamente… Poi mi chiedesti di sposarmi. Così, di punto in bianco. Ti inginocchiasti anche e chiedesti a Garrett di passarti l’anello. Lui ovviamente se la stava ridendo a crepapelle, guardandomi con rammarico per l’incresciosa situazione, ma tu eri deciso, così deciso che non vi era ombra di dubbio nei tuoi occhi. Ma io lo so bene. So bene cosa fare in questi casi. Ti chiesi di alzarti e ti trattai con gentilezza cercando di farti bere del caffè e dell’acqua per farti passare un po’ la sbornia, ma quando andai al bancone, tu corresti fuori, a braccia aperte, a gridare a tutto il vicinato ‘Io amo questa ragazza! Io amo Bella!!! Siete tutti invitati al matrimonio perché io sono l’uomo più fortunato del mondo ad averla trovata! E mi dispiace per voi, perché adesso è mia!!!’”
Rimane per un lungo istante con le braccia aperte, rivolta
alla parete, come se vedesse un cielo stellato, forse il cielo stellato di quella
sera, mentre io…
Sono senza fiato.
Sono senza fiato.
Cazzo.
Cazzo.
Cazzo.
So che è così.
È andata così.
Ecco il perché di tutti quei dannati sogni, dove io chiedo a una Tanya senza volto di diventare mia moglie, dove so che mi trovo in un luogo strano. E dove, nel sogno, sono felice, sono libero… e so che c’è qualcosa che non va, so che c’è un particolare che stona. Tanya. Tanya stona. Ecco perché non ho ancora chiesto a Tanya di sposarmi.
Oh Dio, no…
Jasper…
“Oh! Com’è romantico! Vero Edward che è romantico?”
La voce di mia madre, entrata nello studio senza bussare come suo solito, mi fa trasalire. Mi accorgo di avere le mani in faccia. E mi accorgo che tutto questo… è un grandissimo casino.
Mi volto verso il suo sguardo estasiato. È ovvio che mia
madre abbia scambiato i ricordi di Bella per la dichiarazione che Jasper le avrebbe
fatto. È una cosa da Jasper, non da me. È plausibile che lui abbia detto una
cosa del genere, lo è molto meno credere che lo abbia fatto io, sebbene ebbro.
E invece sono stato proprio io. Forse Jasper ha preso anche qualcosa da me,
dopotutto. Anche se assolutamente incosciente.
“Molto romantico.” Asserisco seriamente. Molto, molto seriamente. Perché È romantico.
T’amo senza sapere come… Oh, Cristo…
“Signora Esme! Il signor Cullen voleva sapere com’era andata tra me e suo nipote!” Esclama in allegria. “Sa, Jasper ama raccontare un sacco di cose diverse, perché si vergogna un po’, ma è davvero romantico. Sono sicura che ha preso tutto da suo padre.”
Ha ha. Spiritosa.
“Oh, figuriamoci! Edward è l’uomo più pragmatico di tutta la California, dubito che farebbe una cosa del genere. Non è vero, caro?”
Qualcosa nello sguardo di mia madre inizia a darmi sui nervi. Uno sguardo che rimane su di me più a lungo del necessario. Poi prende Bella per il braccio e se la porta via. Lontana dal mio studio.
E mi sorprendo del fastidio che mi provoca quell'ultimo pensiero.
***
Ovviamente mia madre ha organizzato un party per la coppia
felice. Solo lei ci riesce con un solo giorno di anticipo, o forse l’ha fatto
già da tempo prevedendo le cose. Mia madre si diletta a prevedere cose e lo sta
insegnando anche ad Alice, la quale ora sta ballando a bordo piscina, in modo
osceno, insieme a Bella. In costume da bagno. Osceno anche quello. È nuvoloso,
ma le due ragazzine sembrano non curarsene minimamente. Vedremo quando saranno
colte da rinofaringite acuta, quanto si divertiranno. Le osservo dalla mia
finestra mentre sembrano non accorgersi del trambusto di gente che si affanna
per l’allestimento della grande festa.
Bella si sta scatenando in quella che sembra una danza
tribale. La troverei buffa se non fossi disturbato da quel bikini inesistente.
Come se avesse udito i miei pensieri, improvvisamente guarda in su, verso di
me. Mi saluta calorosamente, con entrambe le braccia e mi fa cenno di scendere.
A gesti le rispondo che non posso e le faccio il gesto internazionale del
telefono con una mano. Per tutta risposta, mette le mani sui fianchi e si
imbroncia, poi, con sguardo malefico, si volta e inizia a sculettare
vistosamente! Cosa che Alice, che ha appena dodici anni, ripete prontamente.
Favoloso. Ora Alice è pronta per fare la cameriera da Hooters.
Mi vergogno subito di quel pensiero. Non sono mai stato così
snob, io. Tantomeno irrispettoso verso altre varietà di impiego. O forse no, forse sono davvero snob, o forse
sono solo protettivo nei confronti di Jasper. O forse nei miei.
Vengo interrotto dalla catena infinita dei forse, dalla
telefonata che aspettavo con ansia.
“Cullen.”
“Signor Cullen, sono Jenks, ho le informazioni che ha chiesto, gliele ho appena inviate per e-mail, mi faccia sapere se c’è dell’altro, ok?”
“Grazie Jenks.”
Apro subito l’e-mail.
Nome: Isabella Marie
Swan
Data di nascita: 13/09/1987
Luogo di nascita:
Forks, Washington, U.S.A.
Social Security Number: 792-888-9841
Domicilio: 252 Jefferson St., San Francisco, CA
Padre: Charles William Swan - 01/01/1965 – 15/03/2012
Madre: Renee Belle Dwyer – 28/06/1967
Matrimonio contratto nel
1987 – Divorzio avvenuto nel 1995
Gradi conseguiti:
Diploma Forks Hig School, 2004 – Laurea U-Dub Scienze economiche, primaria,
2009 - Laurea U-Dub Scienze della
formazione, secondaria, 2008
Impieghi: Studio Legale Jankowski&Hawkins – 2008-2010; Packer Industries Corp. – 2010-2012; Duroy/Fontana
Casino Online Ltd. 2012-2013; Hooters Company – San Francisco – Bay Area
2013-2014
Ah. Ventotto anni. Mh. Ora a Jasper piacciono mature.
Pft! Ma stai zitto, che tu alla sua età svenivi e venivi per
Victoria DeMarco che ti ficcava quindici anni.
Ciò non toglie che la signorina Isabella Marie Swan sa, sa
benissimo, di ficcare a Jasper sette
anni. Ricchi, tondi sette anni. Però che strano, non sembra una di ventotto
anni, non da come si comporta. Poi, però, ripenso a quel velo di tristezza che
si affanna a voler nascondere tanto bene e continuando a leggere, credo di
capirne il motivo: carriera scolastica notevole per una ragazza di Hooters,
primi due impieghi standard per i suoi studi, ma dal 2012 discesa in caduta
libera e l’unica spiegazione apparente è la data di morte del padre. Dovrò
chiedere a Jenks informazioni più approfondite. Ma prima voglio fare una
telefonata.
“Pronto, Garrett?”
“Ehi! Doc! Come va? Chi non muore si risente!”
Sorrido alla sempiterna allegria del mio vecchio amico. “Già. Sai com’è, lavoro, lavoro e lavoro. Come stai?”
“Sì. Certo. Come no. Che ti serve?”
“Haha… So che mi conosci molto bene. Hai ragione, vorrei chiederti un’informazione.”
“Vai.”
“Non so se ti ricordi, ma circa un anno fa è successa una cosa… andammo da Hooters e-”
“Oh sì! E chi se la scorda quella volta! Stavi per sposarti! E quella avrebbe potuto dirti di sì, trascinarti a Las Vegas e il giorno dopo divorziare facendosi assegnare alimenti da capogiro!”
Sì…
Cazzo, allora è davvero tutto… vero.
Garrett sta ancora ridendo come un pazzo al telefono, quando gli chiedo alcuni dettagli.
“È stata un tesoro quella ragazza. Ti guardava come se fossi stato un dio sceso in terra. Le brillavano gli occhi. Si vedeva che moriva dalla voglia di dirti di sì, ma tutto quello che ha fatto è stato farti passare almeno un quarto della ciucca che avevi, convincendoti delicatamente che da sobrio non l’avresti nemmeno guardata. Non lo sapeva che invece tu l’avevi guardata, eccome. Più volte, se non ricordo male,”
Già.
“E quando ti ha convinto ad andartene, ti ha baciato. Oh, niente di porno, solo un casto bacino di labbra.”
Cosa?! Mi tocco le labbra automaticamente, come se potessi in qualche modo sentire ancora quel bacio.
“Aveva gli occhi lucidi e ti ha detto che tu eri quello giusto, ma non era giusta lei.” Termina più seriamente. “Perché me lo hai chiesto?”
“Ah… io… io l’ho rivista, Garrett. Credevo di ricordare qualcosa, ma come sai non ero proprio in me quella sera… Lei è qui.”
“Cosa? Qui dove? A Sonoma?”
“È a casa mia. È la fidanzata di Jasper.” Aggiungo l’ultima parte con un lieve, lievissimo tono di disappunto.
“Cosa?! Oh cazzo.”
“Mh.”
“Beh, allora suppongo che la rivedrò anch’io domani. Tua
madre mi ha invitato per il ricevimento.”
Ah, fantastico. Così domani subirò anche le prese in giro del testimone delle mie nozze mancate.
“Sì, d’accordo, a domani Garrett.”
***
Non riesco a combinare nulla con i documenti che devo
sistemare per lo studio, quindi decido di andare a prendere un po’ di fresco e
approfittare per vedere come va la vigna.
Nel patio trovo Jasper, seduto mollemente sul dondolo a
guardare il panorama.
“Ehi.”
“Ehi, pa'. Vieni, siediti qui con me.”
Mi siedo accanto a lui. Ho piacere nel farlo. Io e Jasper non siamo mai stati molto insieme, ma ogni qual volta succede, entrambi lo apprezziamo.
“È sublime, vero?”
Guardo Isabella chiacchierare con Billy, il nostro fattore da una vita. Anche con lui sembra piena di vita e sembra pure che gli stia spiegando come fare il suo lavoro. Sorrido un po’. È sfacciata da morire, ma Billy le risponde come se parlasse con un’esperta. Magari lo è. Dati i suoi trascorsi, non mi sorprenderebbe più di tanto.
“Sì…”
“Mi è sempre piaciuto stare qui. È la mia preferita tra tutte le case che hai.”
Oh. Parla del panorama.
“Che abbiamo. Ciò che è mio è tuo, questo lo sai Jasper.”
Sorride debolmente. “Lo so. È che mi piacerebbe avere qualcosa di mio, un giorno. Farmi una famiglia e avere un posto come questo.”
“Mh. Jasper… a proposito di famiglia…”
Mi guarda apertamente. “Dimmi.”
“Ecco, volevo sapere come vanno le cose con, uhm, Isabella.”
Tira un lungo sospiro. “Bella è fantastica. È matta come un cavallo, ma ha un cuore grande così. È facile stare con lei. Non crea nessun tipo di problema, le va bene sempre tutto e quando sono un po’ a terra, trova sempre il modo di tirarmi su. Vorrei fare lo stesso per lei… ma non credo di esserne capace. E non so se questo sia giusto. Giusto per lei.”
“Oh. Al telefono sembravi così sicuro. Hai detto di aver trovato la ragazza perfetta.”
Guarda di nuovo nella sua direzione. “È così. Ho trovato la ragazza perfetta. Ma non so se io sia perfetto per lei. Non ne sono convinto. Forse sto affrettando i tempi. Forse l’ho posta in una condizione ambigua. Non lo so. So solo che con lei sto bene. Forse non dovrei avere dubbi. La nonna mi ha sempre parlato dell’amore, di quelle storie dove non pensi altro che a lei, dove ti batte forte il cuore e ti sudano le mani, ma poi mi ha anche detto di come l’amore sia qualcosa di infinitamente profondo, di miracoloso, qualcosa che ti ribalta da capo a piedi e ti condiziona la vita. Credo che tutto questo sarebbe possibile con Bella, ma… sento che non è proprio così per lei. Non ha avuto una vita facilissima, ed è profondamente segnata da alcuni dolori. Sua madre non è mai stata molto presente e suo padre è morto di infarto sotto ai suoi occhi. Oh, è una persona che reagisce, questo è indubbio, ma… non dovrei essere io quello che le fa dimenticare tutto? Quello che le ribalta la vita e le fa dimenticare tutto il dolore?”
“Jasper, non è così semplice. Trovare qualcuno con cui si vuole davvero passare il resto della vita insieme magari sembra facile, ma non sempre le cose riescono come ci si aspetta. Ci vuole una grande intesa e un legame profondo, forte, per avere una chance di farcela a lungo termine. Devi solo capire se questa cosa con Isabella ce l’hai. Devi avere la spinta giusta. Se hai dei dubbi ora, aspetta.”
“Nonna dice che quando arriverà, me ne accorgerò. Papà, non credo che me ne accorgerei nemmeno se mi investisse con un camion. Lo sai come sono fatto.”
Mi volto completamente verso di lui e gli metto un braccio sulle spalle.
“Quello che mi hai appena detto, mi fa capire che sei uomo più di quanto io abbia creduto finora. Sono i dubbi, Jasper, che fanno l’intelligenza. È il tenere agli altri e a chi ti sta intorno che fa di te un vero uomo. È evidente che tu tenga a Isabella più di quanto tu non creda, devi solo capire in che modo. Sei un uomo ora, e sei cresciuto in maniera giusta. Farai le scelte giuste.”
Mi guarda a lungo, come per capire se dico la verità, se credo davvero in lui.
Il mio atteggiamento non lascia spazio a dubbi. Jasper sta diventando un uomo sul serio. Il tipo di uomo che io, mia madre e Charlotte abbiamo cresciuto e che è diventato quello che volevamo che fosse e che è.
Sono fiero di lui.
“Ovviamente il merito è tutto mio. Hai preso da me. Sei un gran figo, hai un’intelligenza superiore, hai classe e con le donne sei un asso.” Cerco di stemperare il momento intenso.
“Ha! Certo, pa'. Chi cavolo dice ancora asso? Per fortuna mi sono evoluto. A proposito di donne, come va con la mia futura matrigna? O sei rinsavito?” Sorride. Il suo sorriso è un po’ storto. Proprio come il mio.
“Oh, caz- cavolo, non voglio parlare di Tanya, adesso.”
“Wow… quanto amore. Mi dici che cavolo ci stai insieme a fare? Insomma, quando stai con lei ti batte più forte il cuore? Ti sudano le mani? Ti senti miracolato? Dimmi la verità.”
Ma certo che mi sento miracolato. Ogni volta che non mi tormenta con le sue chiacchiere sugli ultimi eventi mondani. Mi batte forte il cuore?
La guardo.
La guardo e improvvisamente mi accorgo che il mio cuore batte, che la mia sudorazione si altera e vederla illuminata alla luce del mattino ha davvero un ché di miracoloso.
Oh no…
Mi porto una mano al petto.
Fermati. Fermati. Non del tutto, ma fermati.
“No.” Mormoro in risposta a Jasper.
“E allora non fare cazzate.”
“Jasper.” Non mi piace quando dice le parolacce e non mi piacerà mai. Non importa se il momento è topico. Mio figlio non deve dire parolacce. Punto.
“Papà. Tanya non è la donna giusta per te. Lo vedono tutti. Lo dicono tutti. Tu insisti a stare con lei perché è facile. È facile perché non vi vedete quasi mai. L’hai mai vista con un raffreddore? O quando ha la diarrea?”
“Jasper! Certo che no. Che bisogno avrei di stare con lei mentre ha la diarrea? E comunque, se proprio lo vuoi sapere, conosco bene Tanya e posso dirti, senza ombra di smentita, che soffre di stipsi, quindi la dissenteria è un’eventualità rara che potrebbe essere scatenata solo da un virus o da un disturbo di tipo-”
“Papà! Grazie tante! Ora mi immaginerò per sempre Tanya che ha difficoltà ad andare in bagno! Avrei preferito continuare a vivere senza questa preziosissima informazione.”
“Hai iniziato tu! E poi Tanya è una donna di classe, non parliamo certo dei suoi problemi intestinali. È un caso che io l’abbia saputo perché un giorno l’ho vista mangiare compulsivamente delle prugne cotte e mi sono preoccupato. Vedi? Ci tengo a lei.”
“Ahh… quindi le avrai dato dei consigli alimentari.”
“Certamente.” Ribatto orgoglioso.
“Anche a Charlotte hai dato la dieta, ma non mi sembra che te la voglia sposare.”
“Charlotte? Ma che dici? Lo sai che voglio bene a Charlotte, è come una nonna per me.”
“E Tanya è come uno dei consociati del tuo studio. Con la differenza che ogni tanto te la sbatti.”
“Linguaggio.” Lo avverto. “A proposito… con Isabella, uhm, come… come…”
“Vuoi sapere come va a letto?” Ghigna.
Preferirei di no, ma voglio sapere se Jasper è felice. Soprattutto. Secondariamente voglio la conferma che Isabella è vergine. È inutile che menta a me stesso. E non voglio sapere se è vergine perché desidero che sposi Jasper casta e pura. È più un bisogno… cavernicolo.
“Non è che voglia sapere se e come ci vai a letto. Voglio solo che tu sia felice.” Andrò all’inferno. Ci andrò per aver mentito a mio figlio e ci andrò per desiderare la sua ragazza. Credo che una condanna eterna non sia sufficiente.
“La verità? Non ci sono andato a letto. Non ne abbiamo avuto occasione.” Esala un pesante sospiro. “Ma che cazzo dico, non è vero che non abbiamo avuto occasione, è solo che forse non ne abbiamo sentito la necessità. Facciamo sempre qualcos’altro e finora è andata bene così ad entrambi. Tutto qui. È strano, vero? Sì, è decisamente strano.” Si acciglia.
Olèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè!!!
Edward Anthony Cullen, sei uno stronzo.
Però vorrei sorridere. Vorrei, ma non posso.
“Ma no, ma no. Forse i tempi non sono maturi. Ehi, a proposito di maturi, mi dici come cavolo ti è saltato in mente di metterti con una di ventotto anni?”
“Come? Guardala.”
La guardo ancora.
La guarderei sempre.
Ha la bocca annerita dalla scorpacciata di more che lei e Billy si stanno facendo. Le sta mostrando tutti i cespugli selvatici che crescono sotto un filare della vigna e lei saltella ogni volta come se avesse trovato la pentola d’oro alla fine dell’arcobaleno. È splendida.
Sono fottuto.
“Hai ragione. Hai ragione tu. Forse dovresti sposarla. Sposala subito, prima che arrivi qualcun altro e te la freghi da sotto al naso.” Dico sconfitto.
“Ehi… non è mica un funerale questo. Sta tranquillo, papà. Ci penserò seriamente, okay?”
Annuisco.
È tutto quello che voglio. Voglio che mio figlio sia felice. Non importa come. Lui è tutto ciò che conta per me.
Improvvisamente Isabella scatta di corsa verso di noi.
“Bellezza! Dove scappi?” Jasper cerca di acchiapparla, ma lei è un fulmine.
“Devo prendere il cestino! Ci sono ancora un sacco di more e non posso mangiarmele tutte adesso! Mi verrebbe la diarrea! E non posso certo lasciarle lì! Che succede se domani non le trovassi più? Non posso permetterlo! Eh no!” Dice senza fermarsi nemmeno un secondo.
Ridiamo. Ridiamo del suo entusiasmo per delle semplici more e ridiamo perché la diarrea non è un concetto così sconvolgente se a dirlo è lei.
***
Passeggio tra i filari della vigna. È a perdita d’occhio e mi
sento davvero fortunato ad avere una terra così bella e così fertile. Non
ricordo più quando è stata l’ultima volta che ho camminato qui senza avere un
motivo. E non ricordavo più questi profumi d’uva, di more e di fichi.
Ma chi voglio prendere in giro. Sto cercando lei. Bella. È corsa di nuovo via, dopo pranzo, perché Billy doveva dare l’acqua ramata su alcuni filari e lei non voleva perdersi l’esperienza.
E sembra che io non possa fare a meno di starle lontano.
Ma mi vede prima lei.
“Edward! Edward! Oh, scusi! Lei! Venga a vedere! Guardi come sono brava!”
Mi avvicino lentamente mentre la guardo, ha la bombola caricata sulle spalle e il beccuccio puntato sull’uva non ancora matura.
“Uh uuuuuuuuuuuuh! Sparo a tutti i chicchi! Morite, parassiti alieni! Quest’uva deve dare il miglior Chardonnay della valle!”
“Isabella. Credo che sia sciocco non darci del tu ormai, non credi?” Mi avvicino per osservarla meglio. È sporca e sudata. E non è mai stata più bella.
“Credo, credo! Ma tranquillo, ti davo già del tu. Non mi costerà sta gran fatica continuare a farlo. Però per te è un gran passo avanti, bravo papino!”
Gemo internamente.
Non so se odio che mi chiami papino o se lo amo morbosamente.
“Non… non papino. D’accordo?”
“Okay pa-”
“Né papi, né pa', né niente che riguardi remotamente la figura paterna, okay?”
“Sì, Edward.” Sospira in maniera sensuale. Il che non le servirebbe affatto, ma non fa altro che aumentare il livello di follia in cui sono entrato senza possibilità di ritorno.
“Sì. Ecco. Okay. Edward. Edward va benissimo. Uhm… che… che stavi facendo?”
“Uccido gli alieni! Sono in possesso di un liquido mortale infallibile! Chissà se funziona anche sugli esseri umani…”
“L’acqua ramata non uccide gli esseri umani, Bella.” Le dico
divertito.
“Bella? Come osi chiamarmi Bella? Io sono la Regina della Terra! Devi inginocchiarti davanti a me. Forza! Inginocchiati o ti acquaramatizzerò e di te non resteranno che gli abiti!” Dice in maniera solenne, poi quando si rende conto di quello che ha appena detto, si corregge. “O forse spariranno solo gli abiti!” Alza e abbassa le sopracciglia velocemente un paio di volte. “Inginocchiati a me e arrenditi, bellissimo alieno.” Torna ad essere solenne, e non si rende nemmeno conto di quello che mi ha detto. O forse sì. Forse Bella ha dei filtri, dopotutto, ma sceglie di fregarsene.
E io non posso fare a meno di fare quello che dice.
Mi inginocchio lentamente davanti a lei.
Mi arrendo a lei, la Regina della Terra. Della mia terra.
Dal suo viso scompare ogni gioco, ogni scherzo. Mi guarda aprendo la bocca e le salta il respiro.
Io suoi occhi interrogano i miei, i quali hanno solo una
risposta.
“Mia Regina…”
“No… a-alzati…” Strizza forte gli occhi e quando li riapre, il momento è svanito. “Alzati alieno. E ora fuggi via prima che ti colpisca con il liquido mortale. Oggi mi sento magnanima. Ti risparmio, fellone. Ma solo per cinque secondi.” Il suo sguardo ora è diabolico. “Cinque…”
Non voglio che si senta a disagio per nessun motivo e tantomeno nei miei riguardi, quindi decido di giocare con lei, iniziando a camminare all’indietro, facendo finta di scappare.
“Quattro… sei troppo lento, alieno… guarda che a questa distanza riuscirò a colpirti facilmente… tre…”
Inizio a correre. E la cosa strabiliante è che mi sto divertendo.
“Ah! Hai paura della Regina della Terra, eh? Due…” Inizia a correre anche lei.
“Ehi! Avevi detto che avrei avuto cinque secondi di vantaggio!” Le urlo guardandomi indietro. E ridendo come un deficiente.
“Ho mentito! E sono più veloce di te! Due…”
“L’hai già detto!” Rido. “E io non fumo! Quindi sono più in forma di te!”
“Minchiate! Uno… oh, ooh, ooohhh!”
Mi volto alla sua esclamazione e la vedo mentre inciampa in una radice scoperta. Scatto verso di lei perché se cade con quella bombola, si farà molto male.
“Ompf!”
Scivolo sotto di lei per attenuarle la caduta.
Ma che cazzata. Scivolo sotto di lei, perché sì. Perché voglio
sentirla su di me. Perché voglio che lei senta me. Perché è così che l’ho
immaginata fin dal primo istante. E non sto pensando a quest’anno.
“Ah!”
Ha il fiatone.
Anch’io ho il fiatone, ma a me è venuto solo ora. Ora che lei aderisce completamente sul mio corpo. Ora che sento i suoi seni premere contro il mio cuore impazzito. Ora che le mie mani sono libere di vagarle sui fianchi e sulla schiena. Ora che sento il suo calore premere contro il mio. Il mio calore. Indurito come mai prima.
“Oh…”
Il nostro respiro si mescola. Tutto è così caldo, inebriante, necessario. Ogni centimetro di pelle prende vita, ogni respiro rivela desiderio. Le sue pupille sono dilatate e la sua bocca è così invitante…
T’amo senza sapere come… e mi trovo a baciarti come se… non ci fosse un domani. E non ci sarà. Non ci sarà un domani per noi. Ma la mia bocca non smette per un solo istante di amarti. La mia lingua non smette di accarezzare la tua. E tu mi stai divorando. L’anima soprattutto.
Prendi tutto da me. Mi cavalchi sinuosamente, naturalmente.
Succhi avidamente la mia bocca, il mio collo, le mie orecchie. Mi tiri i
capelli. Gemi. Ansimi. Rubi tutto il piacere che puoi, regalandomi l’estasi.
Sentiamo un grido soffocato ed entrambi ci riprendiamo dal nostro fervore.
“Co- cos’è stato?” Chiedi senza fiato.
“Cazzo… cazzo…” È tutto quello che riesco a dire mentre gentilmente la tiro via da me, per alzarmi.
Ci dirigiamo verso quel rumore, poco lontano c’è il capanno degli attrezzi.
Corriamo e subito distinguiamo il corpo di Billy. È a terra, esanime.
“No…” Sussurra Isabella. “Billy…”
Corre verso di lui e si inginocchia per sollevargli la testa.
“Billy! Billy! Rispondimi! Billy!” Lo scuote e lo colpisce gentilmente al viso.
Corro e la sposto delicatamente. “Fammi vedere. Billy! Billy! Puoi sentirmi?” Gli chiedo mentre gli controllo le pulsazioni sul collo e lo stato delle pupille.
Cazzo, non sento niente. Mi sbrigo a strappargli la camicia e
appoggio l’orecchio sul petto. Niente.
“Billy… no… Billy?” Sussurra Isabella inverosimilmente affannata e tremante.
Procedo a fargli il massaggio cardiaco, intervallandolo con la respirazione bocca a bocca.
“Uno, due, tre, quattro, cinque… Uno, due, tre, quattro, cinque…”
Controllo di nuovo le pulsazioni. Niente. Niente!
Sento arrivare gente e senza aspettare urlo. “Andate a prendere il defibrillatore! È in camera mia! Presto!!!”
“No… no… no…” Cantilena Isabella abbracciandosi le ginocchia.
Continuo con il massaggio e la respirazione. Non devo perdere nemmeno un attimo. Ogni secondo è fondamentale.
Quando il defibrillatore arriva, Jasper lo prepara mentre io
continuo il massaggio.
“Scansate Isabella!” Urlo mentre mi preparo per la prima scarica.
Sento il sibilo della corrente arrivare al giusto voltaggio e procedo.
“Libera!” La prima scarica lo scuote.
Controllo le pulsazioni con lo stetoscopio passatomi da Jasper.
Niente.
Seconda scarica.
Niente.
Terza scarica.
Niente.
Quarta.
Quinta.
Sesta.
Scuoto la testa e lentamente mi rialzo.
“Cosa? No! No! Perché ti sei fermato? Continua! Continua!” Isabella scatta in piedi urlandomi contro e afferrandomi le braccia.
“Bella…”
“No! No! Non è morto!” Si inginocchia di nuovo su di lui. Lo scuote ripetutamente. Poi gli accarezza il viso. “Billy, Billy, mi senti? Billy, ti prego, rispondimi! Billy! Billy! No… No… No… No! Billy!!! No!!! Papà! Papà! No! Edward! Edward, ti prego! Ti prego fallo tornare! Ti prego!!!” Mi implora con il viso rigato di lacrime, la bocca piegata in una smorfia di dolore e il respiro incontrollato.
Mollo tutto e mi inginocchio subito vicino a lei. “Bella. Non fare così. Lascialo andare.” Mormoro abbracciandola.
Per tutta risposta si avvinghia a me, stringendomi con tutta
la forza che ha. “Fallo tornare… fallo tornare… ti prego Edward… non ho che lui…
non ho che lui… non può morire… non può…”
“No, amore, tu hai me. Hai me…” Esalo in un sospiro prendendole il viso tra le mani. “Lascialo andare, amore mio, ora hai me.”
Non mi accorgo della sorpresa di Jasper, né del dolore altrui. Mi occupo soltanto di Bella, prendendola tra le braccia e riportandola a casa.
***
“Sta dormendo. Le ho dato un sedativo. Uno blando è bastato,
era troppo provata dal dolore per rimanere ancora sveglia.” Mormoro.
Sono tutti nel salotto blu. Jasper, mia madre e Charlotte.
“Billy? Come…” Chiedo a mia madre.
“Ci ho pensato io. L’hanno già portato via e ho già parlato con il parroco per il funerale. Il figlio arriverà qui domani. Non preoccuparti di nulla, Edward, hai fatto tutto il possibile, ora pensa solo a… Bella.” Risponde con tono sottile.
Guardo Jasper. Ora sa.
“Jasper, io…”
Scuote la testa. “Non preoccuparti di me, ora.” Sospira. “Avevi ragione tu. Su tutto. Sei tu che mi hai fatto riflettere e anche se mi pare tutto così assurdo non posso fare a meno di pensare che doveva andare così. Lei… lei non mi ha mai guardato come guarda te. E probabilmente io non l’ho mai guardata come fai tu.” Sorride debolmente. “Io le voglio bene, papà. Sul serio. Non scherzavo quando mi preoccupavo della sua felicità, piuttosto che della mia. E… sapevo di te. Me l’aveva raccontato. Oh, me l’ha raccontato a modo suo, scherzandoci su e facendo la commediante a teatro, ma quella lucina negli occhi l’ho vista solo quella volta.” Si alza e mi abbraccia. “Trattala come una regina, perché lo è. Lo è davvero.” Sussurra solo a mio beneficio.
“Mi dispiace, Jasper. Non volevo che finisse così.” Lo stringo a me.
“Doveva finire così. Nel migliore dei modi per tutti.” Mi sorride di nuovo e se ne va.
Guardo mia madre. “Tu lo sapevi.” Asserisco.
Annuisce. “Sono tua madre e sono la nonna di Jasper. Appena ho visto Isabella ho capito a chi era destinata. E appena ho visto il tuo sguardo, vi ho visti insieme. Per sempre.” Sorride intenerita.
“Mpf. L’ho odiata da quando ha messo piede in casa.” Mi lagno.
“No, macchè. Hai odiato te stesso da quando ha messo piede in casa. Sei un testone irritante, Edward. Hai preso tutto da tuo padre. Fortuna che Jasper è molto più saggio di te.”
Non posso darle torto.
***
Mi alzo nel cuore della notte. Ho sete, ma non di acqua.
Fanculo le arterie.
Mi dirigo al piano inferiore e quando passo davanti al salotto blu, scorgo la silhouette di Bella davanti alla finestra illuminata dalla luna.
Mi avvicino piano.
“Domani vado via.” Sussurra sapendo che sono io. Vedo dal riflesso sul vetro, che ha un debole sorriso. “Ho riconosciuto il tuo profumo. Amo il tuo profumo. Fin dalla prima volta che l’ho sentito.”
“Perché? Perché vuoi andare via?” Mormoro ad un passo da lei. E non respiro più.
Si volta verso di me. “Perché ho già fatto abbastanza danni, qui. Perché non sono stata giusta con Jasper. Perché vi ho preso in giro. Non sono la ragazza che vedete. Sono solo un’ombra. Una ragazza di Hooters. Una che si dimentica non appena si esce dal locale.”
La guardo a lungo.
Sono spaventato. Spaventato e incazzato.
“E allora?” Domando con stizza.
“E allora? Allora, tolgo il disturbo. E comunque il mio gioco è scoperto. Mi sono messa con il figlio per arrivare al padre. Per i suoi soldi. Nient’altro. È chiaro ormai no?” Risponde con sarcasmo.
Scuoto la testa. “No. Ti sbagli. Il tuo gioco è scoperto, sì. Hai giocato alla ragazza frivola e ignorante, quando invece hai due lauree. Hai giocato alla ragazza senza pensieri, quando invece tua madre ti ha abbandonata e tuo padre è morto tra le tue braccia. Hai giocato a fare la dura, quando invece hai lasciato perdere ciò che ti piaceva per… paura di perdere anche quello.”
“Non è vero.” Sussurra debolmente.
“Sì che è vero. E non te ne devi vergognare o rifiutarlo. Hai avuto una vita difficile e ti prendi tutto quello che puoi. Non c’è niente di male in questo.”
“Niente finché non faccio del male a qualcuno.” Mormora.
“E a chi hai fatto del male, eh? A Jasper? Jasper ti vuole bene ed è felice per te, se tu lo sei. A mia madre? Mia madre è una vecchia volpe, ha capito già tutto al primo sguardo e, per tua informazione, ora è al settimo cielo. Per me.” Aggiungo in un sussurro.
“Cosa? Perché?” Mi guarda allibita.
“Perché? Perché tu sei la mia lucina. Quella che tutte le persone che si innamorano sembrano avere. Quella lucina per la cui mancanza nei miei occhi, è stata fonte di divertimento da parte dei miei familiari per anni. Quella lucina che avevi quella sera quando ti ho chiesto di sposarmi… e che rivoglio vedere adesso. Vuoi sposarmi, Isabella?”
Le salta il respiro.
“Sei… sei sobrio?” Sussurra.
“Di brutto.” Le sorrido.
“Vuoi sposarmi?” Esala.
“Di brutto.”
“Sei sicuro?”
“Di brutto.”
Mi guarda. Prima il viso e poi le gambe.
Oh.
Mi inginocchio.
E il mondo ricomincia a girare perché lei, la mia lucina, sorride di nuovo.
Di brutto.
***
Stiamo uscendo dalla chiesa. Io raggiante e lei in braccio a
me. Jasper ci saluta tenendo Alice per mano. La cosa è alquanto disturbante, perché
gli occhi di Jasper hanno…
“Però voglio ancora lavorare da Hooters.” Mia moglie interrompe i miei pensieri.
“Solo nei tuoi sogni.” Le sorrido.
Poi la bacio. Abbiamo le labbra perennemente gonfie perché non facciamo altro.
Oh, abbiamo anche dell’altro perennemente gonfio, perché non facciamo altro.
Mangiamo e lavoriamo qualche volta, ma ora le nostre lucine sono perennemente accese.
“Ti amo, signora Cullen.”
“Ti amo, Lei.”
*Fine*
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Potete votare nei commenti, dando un voto da 1 a 5, in ogni storia, per le seguenti categorie:
MIGLIOR EDWARD-
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STORIA PIU' DRAMMATICA -
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -
Bel-lis-si-ma! Che altro dire? Credo di aver riconosciuto l'autrice, anche se ancora non vi conosco benissimo. Complimenti per la storia, per l'idea, questo "scambio" padre/figlio mi è piaciuto davvero... di brutto :) Questo Edward è un padre delizioso, premuroso, attento e divertente, e Bella così spontanea e genuina mi è piaciuta davvero molto! Inoltre è scritta molto bene e si legge che è un piacere! Bravissima!!
RispondiEliminaMa questa è FANTASTICA! C'è ritmo, brio, emozioni, sofferenza, risate, follia, insomma.........tutto. Sei stata fantastica, come sempre oserei dire. BRAVISSIMA!
RispondiEliminaStoria molto carina, più sui toni brillanti che quelli drammatici, anche se un po' di dramma c'è. Mi è piaciuto il rapporto padre-figlio e avrei tanto voluto leggere della festa o della disfatta della stitica Tanya :)
RispondiEliminaAnche questa sembra una storia che soffre della condensazione in una o/s, ma almeno nun m'hai fatto piagne!
-Sparv-
soffre si....perche' non si finirebbe mai di leggerla. Palese l'autrice, palese il piacere di sempre di leggerla, palese la sagace ironia che la percorre dall'inizio alla fine, palese la qualita' dei dialoghi...palese il fascino che sempre sprigiona la figura di Edward e palese quanto io lo amo...ami...amo'....bella bella bella.
RispondiEliminaStoria meravigliosa, come tutte le tue (lo so che il contest è anonimo, ma questa è firmata, dai!!!). Mi piace come scrivi, mi piace come lavora la tua testa, sono sicura che se tu scrivessi sceneggiature saresti la madre di successi strepitosi al cinema e in televisione e vorrei che fossi tu a scrivere gli script per Robbè!!! In questa storia c'è tutto quello che voglio quando leggo. Una penna precisa e scorrevole, un personaggio maschile sexy e divertente, molto molto maschio! Una Abbella all'apparenza frivola, ma sotto sotto di gran cuore. Il rapporto con il figlio è carinissimo, tenero e buffo. Certo che se sei il figlio de Edward e tuo padre ha solo 38 anni e la tua fidanzata ne ha 28... portarla a casa non è propriamente una genialata, detto ciò si è capito che nella tua testa un po' pervi, in un futuro mi auguro moooooolto lontano, pure il nostro Giuspers troverà l'ammoreeee! Quindi tutto bene quel che finisce bene. Amata dalla prima all'ultima parola! Cristina.
RispondiEliminaM.E.R.A.V.I.G.L.I.O.S.A.
RispondiEliminaF.A.N.T.A.S.T.I.C.A.
B.R.I.L.L.A.N.T.E.
R.O.M.A.N.T.I.C.A.
E ci sono altre diecimila aggettivi che posso mettere.
Oddio, mi hai fatto piangere, si, proprio così.
Mi sono cominciata ad emozionare profondamente quando hanno ricordato il loro incontro da Hooters ma una frase di Garret mi ha dato il colpo finale e le lacrime sono scese copiose.
Mi sono entrate dentro, mi sei entrata dentro e come sempre hai saputo toccare quelle corde del mio cuore che spesso non faccio suonare.
Amo le tue Abbelle, insieme a quelle di qualcun'altra, sono le migliori di cui leggo con piacere.
Amo tutti i personaggi di questa OS, ognuno ha il suo perchè ed è perfetto nel ruolo che interpreta.
Quanto ha ragione la CRI, dovresti scrivere tu gli script per Robbè oltre a sceneggiature su sceneggiature... vorrei sapere quando ti butterai in questa cosa.
Oltre a dirti che TI AMO (senza far ingelosire nessuna) penso di averti detto tutto... a modo mio.
Grazie, Grazie, Grazie infinite per questa nuova emozione che mi hai regalato.
Con profonda stima
JB
Non convenzionale e perfetta. Questo Edward trentottenne alle prese con un figlio di 21 anni è un personaggio complesso. Ingenuo e scapestrato da ragazzo, una volta trovato il fagottino sulla porta di casa è diventato una macchina da guerra con degli obiettivi da raggiungere. Con l'aiuto della famiglia e senza concedersi distrazioni è riuscito ad agguantare una posizione di successo e un posto rispettabile in società. Ci si aspetterebbe un personaggio freddo, calcolatore, e invece Edward è rimasto vulnerabile rispetto a tutte le donne della sua famiglia, è un padre premuroso e apprensivo, ha coltivato nel suo ragazzo la fantasia, la gioia di vivere e la fiducia nelle persone, e, ciliegina sulla torta, ha mantenuto la capacità di non prendersi troppo sul serio. L'autoironia è una grande qualità.
RispondiEliminaIl fascino di questa storia sta nella progressiva scoperta di sé che compie il protagonista. Posto faccia a faccia con Bella, Edward suo malgrado deve ammettere di aver voglia di sognare, di fare pazzie, di essere romantico e ha il coraggio di riconoscerlo davanti a se stesso e a Bella.
Perché la storia è perfetta? Per la leggerenza del racconto punteggiato da tutte le stupidissime e divertentissime riflessioni del protagonista, per i brillanti e scoppiettanti dialoghi tra Edward e Bella, perchè il conflitto interiore di Edward rispetto all'idea di rubare la donna al figlio Jasper conferisce al personaggio una sfumatura di tormento che commuove, perché la pennellata di tristezza (il passato di Bella con la morte traumatica del padre), anche se appena accennata, dà spessore e profondità alla narrazione offendo anche l'occasione per la decisiva svolta narrativa. Non si può poi passare sotto silenzio il personaggio di Bella: intelligente, raffinata, sensibile, ironica, selvaggia, empatica. Mi ricorda la protagonista di un film del 1968, "Dolce Novembre", anche se fortunatamente il finale del racconto è molto più gratificante.
Unico neo: rimpiangerò per sempre di non aver avuto una proposta di matrimonio come quella fatta da Edward all'Hooters bar.
Bellissima!! E dalla firma sicura... eh eh eh ...
RispondiEliminaMi è piaciuto tutto: la scorrevolezza della narrazione, l'interazione tra i personaggi, il rapporto padre/figlio, Edward, Bella... tutto tutto.
Edward è un uomo tutto di un pezzo che viene scosso dal tornado Isabella. Da questa ragazzetta che lo mette davanti al suo bisogno di evasione, di riprendere in mano quella parte di vita che ha dovuto accantonare per fare il padre. Isabella è travolgente e spensierata, dal carattere forte e fragile al contempo, si nasconde dietro a questa sua esuberanza che è la sua arma vincente. Jasper è dolcissimo e ho avuto come l'impressione che l'abbia portata a casa volutamente, parandosi dietro la scusa che fosse la sua fidanzata per poi far sì che il padre si accorgesse nuovamente di lei.
Ho pianto quando Billy è morto nello stesso modo del padre di Bella. Le frasi dette da Bella, il ritmo con cui sale il panico nella sua voce... mi sembrava di vederla lì, in ginocchio, a supplicare per non veder morire un altro come suo padre...
Brava... bellissima... ma non avevo alcun dubbio...
Chapeau, veramente. Ho riso, mi sono emozionata, ho adorato ogni riga. Brio, perfezione e sentimento. Del resto è sempre così con le tue storie, cara anonima firmatissima "Lei"!
RispondiEliminaWow una storia alternativa.. Fantastica!!! All'inizio ero un po' spiazzata, ma arrivavo direttamente dalle precedenti, ma poi sei riuscita a coinvolgermi sempre più. Spero prossimo contest di riuscire ad individuare lo stile di ognuna di voi
RispondiEliminaStoria carina e molto gradevole. Certo che fossi Jasper con il cavolo che presento un altra fidanzata al padre! Mi discosto dal coro nella apprezzare la duplice veste di Edward si padre attento ma a sua volta figlio. Ho apprezzato da morire la figura della mamma e della governante capaci di capirlo al volo. Un po lunghetta ma complimenti per la scrittura ironica, sintetica e decisa che coinvolge ! Luisa
RispondiEliminaNon ho da dire altro che PERFETTA.
RispondiEliminaHo riconosciuto l'autrice, che ci possiamo fare?! Ci sono quelle che pure senza firma si riconoscono!
Mi è piaciuta da morire.
Bellissima, divertente, frizzante, con quel pizzico di tristezza che ogni tanto ci sta. Ottimo il rapporto padre/figlio, meraviglioso lo stile un po' birichino.
Perfetta.
Voterò alla fine
Aly
MERAVIGLIOSA!!!! Finalmente un po' di risate, la stipsi di Tanya ha risollevato il mio morale.
RispondiEliminaStupendi i personaggi tutti molto ben caratterizzati, mi ero immaginata. che Jaspers fosse d'accordo con Bella per farle incontrare il padre, che fosse tutta una messa in scena, e invece la trama mi ha piacevolmente sorpresa!!!!
MIGLIOR BELLA -5
MIGLIOR FIGLIO -3
PAPA' PIU' SEXY (DILF) -5
STORIA PIU' HOT -3
STORIA PIU' DIVERTENTE -5
STORIA PIU' ROMANTICA - 4
STORIA PIU' DRAMMATICA -2
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -5
Ila Cullen
MIGLIOR EDWARD- 3
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA - 4
MIGLIOR FIGLIO - 4
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 3
STORIA PIU' HOT - 3
STORIA PIU' DIVERTENTE - 3
STORIA PIU' ROMANTICA - 3
STORIA PIU' DRAMMATICA -2
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 3
MIGLIOR EDWARD 5
RispondiEliminaMIGLIOR EDWARD-5
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA -5
MIGLIOR FIGLIO -4
PAPA' PIU' SEXY (DILF) -5
STORIA PIU' HOT -4
STORIA PIU' DIVERTENTE -5
STORIA PIU' ROMANTICA -4
STORIA PIU' DRAMMATICA -2
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -4
MIGLIOR EDWARD-5
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA -5
MIGLIOR FIGLIO -3
PAPA' PIU' SEXY (DILF) -5
STORIA PIU' HOT -4
STORIA PIU' DIVERTENTE -5
STORIA PIU' ROMANTICA -5
STORIA PIU' DRAMMATICA -1
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -5
Ok, inutile negarlo. Questa mi è piaciuta da impazzire e spero che tutte crediate nella mia buona fede!!
Inizio le mie votazioni da questa.
RispondiEliminaChe è la mia preferita in assoluto e vince facile, a mani basse, in quasi tutte le categorie. Pur con la mia poca pratica di lettura di ff, credo di aver riconosciuto l'autrice, la cui cifra stilistica è inconfondibile per humor, leggerezza, approfondimento del carattere dei personaggi, dialoghi frizzanti e chi più ne ha ne metta.
JO
MIGLIOR EDWARD- 5
MIGLIOR BELLA - 5
MIGLIOR FIGLIO - 4
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 5
STORIA PIU' HOT - 4
STORIA PIU' DIVERTENTE - 5
STORIA PIU' ROMANTICA - 5
STORIA PIU' DRAMMATICA - 1
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 5
MIGLIOR EDWARD = 5
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA = 4
MIGLIOR FIGLIO = 4
PAPÀ PIÙ SEXY = 4
STORIA PIÙ HOT = 2
STORIA PIÙ DRAMMATICA = 2
STORIA PIÙ ROMANTICA = 5
STORIA PIÙ DIVERTENTE = 5
STORIA DADDYWARD PREFERITA = 5
MIGLIOR EDWARD- 4
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA - 1 (scusa ma non sopporto il personaggio in sé)
MIGLIOR FIGLIO - 3
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 5
STORIA PIU' HOT - 3
STORIA PIU' DIVERTENTE - 5
STORIA PIU' ROMANTICA - 2
STORIA PIU' DRAMMATICA - 1
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA 3
Oscar; per la leggerezza della lettura e scorrevolezza
Luisa
MIGLIOR EDWARD - 5
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA - 5
MIGLIOR FIGLIO - 4
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 5
STORIA PIU' HOT - 3
STORIA PIU' DIVERTENTE - 5
STORIA PIU' ROMANTICA - 5
STORIA PIU' DRAMMATICA - 1
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 5
Raccontare è un arte difficile, ma tu sei un artista.
RispondiEliminaMIGLIOR EDWARD-5
MIGLIOR BELLA -5
MIGLIOR FIGLIO -5
PAPA' PIU' SEXY (DILF) -5
STORIA PIU' HOT -5
STORIA PIU' DIVERTENTE -5
STORIA PIU' ROMANTICA -5
STORIA PIU' DRAMMATICA -4
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -5
Ecco i miei voti:
RispondiEliminaMIGLIOR EDWARD - 5
MIGLIOR BELLA - 5
MIGLIOR FIGLIO - 5
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 5
STORIA PIU' HOT - 5
STORIA PIU' DIVERTENTE - 5
STORIA PIU' ROMANTICA - 5
STORIA PIU' DRAMMATICA - 3 (come detto mi hai fatto piangere)
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 5
JB
I Miei Voti:
RispondiEliminaMIGLIOR EDWARD 4
MIGLIOR BELLA 4
MIGLIOR FIGLIO 4
PAPA' PIU' SEXY (DILF) 4
STORIA PIU' HOT 3
STORIA PIU' DIVERTENTE 4
STORIA PIU' ROMANTICA 4
STORIA PIU' DRAMMATICA 2
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA 4
MIGLIOR EDWARD - 4
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA - 3
MIGLIOR FIGLIO - 4
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 3
STORIA PIU' HOT - 2
STORIA PIU' DIVERTENTE - 5
STORIA PIU' ROMANTICA - 3
STORIA PIU' DRAMMATICA - 2
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 3
Oh mio dio!!!
RispondiEliminaQuesta shot è perfetta!!!!
Assolutamente perfetta!!!
MIGLIOR EDWARD-5
MIGLIOR BELLA - 4
MIGLIOR FIGLIO -4
PAPA' PIU' SEXY (DILF) -5
STORIA PIU' HOT -5
STORIA PIU' DIVERTENTE -5
STORIA PIU' ROMANTICA -4
STORIA PIU' DRAMMATICA -4
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -5
Questa storia è perfetta, non manca assolutamente niente.
RispondiEliminaIl tuo Edward è stato fantastico, i pensieri in particolar modo che ti conquistano dal primo istante. Mi sono piaciuti tantissimo Bella e Jasper. Insomma tutto scritto nel modo giusto al momento giusto.
Bravissima, non posso dire altro che questo.
MIGLIOR EDWARD- 5
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA - 5
MIGLIOR FIGLIO - 5
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 5
STORIA PIU' HOT - 5
STORIA PIU' DIVERTENTE - 5
STORIA PIU' ROMANTICA - 4
STORIA PIU' DRAMMATICA - 1
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 5
Oh Edward sei uno sbraco!!!!
RispondiElimina.....la mia frase preferita!!!!
MIGLIOR EDWARD- 3
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA - 4
MIGLIOR FIGLIO - 4
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 4
STORIA PIU' HOT - 3
STORIA PIU' DIVERTENTE - 5
STORIA PIU' ROMANTICA - 2
STORIA PIU' DRAMMATICA - 1
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 4
Bravissima anche tu!!! Scriverò il commento a contest concluso!!!
Aleuname
Il commento alla storia lo metterò con più calma oggi metto solo i voti:
RispondiEliminaMIGLIOR EDWARD- 5
MIGLIOR BELLA - 5
MIGLIOR FIGLIO - 5
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 5
STORIA PIU' HOT - 5
STORIA PIU' DIVERTENTE - 5
STORIA PIU' ROMANTICA - 4
STORIA PIU' DRAMMATICA - 1
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 5
Storia stupenda
RispondiElimina
RispondiEliminaMIGLIOR EDWARD- 5
MIGLIOR BELLA - 5
MIGLIOR FIGLIO - 4
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 5
STORIA PIU' HOT - 4
STORIA PIU' DIVERTENTE - 5
STORIA PIU' ROMANTICA - 5
STORIA PIU' DRAMMATICA - 1
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 5
MIGLIOR EDWARD- 5
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA - 5
MIGLIOR FIGLIO - 3
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 5
STORIA PIU' HOT - 5
STORIA PIU' DIVERTENTE - 5
STORIA PIU' ROMANTICA - 5
STORIA PIU' DRAMMATICA - 1
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 5
MIGLIOR EDWARD - 3
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA - 3
MIGLIOR FIGLIO - 3
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 3
STORIA PIU' HOT - 3
STORIA PIU' DIVERTENTE - 3
STORIA PIU' ROMANTICA - 3
STORIA PIU' DRAMMATICA - 5
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 3
-Sparv-
Bellissima :)!!
RispondiEliminaNon so perché... mi è piaciuta molto la scelta di fare di Jasper il figlio di Edward.
In effetti... ci sta!!
Ed hanno hanno un rapporto così bello...
Ed ovviamente, non poteva non piacermi la storia d'amore tra E e B :)!!
All'inizio ci ero rimasta un po'... voglio dire... Bella con Jasper, figlio di Edward... mi immaginavo parti davvero drammatiche, come succede spesso in questi casi.
Sei stata bravissima :) i personaggi sono ben caratterizzati e la trama è intrigante.
MIGLIOR EDWARD - 5
MIGLIOR BELLA - 5
MIGLIOR FIGLIO - 5
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 4
STORIA PIU' HOT - 3
STORIA PIU' DIVERTENTE - 5
STORIA PIU' ROMANTICA - 3
STORIA PIU' DRAMMATICA - 1
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 4
Miglior Edward - 5
RispondiEliminaMiglior Bella - 5
Miglior figlio - 4
Papà più sexy (DILF) - 5
Storia più hot - 3
Storia più divertente - 5
Storia più romantica - 5
Storia più drammatica - 2
Storia Daddyward preferita - 5
... e aggiungo, menzione speciale per i dialoghi!
Originale. Mi è piaciuta tanto.
RispondiElimina