venerdì 19 giugno 2015

PAURA DI ESSERE PADRE

Paura di essere padre






All’inizio erano solo piccoli dettagli, gesti senza importanza, sensazioni.


Li guardo spesso e non posso credere che siano veramente i miei figli.
La più piccola, Alice, ha solo sei mesi ed è identica alla madre. È un esserino dalla pelle lattea e i capelli scuri, con gli enormi occhi color cioccolato che le illuminano il viso. È una bambina bellissima.
Prima di andare al lavoro le cambio il pannolino e lei è lì, immobile, buona, e mi osserva.
Chissà cosa pensa.
Ma per la verità non voglio saperlo. Non piange mai, non urla, non chiede. Si limita ad osservare e a piegare la mia forza di volontà con lo sguardo.
Jasper, invece, ha sette anni. È intelligente. Molto intelligente per un bambino della sua età. Fa capolino dalla porta perché è già pronto per uscire e andare a scuola. Frequenta le elementari.
Prendo in braccio la piccola, per mano Jasper, li faccio salire in macchina, li sistemo entrambi nei seggiolini e partiamo per iniziare la nostra giornata.




- Cullen? Cullen? Per te… è urgente –
Sono immerso nel lavoro quando il mio capo mi passa la telefonata. È il preside della scuola di Jasper. È successo qualcosa ma non vuole parlarmene al telefono. La sua agitazione mi preoccupa e così mi precipito fuori, salgo in macchina e guido come un pazzo in mezzo al traffico con il cuore in gola.
È brutto da dire, ma non sono preoccupato per Jasper quanto piuttosto per i suoi piccoli compagni. Speriamo che…
Nel parcheggio della scuola c’è un’ambulanza. Lascio l’auto poco lontano dall’ingresso e affronto la scalinata salendo tre gradini alla volta. Nel lungo corridoio principale, che percorro a grandi passi, vedo venire verso di me una barella portata da due infermieri.
Mi faccio da parte per lasciarli passare.
Merda!
Disteso sul lettino c’è un bambino che urla disperato e si tiene il braccio. Una matita di legno è conficcata all’altezza del polso, in profondità. Il sangue sprizza fuori imbrattando tutto.
Seguo con gli occhi la piccola corsa fino all’ambulanza e poi riprendo la mia verso la presidenza, irrompendo nella stanza sopraffatto dall’angoscia.
In un angolo dell’ufficio c’è il preside. Mi guarda sollevato, come se avesse aspettato con ansia il mio arrivo. All’angolo opposto c’è Jasper. È impeccabile, come al solito. Il grembiulino è ben stirato e immacolato, se non fosse per una macchiolina di sangue vicino al colletto. I capelli, di un biondo rossiccio, sembrano pettinati dal vento, esattamente come i miei, indomabili da sempre. Il volto è imperturbabile. Gli occhi del bambino si spostano su di me e io impallidisco, come al solito. Due pozzi verdi pieni di intelligenza e malizia.
- Che cosa è successo, Jasper? – chiedo.
- Niente, papà – sorride in quel suo modo aperto e conciliante.
So che non dovrei farlo e che me ne pentirò. Con tre grandi falcate sono di fronte a lui e gli do uno schiaffo.
Jasper sorride.
Ancora uno.
E lui sorride.
Ancora un altro.
Sorride di nuovo.
Il preside mi ferma prima che possa colpirlo un’altra volta.




Torno in ufficio.
Provo a sbrigare il mio lavoro ma non riesco a combinare nulla. Le schermate del computer si confondono, si sdoppiano. Non sono lucido e ho una forte emicrania. Il mio orario di lavoro è terminato da più di un’ora e i colleghi sono usciti tutti.
Appoggio il capo alla scrivania, chiudo gli occhi e provo a tenere fuori tutto il resto. La verità è che sono terrorizzato.
Una donna delle pulizie mi riporta alla realtà.
- Signore, mi scusi. Dobbiamo pulire le stanze –
Prendo la mia valigetta ed esco in strada.




- Non dovevi farlo –
È la prima cosa che mi sento dire da mia moglie appena metto piede in casa.
- Scusa, ma hai visto quello che ha combinato a scuola? – tento di giustificarmi e mi accorgo che sto balbettando.
- Hai sbagliato – afferma di nuovo Isabella in un tono che non ammette repliche.
Si volta e va in camera da letto.
Non provo neanche a ribattere, a spiegare, a discutere. Sono sfinito.
Appoggio la valigetta in terra e vado lentamente a prepararmi un bagno caldo.
Ne esco dopo una mezz’ora e mi sento un po’ meglio, avvolto nel morbido accappatoio blu. Apro la porta della camera, piano, sperando che Isabella dorma già.
Invece eccola lì, seduta sul letto, sveglia e completamente nuda.
Osservo, senza desiderio, quel corpo giovane, snello, sodo, privo di peli.
Cosa è successo al nostro rapporto?
- Voglio un altro bambino – il tono mi fa gelare.
Lascio cadere l’accappatoio a terra e mi infilo sotto le coperte.
Deglutisco.
- Bella, tesoro, non credo sia il momento migliore. Non ho ancora ottenuto la promozione… -
- Voglio un bambino – ripete tranquilla, ancora seduta sul bordo del letto.
Tiro le coperte sopra la testa, chiudo gli occhi e prego.
- Non stasera, amore, ti supplico –
Lei non dice nulla e io mi addormento, ma solo per risvegliarmi nel bel mezzo della notte.
Sono voltato sulla schiena, immobilizzato. Qualcosa, o meglio, qualcuno mi impedisce di muovermi. Isabella è sopra di me, a cavalcioni, e si sta introducendo il pene nella vagina.
- No, Bella, no. Ti prego – provo a protestare, la bocca ancora impastata dal sonno.
Lei ha i capelli sciolti, sembra una selvaggia. Non parla, un ghigno stampato sul viso. Si muove con foga, a scatti, godendo del mio corpo che, nonostante tutto, reagisce innalzando una poderosa erezione.
Prima dell’orgasmo noto con angoscia che Jasper è nella stanza, appoggiato allo stipite della porta, che guarda compiaciuto la scena.




Se qualcuno mi chiedesse come ho trascorso gli ultimi mesi, non saprei cosa rispondere. Ero come un pendolo, eternamente incastrato nel suo immutabile ritmo.
Avanti e indietro.
Destra, sinistra.
Sempre uguale a se stesso.
Sono andato al lavoro, come al solito e, a fine giornata, tornavo a casa, spossato da uno strano senso di stanchezza.
Alice ha imparato a camminare gattoni e Isabella la lascia girare liberamente per la casa, nuda, sporcata dai suoi stessi escrementi. Si aggira per le stanza come un animale in cerca della preda.
Ho tentato di mettere in casa una giovane donna di colore per aiutare Isabella.
Il giorno successivo mia moglie mi ha accolto sulla porta con Alice in braccio. Sembrava una Madonna col bambino di uno dei tanti pittori italiani. Mi guardavano entrambe con quegli occhi che prosciugano la poca forza di volontà che mi rimane.
- L’ho licenziata – ha detto lei, semplicemente.
Ho chiesto spiegazioni, spiegazioni che come marito ho il diritto di avere. Bella si è avvicinata, mi ha messo in braccio la piccola e ha detto:
- Faceva piangere Alice –
La bambina si è subito addormentata, accoccolata al mio petto. Per un attimo ho pensato che potessimo essere una vera famiglia e ho dimenticato completamente la baby sitter.
Più tardi, rimboccando le coperte mentre la mettevo a dormire, Alice ha iniziato a tossire e non si fermava più. Le ho tirato su la maglietta e ho iniziato a massaggiarle il torace.
Niente da fare.
Anzi, era diventata cianotica e faticava a respirare.
Avevo paura per lei ma, stranamente, anche per me.
Bella è corsa in camera, mi ha strappato Alice dalle mani e ha cominciato a darle dei colpetti energici sulla schiena.
La bambina ha vomitato un bolo giallastro sul tappeto.
Bella mi ha spinto a forza fuori dalla cameretta.
Ma ho visto.
Io ho visto.
Mentre mi spingeva, ho sbirciato un istante quel liquame e, in mezzo alla bava, sono sicuro di aver visto il dito di una mano.
Un dito nero.




Ora sono seduto sul divanetto del salotto, tra Jasper e Bella. Alice dorme nella sua cameretta, tranquilla dopo quanto accaduto.
Perché vedo tutto attraverso uno strano velo grigio? Perché continuo ad avere delle forti emicranie?
Sul posto di lavoro mi hanno fatto notare che sembro più stanco del solito, più stressato. Ogni piccolo movimento è diventato faticoso, penoso.
È inutile far finta di niente. So benissimo che mia moglie mi sta drogando con qualche sostanza.
Non ho più paura per me ma per gli altri, per quello che potrebbe accadere.
Con uno sforzo enorme mi volto verso Jasper.
Sta guardando la Tv e sorride divertito.
Mi costringo a vedere questo film orribile, rivoltante.
È un horror movie disgustoso, pieno di morti, omicidi, sangue e mostri. Ogni scena è uno strazio, un tripudio di arti smembrati e crani spappolati.
Sono turbato… figuriamoci come dovrebbe sentirsi un bambino di sette anni. Ho detto a Bella che non approvavo che permettesse a nostro figlio di vedere una simile schifezza, ma lei si è limitata ad alzare gli occhi al cielo, trattandomi come un coglione.
Mi volto verso Bella.
È completamente nuda. Ormai non si preoccupa più di vestirsi quando siamo in casa. Una figura eterea e pallida. Il pancione ha assunto proporzioni inquietanti, il momento del parto si sta avvicinando. La pelle del ventre è tesa e ha assunto una strana colorazione traslucida. Si vedono le venuzze bluastre sotto la cute. Il feto si muove in maniera violenta e brusca, provocandole delle fitte lancinanti.
Il film è arrivato al suo apice.
Un’enorme creatura alata, frutto di effetti speciali di infimo ordine, si alza in volo sulla città distrutta, ridotta ad un cumulo di macerie e di morti. Lente volute di fumo si alzano dagli edifici.
Bella e Jasper si lanciano un’occhiata complice. Il bambino allunga una mano al di sopra delle mie gambe e accarezza la pancia della mamma.
Sono escluso, come sempre.
Vorrei dire qualcosa, manifestare la mia presenza. Ma non ne ho la forza.
Chi è mia moglie?
Mi sono posto spesso questa domanda negli ultimi tempi.
Come l’ho conosciuta?
Sono tragicamente consapevole di non ricordarlo. So solamente che è stata lei a scegliermi, con quegli enormi occhi color cioccolato che non mi hanno lasciato scampo.
So che ha dei segreti. Ne ha sempre avuti. Ha come un suo mondo dal quale sono completamente tenuto fuori.
Nel nostro appartamento c’è una stanzina tutta per lei che chiude a chiave. Io sono sempre stato discreto, non ho mai insistito, non ho mai chiesto né penetrato i suoi segreti.
Poi però sono venuti Jasper ed Alice e a volte penso che loro tre rappresentano una famiglia, mentre io sono solo un estraneo.
Quando sono depresso, ecco che Bella si avvicina, mi scompiglia i capelli e mi ricorda che sono il padre dei suoi figli, che sono importante. Questo mi rinfranca per un po’, anche se poi precipito di nuovo nella mia paurosa solitudine.
Per oggi basta, non riesco a pensare.
Ho un’altra delle mie emicranie.




Si sta avvicinando il giorno del parto e io evito di guardare l’enorme pancia di Isabella. Mi mette in agitazione.
Passa delle ore ad accarezzarsi la forma tondeggiante e a sussurrare al feto un’ipnotica nenia infantile composta da strani suoni gutturali.
Nonostante la mia opposizione, ha smesso di mandare Jasper a scuola. Lo vuole in casa, vicino a sé.
Sono sempre più confuso e debole. Ho una paura sempre più fondata che Bella mi stia avvelenando. Di conseguenza, dopo i pasti, ho preso l’abitudine di chiudermi in bagno, ficcarmi due dita in gola e vomitare tutto quello che ho mangiato.
Ovviamente ho cominciato a perdere peso, ma è l’unico modo che ho per difendermi.




Chiudo la porta e mi ci appoggio facendo aderire tutto il mio corpo.
Ho lavorato oltre l’orario consentito perché non avevo voglia di tornare a casa.
Tutte le luci dell’appartamento sono spente.
Timoroso chiamo Isabella.
Non risponde.
Vado nella cameretta di Jasper ed Alice.
Nessuno.
Vado nella nostra camera matrimoniale.
Nessuno.
Il panico comincia a penetrarmi nelle ossa.
Sfilo la giacca e l’appoggio sul letto. Poi sento dei rumori attutiti provenire dal bagno. La porta è socchiusa e, dalla fessura, fuoriescono volute di vapore acqueo. Mi avvicino lentamente, attento a non far rumore per evitare che mi sentano.
Merda!
Gli occhiali si appannano.
Da quando porto gli occhiali?
Non importa. Li pulisco e torno a guardare.
Bella è immersa nella vasca da bagno. L’ambiente e riscaldato dalla stufetta elettrica. Insieme a lei, nell’acqua, ci sono i bambini. Alice è in braccio alla madre e Jasper ha il viso appoggiato al pancione, gli occhi socchiusi, in estasi.
Non mi hanno visto.
Sul bordo della vasca c’è una lametta da barba. Bella accarezza amorevole i nostri figli e canticchia una delle sue solite nenie.
Lentamente prende quel piccolo oggetto tagliente tra le dita.
Sto per urlare e spingere la porta per entrare nel bagno a fermarla, ma mi trattengo.
Bella l’avvicina al suo braccio e incide. Una ferita non molto profonda ma abbastanza da far uscire una copiosa quantità di sangue.
Alice, a quella vista, emette dei versi striduli di gioia mentre Jasper applaude, contento. L’acqua nella vasca ha assunto una colorazione vermiglia, densa. Il contrasto dei corpi pallidi e nudi con il rosso del sangue è fortissimo.
Jasper avvicina la bocca alla ferita e lecca.
Non reggo oltre e corro in camera sconvolto.




Finalmente ho preso una decisione.
Questa mattina ho fatto richiesta per una settimana di ferie.
Il capo ha approvato senza esitazione.
- Bravo, Edward! Hai bisogno di riposare, di recuperare energie – mi ha detto.
Volevo rispondere che sono giorni che non dormo, che ho paura. Ma non l’ho fatto.
Tornato a casa mi accorgo che Bella è in preda alle doglie.
Diventano sempre più forti. È questione di ore ormai. Ma a me non interessa più quello che può accadere, del nuovo ordine che cercheranno di instaurare con il nuovo venuto.
Io voglio solo fuggire.
Via.
Lontano.
Il più lontano possibile.
Ho già preparato le mie cose. Partirò questa notte, a tutti i costi.
Bella si è rifiutata di andare in ospedale. Ho insistito ma è stato inutile. Vuole partorire da sola. In casa.
Non si curano più della mia presenza. Bella ha trasformato la nostra camera da letto in una sala parto e non mi fa entrare. Jasper ed Alice la coccolano tutto il tempo, non la lasciano un secondo.
La pelle di Isabella è ancora più bianca e la pancia pulsa e gorgoglia.
Non dicono nulla ma secondo me hanno capito che ho intenzione di fuggire.
Ho nascosto la valigia nel mobile dell’ingresso. Devo solo trovare il coraggio. Qualcuno potrebbe pensare che non sono un buon padre, che non si lascia una moglie in queste condizioni.
Non mi interessa.
Avrete modo di ricredervi tutti.




Merda! Mi sono assopito.
Devo essermi seduto un istante sulla poltrona per riprendere le forze ma ho perso la cognizione del tempo.
Devo stare attento.
In realtà sono stato svegliato dalle urla lancinanti di Isabella. Ma non mi importa. Chiudo il cuore e le orecchie a quei suoni, infilo la giacca e mi dirigo verso il soggiorno. La mia unica via di fuga.
Ma nonostante tutto non riesco. Non posso fare a meno di gettare un’occhiata veloce alla camera da letto.
Isabella è sdraiata, nuda, la schiena arcuata nello sforzo, le gambe divaricate. Jasper è inginocchiato davanti a lei, come se fosse un’ostetrica, e la sta aiutando a partorire.
Ma è solo un bambino!!, mi dico disgustato.
Bella urla in preda al dolore, la pelle imperlata di sudore.
Alice è sdraiata accanto alla madre e le tiene la mano per darle forza.
Per un attimo il tempo si ferma.
Tutti e tre sono voltati e mi stanno guardando con quegli occhi penetranti. Capisco che sanno tutto della mia fuga, ma anche che non faranno nulla per trattenermi.
Solo un istante, poi torna tutto come prima e il parto prosegue concitato.
Qualcosa sta uscendo dal ventre di mia moglie.
Basta.
Corro all’ingresso, prendo la valigia dall’armadio ed esco di casa.




Sto guidando come un pazzo, senza curarmi delle altre automobili e dei pedoni.
La città è ormai lontana. Alle mie spalle si intravedono solo le sagome dei grattacieli più alti. Nel cielo che la sovrasta si sono addensate delle strane nubi violacee. Si sta avvicinando un temporale.
Ho lasciato le vie più trafficate e ho imboccato una stradina che porta verso la costa.
Non ho una meta al momento. Voglio solo allontanarmi.
La strada costeggia la scogliera. C’è un vento fortissimo che viene dal mare che sento ruggire per quanto è mosso.
Dallo specchietto retrovisore mi accorgo che ora la città è avvolta dal temporale e dai lampi. La visibilità si riduce sempre di più, il cielo è di un nero uniforme.
Perché?, urlo dentro di me.
Comincio a piangere disperato.
Un muro d’acqua mi costringe ad accostare. Nel nero del cielo si distinguono delle nubi più chiare, rossastre, che si trasformano ad una velocità maggiore delle altre.
Esco dalla macchina.
La pioggia è fortissima e, dopo pochi passi, l’acqua ha inzuppato tutti i miei vestiti.
Corro verso la scogliera.
È l’unica soluzione. Lo è sempre stata.
Non ho più paura.
Corro a perdifiato, ho perso anche l’orientamento. Sono nel bel mezzo di una tromba d’aria. Le nubi sopra la mia testa assumono le forme più bizzarre e mi fermo a guardarle, affascinato.
Poi riprendo a correre, veloce… sempre più veloce e all’improvviso ho superato il limite della scogliera.
Sotto di me il nulla.
La libertà.
La salvezza.
E precipito.




Bpov


Vengo svegliata dal suo respirare affannoso, dal suo corpo che si agita nel letto.
- Edward? – lo chiamo piano.
Non mi risponde.
Allungo una mano per accendere il lume del comodino e mi volto a guardarlo proprio nel momento in cui scalcia le lenzuola lontano da sé e si spinge con i piedi fino ad appoggiare le spalle contro la testiera del letto. È in un bagno di sudore, il respiro concitato. Riesco a sentire il suo cuore che corre la mille miglia dentro al petto.
Il suo sguardo è atterrito, vuoto, e scruta lo spazio intorno a sé come se non riconoscesse la nostra camera.
Leggo la sua paura in quei meravigliosi occhi verdi. Deve aver avuto un incubo.
In questi ultimi mesi, Edward non è stato sereno. C’è qualcosa che lo tormenta ma di cui non vuole parlarmi. L’ho sorpreso più di una volta ad osservarmi di nascosto mentre sfioro con le mani il mio ventre. Il suo sonno è disturbato da giorni e stanotte credo che sia giunto al capolinea. Non può più tenersi tutto dentro… se vuole uscirne deve trovare il coraggio di aprirsi con me.
Mi tiro su in ginocchio e sfioro il suo viso con le dita.
- Edward? Edward, amore… che succede? –
- Il sangue… i nostri figli… sta nascendo… -
Mi afferra il braccio cominciando a rigirarlo frenetico tra le sue mani, come se cercasse una ferita, qualcosa. Poi mi guarda meglio e si allunga fino a toccarmi il ventre con le dita, delicatamente, come se non credesse ai suoi occhi.
Un sospiro liberatorio lo ricollega completamente alla realtà. Il suo sguardo si fa presente e mi tira a sé, abbracciandomi forte.
Trema, e non so quanto sia dovuto alla paura e quanto alla forza che ci mette in quell’abbraccio.
- Dimmi che non mi escluderai… - sussurra al mio orecchio. – Dimmi che sarò ancora importante per te, che mi amerai anche quando nascerà il bambino –
- Edward… ma cosa…? –
- Dimmelo, Bella! –
Lo allontano da me quel tanto che mi permette di guardarlo negli occhi.
- Sì, Edward! Non cambierà nulla! Sei la mia vita e lo sai. La bambina che nascerà è solo il completamento di noi –
- Ho paura, Bella. Una paura tremenda di non essere un buon padre… -
Sfioro le sue labbra con le mie.
- Sarai un padre meraviglioso, amore mio. E non credere che per me non sia lo stesso. Anche io ho paura… ma so che avrò te al mio fianco. Insieme possiamo affrontare qualsiasi cosa –
- Ti amo, Bella. Da morire! –
- Anche io ti amo… e parlami invece di tenere tutto dentro –
Lo faccio distendere e mi alzo per andargli a prendere un bicchiere d’acqua fresca. Quando torno lui sembra essere più sereno.
Mi guarda lasciando scivolare il suo meraviglioso sguardo verde su di me, accarezzandomi quasi.
- Come ti senti? –
- Meglio! È stato… orribile, Bella! Ero solo mentre tu e i bambini eravate così uniti… contro di me… -
Mi sdraio al suo fianco e lui si accoccola poggiando il suo capo sul mio seno, gonfio e duro. Struscia la guancia contro il capezzolo che si indurisce a quel contatto. Lo accarezzo piano e, baciandolo delicatamente tra i capelli, sussurro:
- Non ci pensare, amore mio! Va tutto bene! Stai tranquillo… -
Lentamente sento il suo corpo rilassarsi contro il mio, il suo cuore riprendere un battito calmo e tranquillo.
Mi addormento con lui addosso quando il suo respiro si fa regolare e si fonde con il mio.




Dieci giorni dopo


Epov


Una volta mio padre mi disse che una madre si sente genitore per tutta la gravidanza, ma il momento in cui un uomo tiene suo figlio tra le braccia per la prima volta, è qualcosa che cambia la vita.
Credo di non aver mai vissuto un momento più emozionante nella mia esistenza come quello di aver partecipato alla nascita di mia figlia. È stato un attimo unico, straordinario e irripetibile.
Sì perché, nonostante il terrore, l’angoscia, l’ansia che mi hanno tormentato in questi mesi sapevo che mi sarei pentito per tutto il resto della mia vita se non lo avessi fatto. Mi sarebbe rimasto un buco incolmabile anche se, bisogna ammetterlo, in quel momento ti senti impotente.
Ho scoperto però quanto una femmina possa essere forte, autonoma e indipendente. Perché non si può alleviare la sofferenza della donna che ti sta dando un figlio. Quel dolore ti resta dentro e ti ferisce, perché ahimé, rimane totalmente a carico suo.
Il cuore mi è scoppiato nel petto quando ho visto la testa che spuntava tra le gambe di Bella, con i capelli scuri impastati di sangue. Ho osservato le ostetriche ruotare la testolina mentre notavo prima un orecchio, poi una manina.
Ed è stato allora che Renesmee ha fatto il primo strillo.
Subito dopo ho visto sgusciare tutto il corpicino e, in men che non si dica, era già sulla pancia della mamma.
Erano le 2:12 del 12 febbraio.
Dopo alcuni minuti le infermiere hanno portato via la bimba per lavarla velocemente, pesarla e controllarla. Sotto una luce accecante le vedo stillare due gocce di collirio negli occhi di mia figlia, infilarle un sondino in bocca, farle una medicazione veloce all’ombelico e poi, come per magia, la folla di persone in sala si dilegua.
La bambina mi viene consegnata coperta da un lenzuolino, le luci si spengono e in una penombra morbida, silenziosa e tranquilla rimaniamo soli.
Noi due.
Non posso ancora crederci. Sto tenendo in braccio mia figlia per la prima volta.
E ogni altro pensiero sparisce, tutti i rumori svaniscono, tutto intorno si fa bianco e nero.
Lei sola è a colori.
Vorrei poter usare il rallentatore per non perdermi nessun secondo. Cerco dei riferimenti sul visetto tondo e vedo lei.
La mia Isabella.
Respiro. Poi allungo una mano a sfiorare la guancia morbida e liscia di Renesmee.
Lei mi guarda come se sapesse esattamente che sono proprio io il suo papà e mi fissa… per tutto il tempo del contatto pelle a pelle.
Perso in quei piccoli occhi così simili a quelli di mia moglie, la rivedo stremata ma bellissima, che stringe tra le braccia, ancora tutta sporca e avvolta in un asciugamano bianco macchiato di sangue, la nostra piccola Renesmee.
E pensare che gli ultimi mesi sono stati i più terribili della mia vita!
Tutto finito, tutto dimenticato.
È bastato essere fatto prigioniero dagli occhi intensi e luminosi di mia figlia per capire questo nuovo tipo di amore, di un’intensità crescente, diverso da qualsiasi esperienza vissuta fino a questo momento.
E sento che sono cambiate tutte le mie priorità: c’è lei al primo posto, il suo bene e la sua felicità ora sono la cosa più importante.
Ora so che vederla crescere, imparare cose nuove, sviluppare la propria personalità, saranno esperienze che mi regaleranno emozioni straordinarie, che mi ripagheranno di ogni sacrificio.
Ho iniziato la mia nuova vita: ieri eravamo in due, oggi siamo in tre!



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33 commenti:

  1. Spiazzata. Questa shot mi ha letteralmente spiazzata.
    Il titolo avrebbe dovuto mettermi in guardia, ma una volta cominciato a leggere sono stata ingoiata nella spirale di angoscia e inquietudine raccontata da Edward. Hai saputo tratteggiare i "bambini di Satana" con abilità. Jasper e Alice... brrrrr ho ancora la pelle d'oca a ripensare al sorriso raggelante nella sua tranquillità dopo aver infilzato la mano del compagno. Per non parlare della bimba tranciatrice di dita!!
    In mezzo a tutta questa fiera di orrore e raccapriccio lei, Bella, la mantide che usa il marito per continuare la sua progenie demoniaca.
    Mi piace il ritmo delle scene dell'incubo, l'atmosfera claustrofobica che aumenta fino al salto liberatorio dal burrone.
    Di contro, invece, ho apprezzato la tenera dolcezza del primo incontro reale del neo papà e di Renesmee.... nel sogno tutto è lecito, la realtà è un'altra cosa per fortuna! Il mal di stomaco che ho provato leggendo la prima parte lascia il posto alla meraviglia della consapevolezza della paternità che comincia già al primo sguardo, una sorta di imprinting che li legherà per sempre.
    Brava, chiunque tu sia hai fatto un ottimo lavoro.

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  2. Carissima scrittrice anonima, mi unisco ai complimenti di chi ha commentato prima di me. La prima parte della storia mi ha raggelata e mi ha coinvolta in modo impressionante. Era come assistere a un film dell'orrore ed il merito non è stato solo dei contenuti ma di come erano esposti. Sei stata fenomenale a rappresentare la derealizzazione di Edward. Non voglio aggiungere altro per non spoilerare, ma spero che nessuna mi prenda per matta se dico che sotto sotto il cambio di direzione sul finale (bello ,sensato e confortante) mi hal asciata desiderosa di altro. Lo ammetto... avrei voluto vedere come sarebbe finita se la storia avesse seguito fino alla fine il filone horror- splatter! Io mi ero già fatta delle ipotesi che poi condividerò a fine contest! Grandissima, mi hai coinvolto in maniera eccezionale. Cristina Robin

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  3. Mi unisco si commenti prima del mio: la prima parte è angosciante, davvero, un vero racconto horror. Jasper e Alice sono stati davvero inquinanti, soprattutto Jasper, per non parlare di Bella.
    Quando lui è saltato mi sono chiesta: e ora? Ero convinta che avrebbe avuto una parte della soluzione è invece mi hai proprio spiazzata. Però spero tu abbia pensato a un finale in linea con la prima parte perché mi ha davvero incuriosita un sacco :)
    la seconda parte, la realtà, è molto bella per altri motivi, ci mette davanti alla normale paura di un uomo quando sta per diventare padre, perché, ammettiamolo: possono essere felici come e più di noi, ma probabilmente la loro paura è maggiore della nostra perché non sanno se saranno un buon padre, o se finiranno esclusi da quel meraviglioso rapporto che si instaura tra una mamma e il suo bimbo. Però quando stringono il loro cucciolo per la prima volta, si rendono conto che è diventato reale, non è più una figura astratta, e se ne innamorano.
    Brava, anzi bravissima, per la fantasia, l'idea, l'angoscia, il finale.

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  4. hhahhahaahahahahahahah!!! MA SEI PAZZAAAA??? haahahhaahahahahahah!
    Che storia pazzesca! All'inizio pensavo che fosse davvero un film d'orrore! e mi piaceva!!! a me fanno cacare i film dell'orrore, ma questo qui mi ha intrigata da morire!
    Sei stata bravissima a fuorviare l'attenzione, perchè qualche piccolo dettaglio l'hai messo - e splendidamente direi - nell'arco del sogno! tipo il particolare degli occhiali.
    Poi tutto si risolve in uno dei timori più antichi, che poi si condensa nel titolo che hai scelto, tipo incubo prematrimoniale quando sogni di arrivare nuda all'altare o il pavimento diventa molle e via dicendo, e alla fine troviamo un papà ansioso e voglioso di far parte della sua famiglia, di essere partecipe in tutto e per tutto.
    A parte l'idea è lo sviluppo della storia, mi è piaciuto come hai saputo descrivere tutto il primo pezzo. Hai misurato le parole, gli spazi, i tempi e i paragrafi perfettamente. Perfettamente pe fatte venì l'angoscia!
    Bravissima!
    -Sparv-

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  5. Accidenti che storia. Mi hai veramente spiazzata. Pensa che ero tentata di smettere di leggere per l'angoscia che mi hai trasmesso! Ma poi hai cambiato completamente, e sei passata alla dolcezza che può provare un padre quando conosce per la prima volta la figlia. Brava!

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  6. Ammazza che ansia la prima parte!!! Mi hai sconvolto!! Ma poi sei stata veramente brava a cambiare direzione...complimenti

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  7. Completamente spiazzata e non ho parole per commentare.
    Veramente non le ho.
    Forse, forse ho capito chi sei e anche qui mi hai spiazzato.
    Mhmm... ero cos' dentro all'incubo che ci sono rimasta male quando ho cominciato a capire che era un sogno.
    Sarò matta ma veramente avrei preferito che continuasse su quel tema, volevo e vorrei vedere come gestivi il tutto.
    Si, si... bellissima la seconda parte che ci sta... ci sta tutta e giustifica anche l'incubo... ma davvero ... l'incubo è qualcosa di S.P.E.T.T.A.C.O.L.A.R.E.
    Grazie e complimentissimissimi
    Un Bacio

    JB

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  8. Troppo bella. Hai usato uno stile di scrittura freddo e incisivo che ha portato a vivere la storia con ansia. Il finale invece non mi è piaciuto tanto, avrei preferito un finale in stile horror per rimanere in tema. Anche se devo ammettere che l'idea nel suo complesso è geniale !! Bravissima soprattutto per la capacità di creare e tenere alta la suspence !! Luisa

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  9. Demoniaca. La lettura della prima parte della storia provoca un profondo disagio, risvegliando la memoria di almeno due film (che detesto*): "L'esorcista" e "Rosamary's baby". Il protagonista riconosce nei propri figli un'aggressività immotivata, un desiderio di far del male alle persone che lo imbarazza e lo spaventa al tempo stesso. Inizia a sospettare di essere vittima inconsapevole di un complotto ordito ai suoi danni, si sente spossato, teme l'avvelenamento o comunque l'uso di droghe e soprattutto percepisce l'esclusione dal nucleo familiare di cui diviene progressivamente un'inutile appendice. Il suo è il ruolo del fuco che, dopo aver fecondato l'aper regina può essere allontanato dall'alveare.
    All'improvviso il colpo di scena: Edward ha trasferito in un incubo terribile la sua paura di diventare padre, le sue paure relative a un ruolo per cui non si sente adeguato.
    Questa storia affronta in modo inusuale e inaspettato un fenomeno molto diffuso. Se la depressione post partum colpisce le madri che temono di non essere all'altezza del compito, i padri sono vittime di paure che riguardano soprattutto il loro posto accanto alla donna amata. Molti uomini alle prese con la prima gravidanza, vedendosi scalzati dal posto centrale sul palcoscenico, interagendo con una compagna che sembra garantire sempre la priorità al mostriciattolo urlante e che comunque è troppo stanca per qualunque tipo di attività sessuale, vanno in crisi perchè non capiscono cosa stia succedendo. Una donna ha circa nove mesi per adattarsi al cambiamento e soprattutto alla necessità di considerare prioritarie le esigenze del bambino, un uomo ci arriva spesso del tutto impreparato e viene travolto dal panico. E' un tema poco trattato, i padri vengono quasi sempre rappresentati estasiati e innamorati davanti ai frugoletti, mentre la realtà è un po' diversa, più sfumata e complessa.
    Quindi complimenti sinceri per aver dato alla tua storia un taglio così particolare, per aver immaginato un'allegoria così calzante dei timori e delle insicurezze di un papà in erba.

    *Detesto i film dell'orrore perchè non sono in grado di gestirli emozionalmente. Se ne vedo uno, poi sono perseguitata da incubi per dei mesi. Per la mia salvaguardia ho imparato a girare al largo.

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  10. MA SIAMO MATTI!!! ho fatto incubi per due notti, io i film e racconti dell'orrore mi danno ansia dal titolo, ho avuto veramente paura!!! anche se in fondo è dolcissimo e si tira un sospiro di sollievo, il senso di inquietudine rimane .... Forse un po' di terapia a questo Edward non farebbe male.
    Complimenti sei stata davvero brava, hai mantenuto la tensione a livelli altissimi e non è per niente facile.


    MIGLIOR BELLA -1
    MIGLIOR EDWARD -2 (nel finale rialza il punteggio!)
    MIGLIOR FIGLIO -2 ( mi ricordavano i figli della famiglia Addams!!!! Orroreeeee)
    PAPA' PIU' SEXY (DILF) -1
    STORIA PIU' HOT -2
    STORIA PIU' DIVERTENTE -1
    STORIA PIU' ROMANTICA -3. (Per il finale coccoloso)
    STORIA PIU' DRAMMATICA -2
    LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -1

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  11. Avrei voluto leggerla per prima. Cavoli. All'inizio mi sono venuti dei brividi assurdi. Mi sono detta, ma è pazza?
    Non finiva mai quella parte ed io ero tentata di chiudere tutto e non continuare la lettura. Poi invece... colpo di scena.
    Anche se l'inizio mi ha fatto venire i brividi e non l'ho amato, la seconda parte è stata meravigliosa. Mi è piaciuta l'idea, tantissimo, perchè davvero il nostro incoscio crea immagini pazzesche alle volte. Complimenti.
    aly

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  12. MIGLIOR EDWARD- 2
    MIGLIOR BELLA - 2
    MIGLIOR FIGLIO - 1
    PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 1
    STORIA PIU' HOT - 1
    STORIA PIU' DIVERTENTE - 1
    STORIA PIU' ROMANTICA - 2
    STORIA PIU' DRAMMATICA - 3
    LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 1

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  13. Faccio una premessa. Le categorie chiaramente non premieranno questa storia, e me ne dispiaccio. Ma la prima parte da brividi è un capolavoro. Questo te lo volevo dire. Poi vinceranno giustamente altre per una serie di ragioni e concordo, ma qui siamo di fronte all'inaspettato ed è una rarità! Brava!

    MIGLIOR EDWARD-1
    MIGLIOR BELLA -1
    MIGLIOR FIGLIO -2
    PAPA' PIU' SEXY (DILF) -1
    STORIA PIU' HOT -1
    STORIA PIU' DIVERTENTE -1
    STORIA PIU' ROMANTICA -3
    STORIA PIU' DRAMMATICA -5
    LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -3

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  14. La paura di diventare padre, l'incognita che porta con sé all'interno di una coppia affiatata un frugoletto può giocare brutti scherzi. E infatti la prima metà del tuo racconto è orribile quanto l'incubo vissuto da Edward. Però che stile! Accidenti, ci vuole molta fantasia e una gran bella testa per scrivere così.
    Credo che purtroppo la tua storia sarà penalizzata in quanto i tuoi personaggi non otterranno un gran punteggio nelle varie categorie. Questo non vuol dire che sia meno bella e interessante delle altre. Tutt'altro. Non è in ogni caso tra le mie preferite, perdonami. Non perché non ami l'horror, né per il finale riscattato. MI ha fatto stare molto male prima che capissi dove andava a parare.
    In ogni caso complimenti per il coraggio di scrivere qualcosa di completamente diverso.
    JO

    MIGLIOR EDWARD- 2
    MIGLIOR BELLA - 1
    MIGLIOR FIGLIO - 1
    PAPA' PIU' SEXY (DILF) - --
    STORIA PIU' HOT - --
    STORIA PIU' DIVERTENTE - --
    STORIA PIU' ROMANTICA - 2
    STORIA PIU' DRAMMATICA - 5
    LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 1

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  15. MIGLIOR EDWARD- 2
    MIGLIOR BELLA - 1
    MIGLIOR FIGLIO - 1
    PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 1
    STORIA PIU' HOT - 1
    STORIA PIU' DIVERTENTE -1
    STORIA PIU' ROMANTICA - 2
    STORIA PIU' DRAMMATICA -5
    LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -2

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  16. MIGLIOR EDWARD- 4
    MIGLIOR BELLA - 4
    MIGLIOR FIGLIO - 4
    PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 1
    STORIA PIU' HOT - 1
    STORIA PIU' DIVERTENTE - 1
    STORIA PIU' ROMANTICA - 3
    STORIA PIU' DRAMMATICA - 2
    LA STORIA DADDYWARD PREFERITA 5

    Per quanto mi riguarda hai vinto la categoria: Storia Horror. La tua storia è molto bella, peccato che non rientri appieno nelle categorie proposte.

    Luisa

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  17. MIGLIOR EDWARD - 2
    MIGLIOR BELLA - 1
    MIGLIOR FIGLIO - 2
    PAPA' PIU' SEXY (DILF) - /
    STORIA PIU' HOT - /
    STORIA PIU' DIVERTENTE - /
    STORIA PIU' ROMANTICA - 1
    STORIA PIU' DRAMMATICA - 5
    LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 3

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  18. Questa storia è favolosa, mi è piaciuta un sacco, sarà che adoro l'horror, inserirlo in un contesto che in genere richiama dolcezza è stata una genialata.

    MIGLIOR EDWARD-4
    MIGLIOR BELLA -5
    MIGLIOR FIGLIO -5
    PAPA' PIU' SEXY (DILF) -1
    STORIA PIU' HOT -1
    STORIA PIU' DIVERTENTE -3
    STORIA PIU' ROMANTICA -2
    STORIA PIU' DRAMMATICA -4
    LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -5

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  19. I Miei Voti:
    MIGLIOR EDWARD 2
    MIGLIOR BELLA 2
    MIGLIOR FIGLIO 3
    PAPA' PIU' SEXY (DILF) 1
    STORIA PIU' HOT 1
    STORIA PIU' DIVERTENTE 1
    STORIA PIU' ROMANTICA 1
    STORIA PIU' DRAMMATICA 2
    LA STORIA DADDYWARD PREFERITA 3

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  20. Ecco i miei voti:

    MIGLIOR EDWARD - 3
    MIGLIOR BELLA - 5
    MIGLIOR FIGLIO - 5
    PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 1
    STORIA PIU' HOT - 1
    STORIA PIU' DIVERTENTE - 1
    STORIA PIU' ROMANTICA - 3
    STORIA PIU' DRAMMATICA - 3
    LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 3

    JB

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  21. MIGLIOR EDWARD - 2
    MIGLIOR BELLA - 2
    MIGLIOR FIGLIO - 1
    PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 1
    STORIA PIU' HOT - 0
    STORIA PIU' DIVERTENTE - 1
    STORIA PIU' ROMANTICA - 2
    STORIA PIU' DRAMMATICA - 3
    LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 1

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  22. Che dire...complimenti! Prima di tutto per l'idea. Il subconscio impaurito del futuro papà che genera, letteralmente, mostri, è di una potenza inaudita. Così come il soffice atterraggio in una realtà rassicurante e bella, normale ma altrettanto vivida. Graffiante ed efficacissimo il linguaggio e le descrizioni, coraggiosa la scelta narrativa. Brava, davvero.

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  23. Questa storia mi è piaciuta moltissimo. Hai avuto un'idea pazzesca e l'hai trasmessa in un modo assolutamente perfetta. Il tuo modo di scrivere è coinvolgente e "vero", non avevo assolutamente capito di dovermi aspettare un colpo di scena e questo mi ha piacevolmente colpita.
    Mi spiace che le categorie imposte non permetteranno alla tua storia di raggiungere un punteggio che, secondo me, avrebbe raggiunto con una votazione differente.
    Complimenti, idea geniale.

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  24. MIGLIOR EDWARD- 4
    MIGLIOR BELLA - 3
    MIGLIOR FIGLIO - 4
    PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 2
    STORIA PIU' HOT -
    STORIA PIU' DIVERTENTE - 1
    STORIA PIU' ROMANTICA - 3
    STORIA PIU' DRAMMATICA - 4
    LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 4

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  25. storia più hot 2
    scusa mi era saltato nel commento precedente.

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  26. Eccezionale!!
    Peccato che nessuna categoria calza per questa storia che è talemnte diversa, inconsueta, spiazzante da essere decisamente tra le mie preferite.
    Unico neo forse la troppa lunghezza del sogno rispetto alla parte realistica, ma va a gusti e sono comunque dettagli.
    Brava brava brava brava!

    MIGLIOR EDWARD-3
    MIGLIOR BELLA -1
    MIGLIOR FIGLIO -3
    PAPA' PIU' SEXY (DILF) -1
    STORIA PIU' HOT -1
    STORIA PIU' DIVERTENTE -1
    STORIA PIU' ROMANTICA -3
    STORIA PIU' DRAMMATICA -5
    LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -2

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  27. Accidenti!! Mi hai fatto venire un colpo all'inizio... poi pensando al titolo mi dicevo "ma no... starà solo facendo un incubo..."!!
    Comunque, davvero brava :)!!

    MIGLIOR EDWARD - 3
    MIGLIOR BELLA - 3
    MIGLIOR FIGLIO - 3
    PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 1
    STORIA PIU' HOT - 1
    STORIA PIU' DIVERTENTE - 1
    STORIA PIU' ROMANTICA - 3
    STORIA PIU' DRAMMATICA - 4
    LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 3

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  28. Il commento alla storia lo metterò con più calma oggi metto solo i voti:
    MIGLIOR EDWARD-2
    MIGLIOR BELLA -1
    MIGLIOR FIGLIO -3
    PAPA' PIU' SEXY (DILF) -1
    STORIA PIU' HOT -1
    STORIA PIU' DIVERTENTE -1
    STORIA PIU' ROMANTICA -3
    STORIA PIU' DRAMMATICA -5
    LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -3

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  29. MIGLIOR EDWARD- 2
    MIGLIOR BELLA - 1
    MIGLIOR FIGLIO - 1
    PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 1
    STORIA PIU' HOT - 1
    STORIA PIU' DIVERTENTE -1
    STORIA PIU' ROMANTICA - 2
    STORIA PIU' DRAMMATICA -5
    LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -2

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  30. MIGLIOR EDWARD- 3
    MIGLIOR BELLA - 1
    MIGLIOR FIGLIO - 1
    PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 1
    STORIA PIU' HOT - 1
    STORIA PIU' DIVERTENTE -1
    STORIA PIU' ROMANTICA - 1
    STORIA PIU' DRAMMATICA -5
    LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -1

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  31. MIGLIOR EDWARD - 4
    MIGLIOR BELLA - 4
    MIGLIOR FIGLIO - 2
    PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 2
    STORIA PIU' HOT - 1
    STORIA PIU' DIVERTENTE - 1
    STORIA PIU' ROMANTICA - 1
    STORIA PIU' DRAMMATICA - 5
    LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 5

    -Sparv-

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  32. MIGLIOR EDWARD- 4
    MIGLIOR BELLA - 4
    MIGLIOR FIGLIO - 1
    PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 2
    STORIA PIU' HOT - 1
    STORIA PIU' DIVERTENTE - 1
    STORIA PIU' ROMANTICA - 2
    STORIA PIU' DRAMMATICA - 5
    LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 4
    Avresti vinto a mani basse anche il best horror!!! Bravissima!!!
    Aleuname.

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  33. Miglior Edward - 3
    Miglior Bella - 3
    Miglior figlio – 3
    Papà più sexy (DILF) - 1
    Storia più hot - 1
    Storia più divertente - 1
    Storia più romantica -2
    Storia più drammatica - 5
    Storia Daddyward preferita – 2

    Ho fatto fatica a votare perché queste sono praticamente due storie, un'atmosfera e dei personaggi completamente diversi tra prima e seconda parte, ma qui sta proprio la tua bravura. Menzione speciale per l'abilità nel cambio di registro!

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prova prova