Paura
di essere padre
All’inizio
erano solo piccoli dettagli, gesti senza importanza, sensazioni.
Li
guardo spesso e non posso credere che siano veramente i miei figli.
La
più piccola, Alice, ha solo sei mesi ed è identica alla madre. È
un esserino dalla pelle lattea e i capelli scuri, con gli enormi
occhi color cioccolato che le illuminano il viso. È una bambina
bellissima.
Prima
di andare al lavoro le cambio il pannolino e lei è lì, immobile,
buona, e mi osserva.
Chissà
cosa pensa.
Ma
per la verità non voglio saperlo. Non piange mai, non urla, non
chiede. Si limita ad osservare e a piegare la mia forza di volontà
con lo sguardo.
Jasper,
invece, ha sette anni. È intelligente. Molto intelligente per un
bambino della sua età. Fa capolino dalla porta perché è già
pronto per uscire e andare a scuola. Frequenta le elementari.
Prendo
in braccio la piccola, per mano Jasper, li faccio salire in macchina,
li sistemo entrambi nei seggiolini e partiamo per iniziare la nostra
giornata.
-
Cullen? Cullen? Per te… è urgente –
Sono
immerso nel lavoro quando il mio capo mi passa la telefonata. È il
preside della scuola di Jasper. È successo qualcosa ma non vuole
parlarmene al telefono. La sua agitazione mi preoccupa e così mi
precipito fuori, salgo in macchina e guido come un pazzo in mezzo al
traffico con il cuore in gola.
È
brutto da dire, ma non sono preoccupato per Jasper quanto piuttosto
per i suoi piccoli compagni. Speriamo che…
Nel
parcheggio della scuola c’è un’ambulanza. Lascio l’auto poco
lontano dall’ingresso e affronto la scalinata salendo tre gradini
alla volta. Nel lungo corridoio principale, che percorro a grandi
passi, vedo venire verso di me una barella portata da due infermieri.
Mi
faccio da parte per lasciarli passare.
Merda!
Disteso
sul lettino c’è un bambino che urla disperato e si tiene il
braccio. Una matita di legno è conficcata all’altezza del polso,
in profondità. Il sangue sprizza fuori imbrattando tutto.
Seguo
con gli occhi la piccola corsa fino all’ambulanza e poi riprendo la
mia verso la presidenza, irrompendo nella stanza sopraffatto
dall’angoscia.
In
un angolo dell’ufficio c’è il preside. Mi guarda sollevato, come
se avesse aspettato con ansia il mio arrivo. All’angolo opposto c’è
Jasper. È impeccabile, come al solito. Il grembiulino è ben stirato
e immacolato, se non fosse per una macchiolina di sangue vicino al
colletto. I capelli, di un biondo rossiccio, sembrano pettinati dal
vento, esattamente come i miei, indomabili da sempre. Il volto è
imperturbabile. Gli occhi del bambino si spostano su di me e io
impallidisco, come al solito. Due pozzi verdi pieni di intelligenza e
malizia.
-
Che cosa è successo, Jasper? – chiedo.
-
Niente, papà – sorride in quel suo modo aperto e conciliante.
So
che non dovrei farlo e che me ne pentirò. Con tre grandi falcate
sono di fronte a lui e gli do uno schiaffo.
Jasper
sorride.
Ancora
uno.
E
lui sorride.
Ancora
un altro.
Sorride
di nuovo.
Il
preside mi ferma prima che possa colpirlo un’altra volta.
Torno
in ufficio.
Provo
a sbrigare il mio lavoro ma non riesco a combinare nulla. Le
schermate del computer si confondono, si sdoppiano. Non sono lucido e
ho una forte emicrania. Il mio orario di lavoro è terminato da più
di un’ora e i colleghi sono usciti tutti.
Appoggio
il capo alla scrivania, chiudo gli occhi e provo a tenere fuori tutto
il resto. La verità è che sono terrorizzato.
Una
donna delle pulizie mi riporta alla realtà.
-
Signore, mi scusi. Dobbiamo pulire le stanze –
Prendo
la mia valigetta ed esco in strada.
-
Non dovevi farlo –
È
la prima cosa che mi sento dire da mia moglie appena metto piede in
casa.
-
Scusa, ma hai visto quello che ha combinato a scuola? – tento di
giustificarmi e mi accorgo che sto balbettando.
-
Hai sbagliato – afferma di nuovo Isabella in un tono che non
ammette repliche.
Si
volta e va in camera da letto.
Non
provo neanche a ribattere, a spiegare, a discutere. Sono sfinito.
Appoggio
la valigetta in terra e vado lentamente a prepararmi un bagno caldo.
Ne
esco dopo una mezz’ora e mi sento un po’ meglio, avvolto nel
morbido accappatoio blu. Apro la porta della camera, piano, sperando
che Isabella dorma già.
Invece
eccola lì, seduta sul letto, sveglia e completamente nuda.
Osservo,
senza desiderio, quel corpo giovane, snello, sodo, privo di peli.
Cosa
è successo al nostro rapporto?
-
Voglio un altro bambino – il tono mi fa gelare.
Lascio
cadere l’accappatoio a terra e mi infilo sotto le coperte.
Deglutisco.
-
Bella, tesoro, non credo sia il momento migliore. Non ho ancora
ottenuto la promozione… -
-
Voglio un bambino – ripete tranquilla, ancora seduta sul bordo del
letto.
Tiro
le coperte sopra la testa, chiudo gli occhi e prego.
-
Non stasera, amore, ti supplico –
Lei
non dice nulla e io mi addormento, ma solo per risvegliarmi nel bel
mezzo della notte.
Sono
voltato sulla schiena, immobilizzato. Qualcosa, o meglio, qualcuno mi
impedisce di muovermi. Isabella è sopra di me, a cavalcioni, e si
sta introducendo il pene nella vagina.
-
No, Bella, no. Ti prego – provo a protestare, la bocca ancora
impastata dal sonno.
Lei
ha i capelli sciolti, sembra una selvaggia. Non parla, un ghigno
stampato sul viso. Si muove con foga, a scatti, godendo del mio corpo
che, nonostante tutto, reagisce innalzando una poderosa erezione.
Prima
dell’orgasmo noto con angoscia che Jasper è nella stanza,
appoggiato allo stipite della porta, che guarda compiaciuto la scena.
Se
qualcuno mi chiedesse come ho trascorso gli ultimi mesi, non saprei
cosa rispondere. Ero come un pendolo, eternamente incastrato nel suo
immutabile ritmo.
Avanti
e indietro.
Destra,
sinistra.
Sempre
uguale a se stesso.
Sono
andato al lavoro, come al solito e, a fine giornata, tornavo a casa,
spossato da uno strano senso di stanchezza.
Alice
ha imparato a camminare gattoni e Isabella la lascia girare
liberamente per la casa, nuda, sporcata dai suoi stessi escrementi.
Si aggira per le stanza come un animale in cerca della preda.
Ho
tentato di mettere in casa una giovane donna di colore per aiutare
Isabella.
Il
giorno successivo mia moglie mi ha accolto sulla porta con Alice in
braccio. Sembrava una Madonna col bambino di uno dei tanti pittori
italiani. Mi guardavano entrambe con quegli occhi che prosciugano la
poca forza di volontà che mi rimane.
-
L’ho licenziata – ha detto lei, semplicemente.
Ho
chiesto spiegazioni, spiegazioni che come marito ho il diritto di
avere. Bella si è avvicinata, mi ha messo in braccio la piccola e ha
detto:
-
Faceva piangere Alice –
La
bambina si è subito addormentata, accoccolata al mio petto. Per un
attimo ho pensato che potessimo essere una vera famiglia e ho
dimenticato completamente la baby sitter.
Più
tardi, rimboccando le coperte mentre la mettevo a dormire, Alice ha
iniziato a tossire e non si fermava più. Le ho tirato su la
maglietta e ho iniziato a massaggiarle il torace.
Niente
da fare.
Anzi,
era diventata cianotica e faticava a respirare.
Avevo
paura per lei ma, stranamente, anche per me.
Bella
è corsa in camera, mi ha strappato Alice dalle mani e ha cominciato
a darle dei colpetti energici sulla schiena.
La
bambina ha vomitato un bolo giallastro sul tappeto.
Bella
mi ha spinto a forza fuori dalla cameretta.
Ma
ho visto.
Io
ho visto.
Mentre
mi spingeva, ho sbirciato un istante quel liquame e, in mezzo alla
bava, sono sicuro di aver visto il dito di una mano.
Un
dito nero.
Ora
sono seduto sul divanetto del salotto, tra Jasper e Bella. Alice
dorme nella sua cameretta, tranquilla dopo quanto accaduto.
Perché
vedo tutto attraverso uno strano velo grigio? Perché continuo ad
avere delle forti emicranie?
Sul
posto di lavoro mi hanno fatto notare che sembro più stanco del
solito, più stressato. Ogni piccolo movimento è diventato faticoso,
penoso.
È
inutile far finta di niente. So benissimo che mia moglie mi sta
drogando con qualche sostanza.
Non
ho più paura per me ma per gli altri, per quello che potrebbe
accadere.
Con
uno sforzo enorme mi volto verso Jasper.
Sta
guardando la Tv e sorride divertito.
Mi
costringo a vedere questo film orribile, rivoltante.
È
un horror movie disgustoso, pieno di morti, omicidi, sangue e mostri.
Ogni scena è uno strazio, un tripudio di arti smembrati e crani
spappolati.
Sono
turbato… figuriamoci come dovrebbe sentirsi un bambino di sette
anni. Ho detto a Bella che non approvavo che permettesse a nostro
figlio di vedere una simile schifezza, ma lei si è limitata ad
alzare gli occhi al cielo, trattandomi come un coglione.
Mi
volto verso Bella.
È
completamente nuda. Ormai non si preoccupa più di vestirsi quando
siamo in casa. Una figura eterea e pallida. Il pancione ha assunto
proporzioni inquietanti, il momento del parto si sta avvicinando. La
pelle del ventre è tesa e ha assunto una strana colorazione
traslucida. Si vedono le venuzze bluastre sotto la cute. Il feto si
muove in maniera violenta e brusca, provocandole delle fitte
lancinanti.
Il
film è arrivato al suo apice.
Un’enorme
creatura alata, frutto di effetti speciali di infimo ordine, si alza
in volo sulla città distrutta, ridotta ad un cumulo di macerie e di
morti. Lente volute di fumo si alzano dagli edifici.
Bella
e Jasper si lanciano un’occhiata complice. Il bambino allunga una
mano al di sopra delle mie gambe e accarezza la pancia della mamma.
Sono
escluso, come sempre.
Vorrei
dire qualcosa, manifestare la mia presenza. Ma non ne ho la forza.
Chi
è mia moglie?
Mi
sono posto spesso questa domanda negli ultimi tempi.
Come
l’ho conosciuta?
Sono
tragicamente consapevole di non ricordarlo. So solamente che è stata
lei a scegliermi, con quegli enormi occhi color cioccolato che non mi
hanno lasciato scampo.
So
che ha dei segreti. Ne ha sempre avuti. Ha come un suo mondo dal
quale sono completamente tenuto fuori.
Nel
nostro appartamento c’è una stanzina tutta per lei che chiude a
chiave. Io sono sempre stato discreto, non ho mai insistito, non ho
mai chiesto né penetrato i suoi segreti.
Poi
però sono venuti Jasper ed Alice e a volte penso che loro tre
rappresentano una famiglia, mentre io sono solo un estraneo.
Quando
sono depresso, ecco che Bella si avvicina, mi scompiglia i capelli e
mi ricorda che sono il padre dei suoi figli, che sono importante.
Questo mi rinfranca per un po’, anche se poi precipito di nuovo
nella mia paurosa solitudine.
Per
oggi basta, non riesco a pensare.
Ho
un’altra delle mie emicranie.
Si
sta avvicinando il giorno del parto e io evito di guardare l’enorme
pancia di Isabella. Mi mette in agitazione.
Passa
delle ore ad accarezzarsi la forma tondeggiante e a sussurrare al
feto un’ipnotica nenia infantile composta da strani suoni
gutturali.
Nonostante
la mia opposizione, ha smesso di mandare Jasper a scuola. Lo vuole in
casa, vicino a sé.
Sono
sempre più confuso e debole. Ho una paura sempre più fondata che
Bella mi stia avvelenando. Di conseguenza, dopo i pasti, ho preso
l’abitudine di chiudermi in bagno, ficcarmi due dita in gola e
vomitare tutto quello che ho mangiato.
Ovviamente
ho cominciato a perdere peso, ma è l’unico modo che ho per
difendermi.
Chiudo
la porta e mi ci appoggio facendo aderire tutto il mio corpo.
Ho
lavorato oltre l’orario consentito perché non avevo voglia di
tornare a casa.
Tutte
le luci dell’appartamento sono spente.
Timoroso
chiamo Isabella.
Non
risponde.
Vado
nella cameretta di Jasper ed Alice.
Nessuno.
Vado
nella nostra camera matrimoniale.
Nessuno.
Il
panico comincia a penetrarmi nelle ossa.
Sfilo
la giacca e l’appoggio sul letto. Poi sento dei rumori attutiti
provenire dal bagno. La porta è socchiusa e, dalla fessura,
fuoriescono volute di vapore acqueo. Mi avvicino lentamente, attento
a non far rumore per evitare che mi sentano.
Merda!
Gli
occhiali si appannano.
Da
quando porto gli occhiali?
Non
importa. Li pulisco e torno a guardare.
Bella
è immersa nella vasca da bagno. L’ambiente e riscaldato dalla
stufetta elettrica. Insieme a lei, nell’acqua, ci sono i bambini.
Alice è in braccio alla madre e Jasper ha il viso appoggiato al
pancione, gli occhi socchiusi, in estasi.
Non
mi hanno visto.
Sul
bordo della vasca c’è una lametta da barba. Bella accarezza
amorevole i nostri figli e canticchia una delle sue solite nenie.
Lentamente
prende quel piccolo oggetto tagliente tra le dita.
Sto
per urlare e spingere la porta per entrare nel bagno a fermarla, ma
mi trattengo.
Bella
l’avvicina al suo braccio e incide. Una ferita non molto profonda
ma abbastanza da far uscire una copiosa quantità di sangue.
Alice,
a quella vista, emette dei versi striduli di gioia mentre Jasper
applaude, contento. L’acqua nella vasca ha assunto una colorazione
vermiglia, densa. Il contrasto dei corpi pallidi e nudi con il rosso
del sangue è fortissimo.
Jasper
avvicina la bocca alla ferita e lecca.
Non
reggo oltre e corro in camera sconvolto.
Finalmente
ho preso una decisione.
Questa
mattina ho fatto richiesta per una settimana di ferie.
Il
capo ha approvato senza esitazione.
-
Bravo, Edward! Hai bisogno di riposare, di recuperare energie – mi
ha detto.
Volevo
rispondere che sono giorni che non dormo, che ho paura. Ma non l’ho
fatto.
Tornato
a casa mi accorgo che Bella è in preda alle doglie.
Diventano
sempre più forti. È questione di ore ormai. Ma a me non interessa
più quello che può accadere, del nuovo ordine che cercheranno di
instaurare con il nuovo venuto.
Io
voglio solo fuggire.
Via.
Lontano.
Il
più lontano possibile.
Ho
già preparato le mie cose. Partirò questa notte, a tutti i costi.
Bella
si è rifiutata di andare in ospedale. Ho insistito ma è stato
inutile. Vuole partorire da sola. In casa.
Non
si curano più della mia presenza. Bella ha trasformato la nostra
camera da letto in una sala parto e non mi fa entrare. Jasper ed
Alice la coccolano tutto il tempo, non la lasciano un secondo.
La
pelle di Isabella è ancora più bianca e la pancia pulsa e
gorgoglia.
Non
dicono nulla ma secondo me hanno capito che ho intenzione di fuggire.
Ho
nascosto la valigia nel mobile dell’ingresso. Devo solo trovare il
coraggio. Qualcuno potrebbe pensare che non sono un buon padre, che
non si lascia una moglie in queste condizioni.
Non
mi interessa.
Avrete
modo di ricredervi tutti.
Merda!
Mi sono assopito.
Devo
essermi seduto un istante sulla poltrona per riprendere le forze ma
ho perso la cognizione del tempo.
Devo
stare attento.
In
realtà sono stato svegliato dalle urla lancinanti di Isabella. Ma
non mi importa. Chiudo il cuore e le orecchie a quei suoni, infilo la
giacca e mi dirigo verso il soggiorno. La mia unica via di fuga.
Ma
nonostante tutto non riesco. Non posso fare a meno di gettare
un’occhiata veloce alla camera da letto.
Isabella
è sdraiata, nuda, la schiena arcuata nello sforzo, le gambe
divaricate. Jasper è inginocchiato davanti a lei, come se fosse
un’ostetrica, e la sta aiutando a partorire.
Ma
è solo un bambino!!, mi dico
disgustato.
Bella
urla in preda al dolore, la pelle imperlata di sudore.
Alice
è sdraiata accanto alla madre e le tiene la mano per darle forza.
Per
un attimo il tempo si ferma.
Tutti
e tre sono voltati e mi stanno guardando con quegli occhi penetranti.
Capisco che sanno tutto della mia fuga, ma anche che non faranno
nulla per trattenermi.
Solo
un istante, poi torna tutto come prima e il parto prosegue concitato.
Qualcosa
sta uscendo dal ventre di mia moglie.
Basta.
Corro
all’ingresso, prendo la valigia dall’armadio ed esco di casa.
Sto
guidando come un pazzo, senza curarmi delle altre automobili e dei
pedoni.
La
città è ormai lontana. Alle mie spalle si intravedono solo le
sagome dei grattacieli più alti. Nel cielo che la sovrasta si sono
addensate delle strane nubi violacee. Si sta avvicinando un
temporale.
Ho
lasciato le vie più trafficate e ho imboccato una stradina che porta
verso la costa.
Non
ho una meta al momento. Voglio solo allontanarmi.
La
strada costeggia la scogliera. C’è un vento fortissimo che viene
dal mare che sento ruggire per quanto è mosso.
Dallo
specchietto retrovisore mi accorgo che ora la città è avvolta dal
temporale e dai lampi. La visibilità si riduce sempre di più, il
cielo è di un nero uniforme.
Perché?,
urlo dentro di me.
Comincio
a piangere disperato.
Un
muro d’acqua mi costringe ad accostare. Nel nero del cielo si
distinguono delle nubi più chiare, rossastre, che si trasformano ad
una velocità maggiore delle altre.
Esco
dalla macchina.
La
pioggia è fortissima e, dopo pochi passi, l’acqua ha inzuppato
tutti i miei vestiti.
Corro
verso la scogliera.
È
l’unica soluzione. Lo è sempre stata.
Non
ho più paura.
Corro
a perdifiato, ho perso anche l’orientamento. Sono nel bel mezzo di
una tromba d’aria. Le nubi sopra la mia testa assumono le forme più
bizzarre e mi fermo a guardarle, affascinato.
Poi
riprendo a correre, veloce… sempre più veloce e all’improvviso
ho superato il limite della scogliera.
Sotto
di me il nulla.
La
libertà.
La
salvezza.
E
precipito.
Bpov
Vengo
svegliata dal suo respirare affannoso, dal suo corpo che si agita nel
letto.
-
Edward? – lo chiamo piano.
Non
mi risponde.
Allungo
una mano per accendere il lume del comodino e mi volto a guardarlo
proprio nel momento in cui scalcia le lenzuola lontano da sé e si
spinge con i piedi fino ad appoggiare le spalle contro la testiera
del letto. È in un bagno di sudore, il respiro concitato. Riesco a
sentire il suo cuore che corre la mille miglia dentro al petto.
Il
suo sguardo è atterrito, vuoto, e scruta lo spazio intorno a sé
come se non riconoscesse la nostra camera.
Leggo
la sua paura in quei meravigliosi occhi verdi. Deve aver avuto un
incubo.
In
questi ultimi mesi, Edward non è stato sereno. C’è qualcosa che
lo tormenta ma di cui non vuole parlarmi. L’ho sorpreso più di una
volta ad osservarmi di nascosto mentre sfioro con le mani il mio
ventre. Il suo sonno è disturbato da giorni e stanotte credo che sia
giunto al capolinea. Non può più tenersi tutto dentro… se vuole
uscirne deve trovare il coraggio di aprirsi con me.
Mi
tiro su in ginocchio e sfioro il suo viso con le dita.
-
Edward? Edward, amore… che succede? –
-
Il sangue… i nostri figli… sta nascendo… -
Mi
afferra il braccio cominciando a rigirarlo frenetico tra le sue mani,
come se cercasse una ferita, qualcosa. Poi mi guarda meglio e si
allunga fino a toccarmi il ventre con le dita, delicatamente, come se
non credesse ai suoi occhi.
Un
sospiro liberatorio lo ricollega completamente alla realtà. Il suo
sguardo si fa presente e mi tira a sé, abbracciandomi forte.
Trema,
e non so quanto sia dovuto alla paura e quanto alla forza che ci
mette in quell’abbraccio.
-
Dimmi che non mi escluderai… - sussurra al mio orecchio. – Dimmi
che sarò ancora importante per te, che mi amerai anche quando
nascerà il bambino –
-
Edward… ma cosa…? –
-
Dimmelo, Bella! –
Lo
allontano da me quel tanto che mi permette di guardarlo negli occhi.
-
Sì, Edward! Non cambierà nulla! Sei la mia vita e lo sai. La
bambina che nascerà è solo il completamento di noi –
-
Ho paura, Bella. Una paura tremenda di non essere un buon padre… -
Sfioro
le sue labbra con le mie.
-
Sarai un padre meraviglioso, amore mio. E non credere che per me non
sia lo stesso. Anche io ho paura… ma so che avrò te al mio fianco.
Insieme possiamo affrontare qualsiasi cosa –
-
Ti amo, Bella. Da morire! –
-
Anche io ti amo… e parlami invece di tenere tutto dentro –
Lo
faccio distendere e mi alzo per andargli a prendere un bicchiere
d’acqua fresca. Quando torno lui sembra essere più sereno.
Mi
guarda lasciando scivolare il suo meraviglioso sguardo verde su di
me, accarezzandomi quasi.
-
Come ti senti? –
-
Meglio! È stato… orribile, Bella! Ero solo mentre tu e i bambini
eravate così uniti… contro di me… -
Mi
sdraio al suo fianco e lui si accoccola poggiando il suo capo sul mio
seno, gonfio e duro. Struscia la guancia contro il capezzolo che si
indurisce a quel contatto. Lo accarezzo piano e, baciandolo
delicatamente tra i capelli, sussurro:
-
Non ci pensare, amore mio! Va tutto bene! Stai tranquillo… -
Lentamente
sento il suo corpo rilassarsi contro il mio, il suo cuore riprendere
un battito calmo e tranquillo.
Mi
addormento con lui addosso quando il suo respiro si fa regolare e si
fonde con il mio.
Dieci
giorni dopo
Epov
Una
volta mio padre mi disse che una madre si sente genitore per tutta la
gravidanza, ma il momento in cui un uomo tiene suo figlio tra le
braccia per la prima volta, è qualcosa che cambia la vita.
Credo
di non aver mai vissuto un momento più emozionante nella mia
esistenza come quello di aver partecipato alla nascita di mia figlia.
È stato un attimo unico, straordinario e irripetibile.
Sì
perché, nonostante il terrore, l’angoscia, l’ansia che mi hanno
tormentato in questi mesi sapevo che mi sarei pentito per tutto il
resto della mia vita se non lo avessi fatto. Mi sarebbe rimasto un
buco incolmabile anche se, bisogna ammetterlo, in quel momento ti
senti impotente.
Ho
scoperto però quanto una femmina possa essere forte, autonoma e
indipendente. Perché non si può alleviare la sofferenza della donna
che ti sta dando un figlio. Quel dolore ti resta dentro e ti ferisce,
perché ahimé, rimane totalmente a carico suo.
Il
cuore mi è scoppiato nel petto quando ho visto la testa che spuntava
tra le gambe di Bella, con i capelli scuri impastati di sangue. Ho
osservato le ostetriche ruotare la testolina mentre notavo prima un
orecchio, poi una manina.
Ed
è stato allora che Renesmee ha fatto il primo strillo.
Subito
dopo ho visto sgusciare tutto il corpicino e, in men che non si dica,
era già sulla pancia della mamma.
Erano
le 2:12 del 12 febbraio.
Dopo
alcuni minuti le infermiere hanno portato via la bimba per lavarla
velocemente, pesarla e controllarla. Sotto una luce accecante le vedo
stillare due gocce di collirio negli occhi di mia figlia, infilarle
un sondino in bocca, farle una medicazione veloce all’ombelico e
poi, come per magia, la folla di persone in sala si dilegua.
La
bambina mi
viene consegnata coperta da un lenzuolino, le luci si spengono e in
una penombra morbida, silenziosa e tranquilla rimaniamo soli.
Noi
due.
Non
posso ancora crederci. Sto tenendo in braccio mia figlia per la prima
volta.
E
ogni altro pensiero sparisce, tutti i rumori svaniscono, tutto
intorno si fa bianco e nero.
Lei
sola è a colori.
Vorrei
poter usare il rallentatore per non perdermi nessun secondo. Cerco
dei riferimenti sul visetto tondo e vedo lei.
La
mia Isabella.
Respiro.
Poi allungo una mano a sfiorare la guancia morbida e liscia di
Renesmee.
Lei
mi guarda come se sapesse esattamente che sono proprio io il suo papà
e mi fissa… per tutto il tempo del contatto pelle a pelle.
Perso
in quei piccoli occhi così simili a quelli di mia moglie, la rivedo
stremata ma bellissima, che stringe tra le braccia, ancora tutta
sporca e avvolta in un asciugamano bianco macchiato di sangue, la
nostra piccola Renesmee.
E
pensare che gli ultimi mesi sono stati i più terribili della mia
vita!
Tutto
finito, tutto dimenticato.
È
bastato essere fatto prigioniero dagli occhi intensi e luminosi di
mia figlia per capire questo nuovo tipo di amore, di un’intensità
crescente, diverso da qualsiasi esperienza vissuta fino a questo
momento.
E
sento che sono cambiate tutte le mie priorità: c’è lei al primo
posto, il suo bene e la sua felicità ora sono la cosa più
importante.
Ora
so che vederla crescere, imparare cose nuove, sviluppare la propria
personalità, saranno esperienze che mi regaleranno emozioni
straordinarie, che mi ripagheranno di ogni sacrificio.
Ho
iniziato la mia nuova vita: ieri eravamo in due, oggi siamo in tre!
MIGLIOR EDWARD-
MIGLIOR BELLA -
MIGLIOR FIGLIO -
PAPA' PIU' SEXY (DILF) -
STORIA PIU' HOT -
STORIA PIU' DIVERTENTE -
STORIA PIU' ROMANTICA -
STORIA PIU' DRAMMATICA -
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -
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Spiazzata. Questa shot mi ha letteralmente spiazzata.
RispondiEliminaIl titolo avrebbe dovuto mettermi in guardia, ma una volta cominciato a leggere sono stata ingoiata nella spirale di angoscia e inquietudine raccontata da Edward. Hai saputo tratteggiare i "bambini di Satana" con abilità. Jasper e Alice... brrrrr ho ancora la pelle d'oca a ripensare al sorriso raggelante nella sua tranquillità dopo aver infilzato la mano del compagno. Per non parlare della bimba tranciatrice di dita!!
In mezzo a tutta questa fiera di orrore e raccapriccio lei, Bella, la mantide che usa il marito per continuare la sua progenie demoniaca.
Mi piace il ritmo delle scene dell'incubo, l'atmosfera claustrofobica che aumenta fino al salto liberatorio dal burrone.
Di contro, invece, ho apprezzato la tenera dolcezza del primo incontro reale del neo papà e di Renesmee.... nel sogno tutto è lecito, la realtà è un'altra cosa per fortuna! Il mal di stomaco che ho provato leggendo la prima parte lascia il posto alla meraviglia della consapevolezza della paternità che comincia già al primo sguardo, una sorta di imprinting che li legherà per sempre.
Brava, chiunque tu sia hai fatto un ottimo lavoro.
Carissima scrittrice anonima, mi unisco ai complimenti di chi ha commentato prima di me. La prima parte della storia mi ha raggelata e mi ha coinvolta in modo impressionante. Era come assistere a un film dell'orrore ed il merito non è stato solo dei contenuti ma di come erano esposti. Sei stata fenomenale a rappresentare la derealizzazione di Edward. Non voglio aggiungere altro per non spoilerare, ma spero che nessuna mi prenda per matta se dico che sotto sotto il cambio di direzione sul finale (bello ,sensato e confortante) mi hal asciata desiderosa di altro. Lo ammetto... avrei voluto vedere come sarebbe finita se la storia avesse seguito fino alla fine il filone horror- splatter! Io mi ero già fatta delle ipotesi che poi condividerò a fine contest! Grandissima, mi hai coinvolto in maniera eccezionale. Cristina Robin
RispondiEliminaMi unisco si commenti prima del mio: la prima parte è angosciante, davvero, un vero racconto horror. Jasper e Alice sono stati davvero inquinanti, soprattutto Jasper, per non parlare di Bella.
RispondiEliminaQuando lui è saltato mi sono chiesta: e ora? Ero convinta che avrebbe avuto una parte della soluzione è invece mi hai proprio spiazzata. Però spero tu abbia pensato a un finale in linea con la prima parte perché mi ha davvero incuriosita un sacco :)
la seconda parte, la realtà, è molto bella per altri motivi, ci mette davanti alla normale paura di un uomo quando sta per diventare padre, perché, ammettiamolo: possono essere felici come e più di noi, ma probabilmente la loro paura è maggiore della nostra perché non sanno se saranno un buon padre, o se finiranno esclusi da quel meraviglioso rapporto che si instaura tra una mamma e il suo bimbo. Però quando stringono il loro cucciolo per la prima volta, si rendono conto che è diventato reale, non è più una figura astratta, e se ne innamorano.
Brava, anzi bravissima, per la fantasia, l'idea, l'angoscia, il finale.
hhahhahaahahahahahahah!!! MA SEI PAZZAAAA??? haahahhaahahahahahah!
RispondiEliminaChe storia pazzesca! All'inizio pensavo che fosse davvero un film d'orrore! e mi piaceva!!! a me fanno cacare i film dell'orrore, ma questo qui mi ha intrigata da morire!
Sei stata bravissima a fuorviare l'attenzione, perchè qualche piccolo dettaglio l'hai messo - e splendidamente direi - nell'arco del sogno! tipo il particolare degli occhiali.
Poi tutto si risolve in uno dei timori più antichi, che poi si condensa nel titolo che hai scelto, tipo incubo prematrimoniale quando sogni di arrivare nuda all'altare o il pavimento diventa molle e via dicendo, e alla fine troviamo un papà ansioso e voglioso di far parte della sua famiglia, di essere partecipe in tutto e per tutto.
A parte l'idea è lo sviluppo della storia, mi è piaciuto come hai saputo descrivere tutto il primo pezzo. Hai misurato le parole, gli spazi, i tempi e i paragrafi perfettamente. Perfettamente pe fatte venì l'angoscia!
Bravissima!
-Sparv-
Accidenti che storia. Mi hai veramente spiazzata. Pensa che ero tentata di smettere di leggere per l'angoscia che mi hai trasmesso! Ma poi hai cambiato completamente, e sei passata alla dolcezza che può provare un padre quando conosce per la prima volta la figlia. Brava!
RispondiEliminaAmmazza che ansia la prima parte!!! Mi hai sconvolto!! Ma poi sei stata veramente brava a cambiare direzione...complimenti
RispondiEliminaCompletamente spiazzata e non ho parole per commentare.
RispondiEliminaVeramente non le ho.
Forse, forse ho capito chi sei e anche qui mi hai spiazzato.
Mhmm... ero cos' dentro all'incubo che ci sono rimasta male quando ho cominciato a capire che era un sogno.
Sarò matta ma veramente avrei preferito che continuasse su quel tema, volevo e vorrei vedere come gestivi il tutto.
Si, si... bellissima la seconda parte che ci sta... ci sta tutta e giustifica anche l'incubo... ma davvero ... l'incubo è qualcosa di S.P.E.T.T.A.C.O.L.A.R.E.
Grazie e complimentissimissimi
Un Bacio
JB
Troppo bella. Hai usato uno stile di scrittura freddo e incisivo che ha portato a vivere la storia con ansia. Il finale invece non mi è piaciuto tanto, avrei preferito un finale in stile horror per rimanere in tema. Anche se devo ammettere che l'idea nel suo complesso è geniale !! Bravissima soprattutto per la capacità di creare e tenere alta la suspence !! Luisa
RispondiEliminaDemoniaca. La lettura della prima parte della storia provoca un profondo disagio, risvegliando la memoria di almeno due film (che detesto*): "L'esorcista" e "Rosamary's baby". Il protagonista riconosce nei propri figli un'aggressività immotivata, un desiderio di far del male alle persone che lo imbarazza e lo spaventa al tempo stesso. Inizia a sospettare di essere vittima inconsapevole di un complotto ordito ai suoi danni, si sente spossato, teme l'avvelenamento o comunque l'uso di droghe e soprattutto percepisce l'esclusione dal nucleo familiare di cui diviene progressivamente un'inutile appendice. Il suo è il ruolo del fuco che, dopo aver fecondato l'aper regina può essere allontanato dall'alveare.
RispondiEliminaAll'improvviso il colpo di scena: Edward ha trasferito in un incubo terribile la sua paura di diventare padre, le sue paure relative a un ruolo per cui non si sente adeguato.
Questa storia affronta in modo inusuale e inaspettato un fenomeno molto diffuso. Se la depressione post partum colpisce le madri che temono di non essere all'altezza del compito, i padri sono vittime di paure che riguardano soprattutto il loro posto accanto alla donna amata. Molti uomini alle prese con la prima gravidanza, vedendosi scalzati dal posto centrale sul palcoscenico, interagendo con una compagna che sembra garantire sempre la priorità al mostriciattolo urlante e che comunque è troppo stanca per qualunque tipo di attività sessuale, vanno in crisi perchè non capiscono cosa stia succedendo. Una donna ha circa nove mesi per adattarsi al cambiamento e soprattutto alla necessità di considerare prioritarie le esigenze del bambino, un uomo ci arriva spesso del tutto impreparato e viene travolto dal panico. E' un tema poco trattato, i padri vengono quasi sempre rappresentati estasiati e innamorati davanti ai frugoletti, mentre la realtà è un po' diversa, più sfumata e complessa.
Quindi complimenti sinceri per aver dato alla tua storia un taglio così particolare, per aver immaginato un'allegoria così calzante dei timori e delle insicurezze di un papà in erba.
*Detesto i film dell'orrore perchè non sono in grado di gestirli emozionalmente. Se ne vedo uno, poi sono perseguitata da incubi per dei mesi. Per la mia salvaguardia ho imparato a girare al largo.
MA SIAMO MATTI!!! ho fatto incubi per due notti, io i film e racconti dell'orrore mi danno ansia dal titolo, ho avuto veramente paura!!! anche se in fondo è dolcissimo e si tira un sospiro di sollievo, il senso di inquietudine rimane .... Forse un po' di terapia a questo Edward non farebbe male.
RispondiEliminaComplimenti sei stata davvero brava, hai mantenuto la tensione a livelli altissimi e non è per niente facile.
MIGLIOR BELLA -1
MIGLIOR EDWARD -2 (nel finale rialza il punteggio!)
MIGLIOR FIGLIO -2 ( mi ricordavano i figli della famiglia Addams!!!! Orroreeeee)
PAPA' PIU' SEXY (DILF) -1
STORIA PIU' HOT -2
STORIA PIU' DIVERTENTE -1
STORIA PIU' ROMANTICA -3. (Per il finale coccoloso)
STORIA PIU' DRAMMATICA -2
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -1
Avrei voluto leggerla per prima. Cavoli. All'inizio mi sono venuti dei brividi assurdi. Mi sono detta, ma è pazza?
RispondiEliminaNon finiva mai quella parte ed io ero tentata di chiudere tutto e non continuare la lettura. Poi invece... colpo di scena.
Anche se l'inizio mi ha fatto venire i brividi e non l'ho amato, la seconda parte è stata meravigliosa. Mi è piaciuta l'idea, tantissimo, perchè davvero il nostro incoscio crea immagini pazzesche alle volte. Complimenti.
aly
MIGLIOR EDWARD- 2
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA - 2
MIGLIOR FIGLIO - 1
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 1
STORIA PIU' HOT - 1
STORIA PIU' DIVERTENTE - 1
STORIA PIU' ROMANTICA - 2
STORIA PIU' DRAMMATICA - 3
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 1
Faccio una premessa. Le categorie chiaramente non premieranno questa storia, e me ne dispiaccio. Ma la prima parte da brividi è un capolavoro. Questo te lo volevo dire. Poi vinceranno giustamente altre per una serie di ragioni e concordo, ma qui siamo di fronte all'inaspettato ed è una rarità! Brava!
RispondiEliminaMIGLIOR EDWARD-1
MIGLIOR BELLA -1
MIGLIOR FIGLIO -2
PAPA' PIU' SEXY (DILF) -1
STORIA PIU' HOT -1
STORIA PIU' DIVERTENTE -1
STORIA PIU' ROMANTICA -3
STORIA PIU' DRAMMATICA -5
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -3
La paura di diventare padre, l'incognita che porta con sé all'interno di una coppia affiatata un frugoletto può giocare brutti scherzi. E infatti la prima metà del tuo racconto è orribile quanto l'incubo vissuto da Edward. Però che stile! Accidenti, ci vuole molta fantasia e una gran bella testa per scrivere così.
RispondiEliminaCredo che purtroppo la tua storia sarà penalizzata in quanto i tuoi personaggi non otterranno un gran punteggio nelle varie categorie. Questo non vuol dire che sia meno bella e interessante delle altre. Tutt'altro. Non è in ogni caso tra le mie preferite, perdonami. Non perché non ami l'horror, né per il finale riscattato. MI ha fatto stare molto male prima che capissi dove andava a parare.
In ogni caso complimenti per il coraggio di scrivere qualcosa di completamente diverso.
JO
MIGLIOR EDWARD- 2
MIGLIOR BELLA - 1
MIGLIOR FIGLIO - 1
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - --
STORIA PIU' HOT - --
STORIA PIU' DIVERTENTE - --
STORIA PIU' ROMANTICA - 2
STORIA PIU' DRAMMATICA - 5
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 1
MIGLIOR EDWARD- 2
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA - 1
MIGLIOR FIGLIO - 1
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 1
STORIA PIU' HOT - 1
STORIA PIU' DIVERTENTE -1
STORIA PIU' ROMANTICA - 2
STORIA PIU' DRAMMATICA -5
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -2
MIGLIOR EDWARD- 4
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA - 4
MIGLIOR FIGLIO - 4
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 1
STORIA PIU' HOT - 1
STORIA PIU' DIVERTENTE - 1
STORIA PIU' ROMANTICA - 3
STORIA PIU' DRAMMATICA - 2
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA 5
Per quanto mi riguarda hai vinto la categoria: Storia Horror. La tua storia è molto bella, peccato che non rientri appieno nelle categorie proposte.
Luisa
MIGLIOR EDWARD - 2
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA - 1
MIGLIOR FIGLIO - 2
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - /
STORIA PIU' HOT - /
STORIA PIU' DIVERTENTE - /
STORIA PIU' ROMANTICA - 1
STORIA PIU' DRAMMATICA - 5
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 3
Questa storia è favolosa, mi è piaciuta un sacco, sarà che adoro l'horror, inserirlo in un contesto che in genere richiama dolcezza è stata una genialata.
RispondiEliminaMIGLIOR EDWARD-4
MIGLIOR BELLA -5
MIGLIOR FIGLIO -5
PAPA' PIU' SEXY (DILF) -1
STORIA PIU' HOT -1
STORIA PIU' DIVERTENTE -3
STORIA PIU' ROMANTICA -2
STORIA PIU' DRAMMATICA -4
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -5
I Miei Voti:
RispondiEliminaMIGLIOR EDWARD 2
MIGLIOR BELLA 2
MIGLIOR FIGLIO 3
PAPA' PIU' SEXY (DILF) 1
STORIA PIU' HOT 1
STORIA PIU' DIVERTENTE 1
STORIA PIU' ROMANTICA 1
STORIA PIU' DRAMMATICA 2
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA 3
Ecco i miei voti:
RispondiEliminaMIGLIOR EDWARD - 3
MIGLIOR BELLA - 5
MIGLIOR FIGLIO - 5
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 1
STORIA PIU' HOT - 1
STORIA PIU' DIVERTENTE - 1
STORIA PIU' ROMANTICA - 3
STORIA PIU' DRAMMATICA - 3
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 3
JB
MIGLIOR EDWARD - 2
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA - 2
MIGLIOR FIGLIO - 1
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 1
STORIA PIU' HOT - 0
STORIA PIU' DIVERTENTE - 1
STORIA PIU' ROMANTICA - 2
STORIA PIU' DRAMMATICA - 3
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 1
Che dire...complimenti! Prima di tutto per l'idea. Il subconscio impaurito del futuro papà che genera, letteralmente, mostri, è di una potenza inaudita. Così come il soffice atterraggio in una realtà rassicurante e bella, normale ma altrettanto vivida. Graffiante ed efficacissimo il linguaggio e le descrizioni, coraggiosa la scelta narrativa. Brava, davvero.
RispondiEliminaQuesta storia mi è piaciuta moltissimo. Hai avuto un'idea pazzesca e l'hai trasmessa in un modo assolutamente perfetta. Il tuo modo di scrivere è coinvolgente e "vero", non avevo assolutamente capito di dovermi aspettare un colpo di scena e questo mi ha piacevolmente colpita.
RispondiEliminaMi spiace che le categorie imposte non permetteranno alla tua storia di raggiungere un punteggio che, secondo me, avrebbe raggiunto con una votazione differente.
Complimenti, idea geniale.
MIGLIOR EDWARD- 4
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA - 3
MIGLIOR FIGLIO - 4
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 2
STORIA PIU' HOT -
STORIA PIU' DIVERTENTE - 1
STORIA PIU' ROMANTICA - 3
STORIA PIU' DRAMMATICA - 4
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 4
storia più hot 2
RispondiEliminascusa mi era saltato nel commento precedente.
Eccezionale!!
RispondiEliminaPeccato che nessuna categoria calza per questa storia che è talemnte diversa, inconsueta, spiazzante da essere decisamente tra le mie preferite.
Unico neo forse la troppa lunghezza del sogno rispetto alla parte realistica, ma va a gusti e sono comunque dettagli.
Brava brava brava brava!
MIGLIOR EDWARD-3
MIGLIOR BELLA -1
MIGLIOR FIGLIO -3
PAPA' PIU' SEXY (DILF) -1
STORIA PIU' HOT -1
STORIA PIU' DIVERTENTE -1
STORIA PIU' ROMANTICA -3
STORIA PIU' DRAMMATICA -5
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -2
Accidenti!! Mi hai fatto venire un colpo all'inizio... poi pensando al titolo mi dicevo "ma no... starà solo facendo un incubo..."!!
RispondiEliminaComunque, davvero brava :)!!
MIGLIOR EDWARD - 3
MIGLIOR BELLA - 3
MIGLIOR FIGLIO - 3
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 1
STORIA PIU' HOT - 1
STORIA PIU' DIVERTENTE - 1
STORIA PIU' ROMANTICA - 3
STORIA PIU' DRAMMATICA - 4
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 3
Il commento alla storia lo metterò con più calma oggi metto solo i voti:
RispondiEliminaMIGLIOR EDWARD-2
MIGLIOR BELLA -1
MIGLIOR FIGLIO -3
PAPA' PIU' SEXY (DILF) -1
STORIA PIU' HOT -1
STORIA PIU' DIVERTENTE -1
STORIA PIU' ROMANTICA -3
STORIA PIU' DRAMMATICA -5
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -3
MIGLIOR EDWARD- 2
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA - 1
MIGLIOR FIGLIO - 1
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 1
STORIA PIU' HOT - 1
STORIA PIU' DIVERTENTE -1
STORIA PIU' ROMANTICA - 2
STORIA PIU' DRAMMATICA -5
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -2
MIGLIOR EDWARD- 3
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA - 1
MIGLIOR FIGLIO - 1
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 1
STORIA PIU' HOT - 1
STORIA PIU' DIVERTENTE -1
STORIA PIU' ROMANTICA - 1
STORIA PIU' DRAMMATICA -5
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -1
MIGLIOR EDWARD - 4
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA - 4
MIGLIOR FIGLIO - 2
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 2
STORIA PIU' HOT - 1
STORIA PIU' DIVERTENTE - 1
STORIA PIU' ROMANTICA - 1
STORIA PIU' DRAMMATICA - 5
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 5
-Sparv-
MIGLIOR EDWARD- 4
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA - 4
MIGLIOR FIGLIO - 1
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 2
STORIA PIU' HOT - 1
STORIA PIU' DIVERTENTE - 1
STORIA PIU' ROMANTICA - 2
STORIA PIU' DRAMMATICA - 5
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 4
Avresti vinto a mani basse anche il best horror!!! Bravissima!!!
Aleuname.
Miglior Edward - 3
RispondiEliminaMiglior Bella - 3
Miglior figlio – 3
Papà più sexy (DILF) - 1
Storia più hot - 1
Storia più divertente - 1
Storia più romantica -2
Storia più drammatica - 5
Storia Daddyward preferita – 2
Ho fatto fatica a votare perché queste sono praticamente due storie, un'atmosfera e dei personaggi completamente diversi tra prima e seconda parte, ma qui sta proprio la tua bravura. Menzione speciale per l'abilità nel cambio di registro!