RICATTO D'AMORE.
“Si accomodi”
La sua voce è un sussurro stanco che odo a malapena, i suoi occhi sono spenti e segnati, la sua espressione triste.
Mentre mi avvicino mi squadra da capo a piedi e un brivido sinistro sale lungo la mia spina dorsale.
Questa situazione non mi piace per niente.
È una delle donne più ricche e potenti dello stato, ed è quella che paga ogni mese il mio stipendio, ma è anche, potenzialmente, la mia peggior nemica.
Combattere o scappare.
Scappare!
L’adrenalina, che in questo momento rende ogni mia terminazione nervosa ipersensibile, mi spingerebbe a scegliere la seconda opzione. Peccato che io sia così coglione da essere ormai qui, davanti a lei, come un condannato di fronte al plotone d’esecuzione.
Lavoro in questa azienda da sei anni e non l’avevo mai incontrata di persona.
Lei non sapeva nemmeno che esistessi e ora, guarda caso tre settimane dopo la morte di Rosalie, mi ha convocato nel suo ufficio in un orario inconsueto e quando non c’è più nessuno in giro.
“Dunque è lei Edward...”
Lo dice come se questa informazione fosse di vitale importanza, come se avesse appena scoperto la cura per una malattia grave e ne fosse al contempo stupita ed emozionata.
Non so per quale ragione, ma sembra più a disagio di me.
Si morde il labbro inferiore con forza, troppa forza, e lo fa sanguinare. Il suo viso è così pallido da farmi quasi provare pena per lei.
Quasi.
“Dannazione...” sibila sottovoce, poi passa la lingua dove ha appena inferto il danno.
Ora... questa donna che si lecca le labbra dovrebbe essere uno spettacolo erotico per ogni uomo, non per me, però.
Sono troppo distratto dalla sensazione di angoscia che provo e che non dovrei provare perché Rosalie aveva promesso, aveva giurato che mai e poi mai il nostro segreto sarebbe stato svelato.
Era stata proprio lei a volere che le cose stessero così, quindi perché farmi questo? Perché ora, dopo tutti questi anni?
Mi sudano i palmi delle mani.
Lei guarda fuori dalla finestra, oltre il cielo grigio, oltre l’acqua che scende abbondante in questa piovosa serata di maggio.
È bellissima e assomiglia in modo impressionante a Charlotte.
“Non so da dove iniziare”, sussurra.
“Mi sta facendo preoccupare, signorina Swan", le rispondo con onestà.
Si volta lentamente e allunga una busta bianca verso di me: “Mi dispiace”.
Guardo la busta e tiro un sospiro di sollievo.
Forse non è ciò temevo.
Va bene, sarà una disgrazia comunque, ma non è così grave. Non faticherò a trovare un altro lavoro. Alla fine ero rimasto qui per lei, per Rosalie, nel caso un giorno avesse cambiato idea su Charlotte, ma ora... “Mi sta licenziando, vero?”
Mi osserva con sguardo perplesso, come se fossi un idiota: “No. Perché dovrei?”
“Non capisco allora. Di cosa si dispiace?”
La signorina Swan si mette in piedi e si dirige verso un mobile all’altro lato della stanza. Senza chiedermi niente versa a entrambi del liquore. Torna indietro e mi porge uno dei due bicchieri, poi da un cassetto tira fuori un pacchetto di sigarette e me ne offre una.
“Non fumo e non bevo” rispondo, allontanando il bicchiere da me.
Lei si accende la sigaretta e mi fissa con occhi indagatori: “Rosalie affermava il contrario. Affermava che vi siete divertiti moltissimo quando stavate insieme e che il vostro divertimento includeva sbronze e canne, su base regolare.”
“Sono molto cambiato da allora.”
“A causa delle bambina?”
Deglutisco a vuoto, mentre sento il sangue martellarmi sulle tempie.
Lo sapevo. Lo sapevo. Cazzo.
Mi alzo di scatto e vado verso la porta dell’ufficio. Non ho intenzione di restare qui un minuto di più.
“Si fermi, Cullen!” tuona lei, con tono minaccioso.
“Devo tornare a casa da mia figlia, signorina Swan.” e sottolineo il “mia figlia” con la sua stessa forza e la stessa aperta aggressività.
“Mia nipote”, afferma lei fissandomi negli occhi, sfidandomi a negare.
Come cazzo osa!
La raggiungo con lunghe falcate fino a che non le sono davanti con il petto che le sfiora il viso. Cerco di intimorirla con la mia superiorità fisica, con la mia altezza, ma non riesco a nascondere la paura e l’orrore che sto provando in questo momento.
“Cosa vuole da me?”
“Voglio farle una proposta che non potrà rifiutare e quando dico che non potrà farlo non sto usando un eufemismo.
Nella busta c’è una lettera. Voglio che lei vada a casa e la legga per bene.
La aspetto più tardi, a casa mia, per discutere della cosa.
Una baby-sitter verrà a occuparsi di Charlotte.”
C’è qualcosa nel tono che usa questa donna e nel suo sguardo che mi dice che sta bluffando. È molto rossa in volto e le trema la voce. Sta fingendo un’aggressività che non le è propria.
Rosalie parlava di lei come di un agnellino che non avrebbe mai fatto male a nessuno. Malgrado ciò non riesco a controllare la rabbia nella mia voce.
“Cosa sta dicendo? Questa, più che una proposta, mi sembra un ricatto.”
“Voglio che lei legga la lettera, poi discuteremo del nostro futuro.”
“Nostro?”
“Mio, suo e di Charlotte.”
“Mi dispiace signorina, ma un futuro nostro non esiste. Vede... quella è mia figlia. Mia e di nessun altro.”
“Quella bambina è una Swan.”
“No. Quella bambina è una Cullen. Chi l’ha messa al mondo ha rinunciato a ogni diritto che aveva su di lei.”
“Chi l’ha messa al mondo non sapeva quel che stava facendo e quella decisione l’ha tormentata per il resto della sua breve vita.”
“Si sbaglia. So che lei probabilmente amava moltissimo sua sorella, ma Rosalie questa bambina non l’ha mai voluta. É stata solo un incidente per lei...”
Mi viene da vomitare a definire così mia figlia, ma è la verità.
Eravamo giovani e senza testa.
Lei bellissima e ribelle, io probabilmente il diversivo di qualche settimana che si è trasformato per necessità in qualche mese. Pensavamo d’essere innamorati. Passavamo le giornate di festa in festa e a fare sesso. Fino a che non ha scoperto di aspettare la bambina. Non la voleva ma non è stato difficile convincerla a tenerla.
Durante la gravidanza abbiamo viaggiato per ogni stato d’Europa. Nessuno della sua famiglia o dei nostri amici sapeva. Nessuno avrebbe saputo.
Abbiamo visitato paesi bellissimi: Italia, Francia, Inghilterra, Spagna, Grecia.
Sembravamo una coppia in procinto di realizzare un sogno. Ma sapevo che non sarebbe durata. Me lo aveva detto: quando fosse nata la bambina, lei sarebbe sparita.
Charlotte è nata il 21 giugno di sei anni fa, il giorno dopo il mio ventiduesimo compleanno, a Londra.
Rosalie, grazie al proprio ragguardevole patrimonio, è riuscita a svolgere le pratiche legali in tempi velocissimi e senza lasciare tracce di sé.
Ci ha abbandonati una settimana dopo la nascita della bimba, con un bacio e un assegno da ventimila dollari per affrontare i primi mesi.
Mi ha assicurato un buon lavoro alla Swan Enterprise, l’impresa di famiglia ora amministrata da sua sorella.
Da allora mi sono occupato di mia figlia con l’aiuto dei miei genitori. Ho iniziato a lavorare e non ho più frequentato una donna.
Niente di niente. Non un appuntamento, non un interesse, nemmeno del sesso casuale.
“Non può portarmi via la bambina...” ringhio senza nemmeno rendermene conto, esplicitando la mia angoscia, così, senza filtri. La signorina Swan mi guarda con occhi pieni di un sentimento che non so definire un misto tra dolcezza, pietà e compassione.
Un’espressione che mi fa incazzare, perché sembra dire “Sì che posso, posso eccome.”
Scendo con il viso di quel tanto da trovarmi occhi negli occhi con lei: “Charlotte è mia figlia. Mia e basta. La madre l’ha abbandonata. L’ho cresciuta da solo. Quando è nata mi mancava un anno alla fine dell’università, due cazzo di esami, e l’ho mollata per lei. Non ho fatto altro che fare il padre e lavorare in questi sei anni e non vi ho mai chiesto un cazzo di niente...”
“Lo so... si calmi... Non voglio farla arrabbiare. Infatti vorrei aiutarla...”
“No che non mi calmo... Non fino a che non mi dice cosa cazzo vuole e perché mi sta ricattando”.
La vedo sospirare e poi allontanarsi da me. Ingolla tutto il liquore e poi si versa un altro bicchiere.
“Voglio diventare sua moglie, voglio diventare la madre di Charlotte e voglio che accada in tempi brevi.”
La guardo incredulo. Questa donna deve essere impazzita. Potrebbe assoldare un avvocato di quelli da mille dollari all’ora e farmi a pezzi. Inventarsi prove in grado di screditarmi come figura paterna e togliermi di mezzo. Siamo in America, per Dio, e il denaro compra tutto in un’aula di tribunale. Allora perché ha pensato a una pazzia simile?
Afferro finalmente il bicchiere che mi aveva preparato e ne bevo un sorso. Credo che accetterò anche la sigaretta.
Non riesco a trovare la voce per parlare.
Lo fa ancora lei: “Edward, sarà soltanto un matrimonio di facciata. Lei e Charlotte verrete a vivere con me, nel mio appartamento. Adotterò la bambina e la piccola crescerà con tutti i vantaggi e gli agi legati al suo sangue.”
“Sono io il suo sangue.”
“Lo sono anch'io.”
“Non accetterò mai.”
“Allora si prepari a perdere la custodia di sua figlia.”
“Non le credo…”
La vedo abbassare lo sguardo a terra. Si morde di nuovo il labbro e sono certo che lo farà sanguinare ancora. Non so perché mi verrebbe voglia di fermarla dal farsi male. Qualcosa in questa donna mi affascina al punto che se non fossi così sconvolto e incazzato mi verrebbe voglia di abbracciarla e confortarla.
Se lei non fosse il nemico, mi verrebbe voglia di baciarla e baciarla di brutto.
Ma lei è il nemico e l’unica cosa saggia da fare è, appunto, scappare senza voltarsi indietro.
Finisco il liquore e afferro la lettera:“Non mandi nessuna baby-sitter stasera perché non uscirò di casa. E domani non si aspetti di vedermi qui. Mi licenzio...”
“Cullen... la prego...”
Non le do tempo di continuare che sono fuori dal suo maledetto ufficio.
Salgo in macchina e appoggio la fronte al volante, sul sedile al mio fianco intravedo l’ombra chiara di quella busta maledetta.
Metto in moto e vado al supermercato per comprare un nuovo libro e una piccola torta per Charlotte.
Glielo avevo promesso per festeggiare la fine della scuola materna,
Sono davvero un coglione: da domani la mia vita si trasformerà in un incubo, una squadra di avvocati senza pietà tenterà di strapparmi mia figlia, sono disoccupato e penso a fare festa.
**********
Arrivo a casa e, prima di entrare, respiro profondamente. Una, due, tre volte. Poi apro la porta.
“Papàààààà!”
Come sempre la mia principessa mi corre incontro per farsi prendere in braccio e per farsi baciare e stringere.
“Amore!”
Le faccio vedere il pacchetto avvolto in carta da regalo: “Ho una sorpresa per te...”
Lei si divincola per scendere a terra e avere lo spazio di manovra necessario ad afferrare il pacco.
“Ho comprato anche una torta di fragole”, le dico tenendo il braccio in alto per farla saltellare come un piccolo, adorabile, canguro. “La mangeremo guardando un DVD, ti va?”
“Sì sì sì....”
Mi accuccio e le prendo il viso tra le mani. Ogni volta che la guardo provo sentimenti forti e contrastanti: un amore immenso, il rammarico per l’assenza di una madre, il timore di perderla per qualche ragione, oggi più intenso che mai.
Stasera però c’è qualcosa di più, qualcosa di nuovo che non avevo mai notato, che non sapevo. Charlotte assomiglia in modo impressionante a Isabella e il nodo allo stomaco che mi porto dietro dal nostro colloquio di poco fa si fa più doloroso.
Charlotte è evidentemente una Swan.
“Dammi un bacio!” le dico all’improvviso voltandomi da un lato.
Lei mi afferra per le orecchie, e me ne schiocca uno morbido e bavoso sulla guancia.
“Pungi papà.”mi dice grattandosi il viso.
“Lo so amore, scusa, non ho fatto la barba stamattina.”
Mi rimetto in piedi e vedo lo sguardo di Angela, la nostra baby sitter, che mi fissa con occhi pieni d’amore e altro, che preferisco non catalogare.
Mi fa impressione la cosa, ha malapena diciotto anni, eppure mi guarda in un modo che talvolta mi dà i brividi.
“Che uomo meraviglioso sei Edward...” esala in estasi.
Cerco di fingere di non avere notato il tono da attrice porno: “Grazie Angela. Come è andata oggi pomeriggio con Charlie?”
“Benissimo. È un amore. Si vede che ha preso dal suo papà... A proposito sei stanco? Vuoi che rimanga ad aiutarti per la cena? Vuoi un massaggio? Lo farei volentieri...”
“No, grazie. Sto bene.”
“Magari vuoi un po’ di compagnia...”
“No, davvero, Angela. Grazie. Ora mi farò una doccia e poi io e la principessa passeremo una serata tutta cartoni e torta di fragole.”
La vedo diventare rosso fuoco e deglutire. Ha le pupille dilatate. Forse il particolare della doccia avrei dovuto ometterlo.
“Angela?”
“Eh?”
“Ci vediamo domani...”
“Certo scusa. Buona serata, Edward... se cambi idea chiamami.”
La vedo andar via con passo spedito e per un secondo mi viene da sorridere, perché la sento bofonchiare tra sé e sé, qualcosa su fragole e doccia di poco ortodosso.
Poi prendo Charlie in braccio e me la porto in bagno.Le riempio il lavandino d’acqua e vi sistemo una sedia di fronte in modo che lei possa arrivare a giocarci senza problemi. Infine tiro fuori del sapone. “Lava anche tu la tua bambola mentre papà fa la doccia, va bene?”
“Sìììììì” saltella felice e spensierata, come sempre.
Rosalie era così. Uno spirito libero.
Anche se il nostro amore è durato un battito di ciglia e sono passati ormai tanti anni, mi si stringe il cuore a pensare che non ci sia più, che sia mancata così, per una malattia che l’ha fulminata in pochi mesi e di cui io non sapevo nulla.
So che è folle, ma mi dispiace anche per mia figlia.
Ogni possibilità che poteva avere un giorno di conoscere sua madre è svanita. Verrà il momento in cui vorrà delle risposte che io non sarò in grado di darle perché Rosalie non c’è più e solo lei avrebbe potuto farlo.
Ora, comunque, questo rappresenta l’ultimo dei miei problemi.
Ora devo affrontare la questione Isabella Swan e lo devo fare al più presto.
***************
Come sempre Charlie crolla abbracciata a me, già in pigiama, durante la visione del DVD.
La prendo in braccio e la porto a letto.
Poi torno in sala e, finalmente, apro la maledetta busta bianca.
Quello che vi trovo dentro a momenti non mi fa cadere a terra.
È una lettera scritta da Rosalie, allegata a una copia del testamento e ad alcune foto mie e di Charlie, scattate nelle ultime due settimane. Infine trovo il numero di telefono di Isabella Swan.
Nella lettera, che comprendo subito essere stata scritta qualche giorno prima del suo decesso, Rosalie racconta tutto di noi, tutto di me, e della bambina.
Chiede il nostro perdono e scrive che le siamo mancati da morire.
Racconta dei suoi dubbi e delle sue paure, del suo desiderio di farsi avanti e della decisione di non procedere per paura di un rifiuto.
Chiede alla sua famiglia di prendersi cura di noi, di fare ciò che lei non ha avuto il coraggio di fare, prima per egoismo e poi per vergogna.
Parla di me in termini amorevoli e delicati, con molte frasi in cui mi descrive come il migliore uomo che abbia mai incontrato, come l’amore, all’epoca non riconosciuto, della sua vita.
Devo smettere di leggere per un attimo perché le lacrime mi annebbiano la vista. È una lettera tenere e bellissima che parla di un momento meraviglioso della mia vita.
Anche se per poco tempo, io e Rosalie ci siamo amati e mi si spezza il cuore nel sapere che non c’è più. È stata l’ultima donna con cui sono stato in intimità, l’ultima con cui ho fatto l’amore, la madre di mia figlia e non c’è più.
Mi manca. Forse non lei, ma di certo mi manca una donna, mi manca essere innamorato, mi manca toccare, baciare, essere baciato e abbracciato. Mi manca fare l’amore e fare sesso e ripensare a quei tempi mi fa sentire questa mancanza in modo ancor più lancinante.
Riprendo a leggere e la lettera si fa più strana. La seconda parte è rivolta direttamente alla sorella.
Le chiede di venirci a conoscere e afferma, con certezza, che io posso essere l’uomo giusto per lei.
Le elenca tutti i punti per i quali io sarei il compagno perfetto e, se non fosse una cosa allucinante, mi farebbe persino sorridere.
Come le è venuto in mente di infilare in testa alla sorella un’idea simile? Senza contare che quella l’ha portata a un livello assai più inquietante, facendola diventare una fottutissima proposta di matrimonio?
Comunque la lettera dice che lei sa che all’inizio tenterò di resisterle e che anzi, mi arrabbierò moltissimo, ma le consiglia di non mollare perché è certa che siamo fatti l’uno per l’altra. È sicura che saremo una famiglia perfetta e felice e non si augura di meglio. Afferma che questo è il suo più grande desiderio e spera che un giorno venga realizzato.
Riprendo fiato per qualche minuto poi, quando mi sono calmato, afferro il biglietto da visita e digito il numero.
Il telefono squilla un paio di volte, poi risponde la voce calda e pacata di Isabella. Non so cosa le dirò perché sono ancora sotto choc.
“Sono felice di sentirti...” dice e noto che siamo passati al tu.
“Ho letto.”
“Allora?”
“Mi sembra tutto una follia. Capisco la voglia di conoscere e frequentare Charlie e non mi opporrò a questo, lo giuro, ma il resto... il resto è inaccettabile.”
“Mi porti a cena domani?”
Eh? Ma che... “Non ascolti davvero una parola di ciò che la gente ti dice, vero?”
“Voglio solo una possibilità.”
“Non sono interessato...”
“Non ti piaccio?”
Questa donna sembra più immatura della sorella.
Almeno Rosalie era una ragazzina all’epoca, ma qui stiamo parlando della amministratrice delegata di un’azienda che fattura milioni di dollari. Come fa a non capire?
“Esatto. Non mi piaci. Non mi piace che tu ti voglia intromettere nella mia vita. Non mi piace che tu voglia portarmi via la bambina. Non mi piace che tu voglia entrare nel mio letto con un ricatto. Non mi piace per niente, a essere sincero.”
“Voglio diventare tua moglie, ma non ti obbligherò mai a fare niente che tu non voglia.”
“Ma ti senti? Ti obbligherò a sposarmi, ma non ti obbligherò a fare niente altro… E grazie al cazzo… Isabella! La mia vita non è una fiction. Forse non ti è chiaro chi sono e cosa ho fatto negli ultimi sei anni…”
“Voglio solo starti accanto e aiutarti…”
“Ricattandomi…”
“Dobbiamo parlarne a voce. Ti scongiuro… vieni domani da me… e se proprio non ne vorrai sapere, troveremo un’altra soluzione.”
“Non mi obbligherai a fare niente?”
“Ne parliamo domani…”
Chiudo gli occhi. Che cazzo di male alla testa che ho. Mi sembra di impazzire.
“Va bene...”, mi arrendo
“Dio, come sono contenta! Grazie... grazie di cuore... domani sera ti mando una limo a prenderti....”
Anche no. “Te lo puoi scordare. Dammi l’indirizzo, so guidare...”
“Abito sulla quarantaquattresima, al 3145. Facciamo per cena?”
“E facciamo così.”
“Non te ne pentirai...”
“Ne dubito, ma ho scelta?”
“L’avrai sempre con me...”
Certo. Come no.
“A domani, allora. Buona notte Edward.”
E tu va’ a fare in culo Miss Swan.
Click.
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“Allora senti Angela, non so a che ora tornerò, potrei fare tardi.”
“Posso dormire qui, se serve. Lo faccio volentieri. Domani non ho nemmeno lezione. Ti preparerò la colazione. Te la posso portare a letto.”
Santo il paradiso questa ragazza...
“Rimani pure a dormire, ma non ti preoccupare della colazione.”
“Con chi esci?”
“Un appuntamento di lavoro...”
“Vestito così?”
“Così come?”
“Così! Scusa eh... non mi fraintendere... ma sei troppo... esplicito... cosa penserà questo signore con cui hai appuntamento?”
“Ma se sono in jeans e camicia.”
“Magari chiudi gli ultimi bottoni...”
“Siamo a fine maggio..”
“Va beh... io ti ho avvisato...”
“E comunque è una donna...”
“Cosa? No... Io... no... proprio... ahahahah... cioè io starei qui a guardare Charlie per permettere a te di... ahahahah… ma stiamo scherzando? No caro mio... proprio no... sai che ti dico? Richiama domani e con delle belle scuse pronte... io torno al dormitorio...”
“Angela, che stai dicendo? Sono le sette e mezza... sto per uscire... Isabella mi aspetta...”
“Isabellaaaaaaaaa? No, vabbbèèè io non ho parole...”
Vedo che scatta verso la porta e che la spalanca. “Vergognati!” urla e poi esce come una furia.
Ma che diavolo è successo? Rimango a fissare la porta spalancata.
“Papà? Perché Angela se ne è andata?”
“Le faceva male la pancia.”
“Poverina...”
Poverina un cazzo! Quella mi sente domani! Guarda tu in che situazione mi ha lasciato. Devo trovare una soluzione in tempi da record.
L’unica è... “Amore, vieni qui da papà.”
Prendo in braccio la bambina e le sorrido, tentando di mascherare la tensione che provo: “Ti va di andare a mangiare un boccone a casa di una signora?”
“Una tua amica?”
“Una specie...”
“Una tua fidanzata?”
Colgo un’eccitazione inquietante nella voce di mia figlia e la cosa mi preoccupa.
“Ma no! Che dici? Lo sai che papà non ha tempo per una fidanzata.”
La vedo pensierosa.
“Cosa c’è, amore?”
“Mi piacerebbe avere una mamma un giorno...”
“Tu vorresti...”
“Una mamma...”
Cazzo. Cos’è uno scherzo? Mia figlia mi è sempre sembrata felice, serena. Pensavo di bastarle, e adesso che quella pazza mi viene a tormentare proprio con un discorso simile lei se ne esce con una fantasia così.
Charlie continua: “É carina questa tua amica?”
É carina? Non saprei. Avendola odiata il secondo dopo averla sentita aprire bocca non ci ho fatto nemmeno caso. Certamente ha tutto ciò che serve per farmelo venire duro e sì, è probabile che se non la detestassi sentirei l’esigenza, che ne so, di piegarla in due sulla sua bella scrivania da dirigente per fotterla fino a farle perdere quell’aria da signorina bene con una scopa in culo.
Ma no, non saprei.
“Non me la ricordo bene...”
“Papà, sei gay?”
“Cosa? Chi? ... Ma tu dove hai...? Charlie... chi ti ha messo in testa un’idea simile? E cosa ne sai tu di gay o etero?”
“Cos’è etero?”
“Io sono etero! Ma non è quello il punto. Il punto è che sei piccola per fare certi discorsi. Dove hai sentito una cosa così?”
“Ho sentito Angela che parlava con la sua amica Katy al telefono e le diceva che tu dovevi essere per forza gay visto che non uscivi mai con una donna e che non la volevi. Forse non l’hai capito, ma Angela vuole diventare la tua fidanzata. Comunque l’ho sentita e allora io ho pensato che tu eri un po’ come i papà gay di Lily...”
“I papà gay di chi?”
“Di Lily, la bambina adottata di Modern Family...”
“Ma chi ti fa vedere...Uff, che fatica… lasciamo perdere va...”
“Papà?”
“Sì...”
“Sono stata adottata come Lily? Per quello non ho una mamma?”
“No amore... ti ho fatta io, ti ho fatta tutta io... Li vedi i tuoi capelli chiari? Sono i miei. Le vedi le tue lentiggini? Sono come le mie. E la tua bocca? Mia. I tuoi occhi castani assomigliano invece a quelli che aveva la tua mamma...”
“Allora bisogna trovarla papà...”
Ogni volta che Charlie affronta questo discorso, e per fortuna sono molto poche, mi sento gelare il sangue nelle vene. Ma ora che so che Rosalie non c’è più il groppo alla gola che mi soffoca è così forte da farmi quasi piangere. Prima o poi dovrò parlarle di lei, ma ora devo cambiare discorso.
Subito.
“Allora ti va di incontrare questa mia amica?”
“Ah! Vedi che allora è una tua amica?”
“Sì, ok... certo... Ci prepariamo?”
“Sììììì... Se vuoi portarmi vuol dire che me la vuoi fare conoscere e che è speciale. Lo ha detto Gloria...”
“Ma cosa ne sa Gloria di queste cose?”
“Sua mamma le sta cercando un papà e quindi esce con tanti fidanzati. A proposito, la mamma di Gloria ti piace?”
“Charlie...”
“Tu a lei piaci, me lo ha detto Gloria. E se sposi lei noi diventiamo sorelle.”
“Ma io voglio solo te! Su via... mettiamo un bel vestitino e delle scarpine carine e andiamo... Quante volte te lo devo ripetere che sei tu l’amore della mia vita, eh?”
La vedo sorridere come solo lei sa fare, illuminando tutta la nostra piccola sala.
“Papi, se anche questa tua amica non ti vuole, quando divento grande ti sposo io!!!”
La osservo mentre corre verso la sua cameretta e le vado dietro.
Sarà una serata molto difficile.
***************
Mentre saliamo al trentasettesimo piano di questo elegantissimo palazzo ho tutto il tempo per agitarmi ancora di più.
“Hai visto il signore in divisa all’ingresso? Era un capitano, papà?”
“Era un portiere...”
“Noi non ne abbiamo uno...”
“No...”
“Come mai c’era una fontana nell’atrio?”
“Perché sono dei fottutiss... dei fortunatissimi inquilini, amore...”
“Questo ascensore è grandissimo... che bello...”
La vedo correre lungo le diagonali di questa cabina, che è effettivamente esagerata, mentre si spia lungo le pareti a specchio. Lascerà aloni dappertutto con le sue manine. Di sicuro Mister simpatia all’ingresso si incazzerà come una biscia quando lo noterà.
Scuoto il capo e sorrido: non c’entriamo davvero niente io e Charlie in un posto come questo. La mia unica speranza è che la signorina Swan se ne renda conto velocemente e ripensi con maggiore lucidità a ciò che crede di volere.
Finalmente arriviamo al suo piano e quando le porte si aprono per poco non cado all’indietro.
Lei ci sta aspettando nel corridoio, con un meraviglioso sorriso sulle labbra, vestita da una tuta bianca, che la fascia in modo delizioso, e con il viso struccato. Non sembra la stessa donna dall’aspetto austero e severo che ho visto in ufficio. Questa è una visione.
Si accovaccia e Charlotte le va incontro con una naturalezza che lascia entrambi stupiti.
“Sei bellissima…”, sussurra Isabella abbracciandola forte e la bambina ricambia chiudendo gli occhi, lasciandomi qui, immobile senza sapere cosa fare o dire perché lei non dà mai questa confidenza agli estranei.
Mai.
Dopo un lungo minuto, per me imbarazzante, finalmente le due si alzano.
“Grazie per averla portata!”, dice rivolta verso di me.
La interrompo perché solo ora realizzo che Isabella non è affatto stupita dal non vedermi da solo: “Ma come facevi a sapere…”
“John, il portiere, ha annunciato il vostro arrivo.” Lo dice con un adorabile sorriso. È bellissima.
Un momento. Fermi tutti.
Ho pensato adorabile? Adorabile e bellissima?
Non va bene per niente. Mi devo controllare o qui va a finire malissimo.
Lei è il nemico. Lei ti sta ricattando. Ricordalo Edward.
“Entriamo.” ci invita con un gesto della mano, rimettendosi in piedi e facendo strada.
L’ingresso dell’appartamento di Isabella è immenso. Saranno cento metri quadri pavimentati in marmo bianco e... vuoti.
Charlie si guarda in giro con la bocca spalancata.
“Seguitemi”, ci dice ancora, “stavo per telefonare in un pizzeria per ordinare da mangiare. Non sono molto brava ai fornelli”, mi guarda arrossendo di nuovo, “ma posso imparare”, conclude sottovoce.
Si volta e si piega per prendere il cellulare da un tavolino.
Cazzo, questo è il nemico con il più bel culo che abbia mai visto!
“Come la vuoi?”
“Eh?”
“Come vuoi la pizza?”
“Ah, scusa… Con la salsiccia per me e per Charlie con il prosciutto cotto.”
“Mmmhhh... la salsiccia…”
Mio Dio, perché geme sulla salsiccia? Sta forse cercando di farmi impazzire? Cazzo quanto è subdola questa donna!
“Mi piace da morire, la salsiccia”, continua machiavellica, “la prendo anche io! Beviamo birra?”
Onestamente la facevo più tipo da ostriche e champagne. Mi sta confondendo.
“Sì. La birra va bene.”
“Perfetto. Saranno qui in mezz’oretta. Venite, prima di andare in cucina a preparare la tavola voglio fare vedere una cosa a Charlie…”
La bambina la segue saltellando. La traditrice!
Arriviamo in una stanza enorme dalle pareti color verde smeraldo, lungo di esse giocattoli, un’infinità di giocattoli, al centro un grande letto circolare, dalla forma stilizzata di un sole. Di fronte uno schermo da un triliardo di pollici che sembra lo schermo di un cinema, e a fianco scaffali pieni di libri e DVD. Siamo a Disneyland e mia figlia è in estasi come non mai.
Eccola! Pericolosa e subdola. Tutta carinerie e moine, sorrisi e rossori, e nel frattempo usa l’artiglieria pesante con Charlie. Chi si crede di essere? Mi prende per cretino? È così sicura di sé da avere già preparato una camera alla bambina?
La prendo per una mano e la strattono verso di me: “Ti devo parlare un attimo.” Cerco di trattenere la rabbia che sta montando lentamente ma inesorabilmente.
“Dimmi.”
“Da soli.”
“E Charlie?”
“Mettile su Frozen. Rimarrà inchiodata qui per tutta la durata del film. Al massimo canterà accompagnando Elsa, ma non si muoverà da questa stanza.”
Anzi c’è la possibilità reale che non la voglia abbandonare mai più, maledizione a questa donna e ai suoi trucchetti.
“Va… va bene.”
Isabella fa come le dico e poi mi raggiunge.
Io tento di dare un tono sereno alla mia voce mentre parlo con mia figlia: “Io e Isabella andiamo a preparare la tavola. Tu aspettaci qui, ok?”
Charlie annuisce, già ipnotizzata dalla prime battute del suo cartone animato preferito.
Ci allontaniamo quel tanto da farmi essere sicuro che lei non ci sentirà. Poi spingo Isabella contro il muro e scendo per fissarla dritto negli occhi.
Dio, che profumo e che bocca…
No, cazzo!
Devo essere implacabile o questa donna mi fotterà per bene.
“Cosa c’è?” mi chiede.
“Dimmelo tu cosa c’è? Cosa significa quella camera?”
“È per Charlie…”
“Oh, davvero? E perché?”
“Per quando...”
“O tu sei davvero fuori di testa oppure sei la persona più narcisista che esista al mondo. Avevi detto che ne avremmo discusso, cazzo!”
Mi sta fissando le labbra e il suo petto si muove su e giù, al ritmo del suo respiro affannato.
“Scusa.”, dice alla fine.
“Isabella io posso anche scusarti, ma non puoi fare così. Devi dirle che quella è la camera di una tua nipote o qualcosa di simile. Non illuderla ti prego.”
Continua a fissarmi le labbra. “Tutto quello che vuoi. Andrò con calma, lo giuro.”
Il secondo dopo la sua lingua mi entra in bocca e le sue dita si infilano prepotenti tra i miei capelli. Quello successivo ho il suo piccolo corpo in braccio, intrappolato tra me e il muro. Lei geme nella mia bocca io cerco di non venire nei pantaloni, ma è molto difficile.
Quando il suono del campanello ci avvisa che è arrivato il fattorino con le pizze, siamo ancora incollati a quel muro che ci baciamo e ci strusciamo come se davvero stessimo facendo del grandissimo sesso. E sarà forse perché sono sei anni che non tocco una donna, sarà perché sono stremato e traumatizzato dagli ultimi eventi, ma non penso di essere mai stato così eccitato in vita mia.
“Edward…”ansima lei.
“Sì…” le lecco il collo.
“La salsiccia si raffredda…”
“Dubito fortemente…"
“Parlo della pizza…”
La lascio andare piano, ancora stravolto da ciò che è appena successo, facendo un passo all’indietro e cercando di aggiustare il missile terra aria che preme nei miei pantaloni. Mentre lei sistema la t-shirt bianca che inavvertitamente è salita fino a scoprirle la base del seno.
“Questa cosa non significa niente. Dobbiamo ancora parlare.” le dico con il fiato corto.
“Mi sembra giusto”, risponde.
È davvero subdola, penso, finge di essere arrendevole per farmi abbassare la guardia. Ma io sono più furbo di lei.
Lei si volta, e mi sorride ancora.
“Mi sembra un sogno avervi qui”, sussurra.
Tu lo sei, penso.
Poi penso d’essere stato appena fottuto.
E questi due pensieri fanno sorridere me di rimando.
Curioso.
************
Quando esco da casa di Isabella, Charlotte dorme tra le mie braccia e il mio cuore è molto più leggero, se non fosse che batte più velocemente di quanto abbia mai fatto mentre la saluto con un casto bacio sulla guancia.
“Davvero non vuoi fermarti a dormire qui? Ho quattro camere per gli ospiti e questa casa è così grande e vuota...”
“È meglio così, credimi.”
Dopo quel bacio scambiato di nascosto in corridoio non eravamo più caduti in tentazione e mentre Charlotte finiva di guardare il suo DVD nella grande stanza verde, avevamo in effetti parlato.
Isabella mi aveva raccontato la sua storia. Aveva detto di voler essere completamente sincera con me, perché l’essere stata così aggressiva la sera prima l’aveva fatta sentire malissimo.
Mi aveva raccontato che dopo la morte della sorella era rimasta sola al mondo. Che il suo desiderio di sposarmi non aveva solo a che fare con la lettera di Rosalie e nemmeno soltanto con il fatto che Charlotte rappresentasse l’ultima persona legata a lei per sangue. La verità era che Isabella aveva bisogno di un uomo al suo fianco, e velocemente, per convincere gli azionisti che la situazione dell’azienda si sarebbe stabilizzata.
“Rosalie era fidanzata con Royce King, un bastardo che si è insinuato nella nostra azienda e ci ha portate sul lastrico. Gli investitori non si fidano più delle sorelle Swan o di ciò che rimane di loro e tu sei un uomo nuovo. Sei brillante. Ti mancano solo due esami alla laurea e sarai dottore in economia. Ho bisogno di qualcosa che spinga gli azionisti a credere in me. L’essere una donna sola non mi aiuta per niente e la situazione sta precipitando di ora in ora. Ho bisogno di un gesto forte, d’impatto, simbolico, che possa invertire questa tendenza. E quando Rosalie mi ha detto di Charlie ho deciso.
Sarei diventata la signora Cullen, moglie e madre, e donna d’affari. Un matrimonio con un esperto in investimenti e acquisizioni era quello che mi ci voleva. Tu eri il miracolo che aspettavo. Il padre di mia nipote, un uomo onesto e intelligente. Avevo un bisogno disperato di te e mi sono buttata a capofitto in questa idea folle.”
Aveva fatto un pausa, poi aveva ripreso a parlare guardando a terra: “Ti chiedo scusa. Mi vergogno infinitamente di ciò che ho fatto e ho paura che tu non mi guarderai mai come una donna della quale potresti innamorarti. Ho paura che non ti fiderai mai di me. Solo ora mi rendo conto di come abbia potuto suonare la mia proposta alle tue orecchie e mi sento male solo a pensarci. La tua reazione mi ha fatto anche capire che uomo speciale tu sia. Non te ne frega nulla dei miei soldi..."
“No. Non me ne frega nulla."
Aveva il viso rosso come il fuoco.
“Ti faccio orrore, vero?”
“Direi di no...”
“Sai una cosa?” aveva continuato a parlare senza guardarmi.
“Dimmi.”
“Anche se mi vergogno, sono contenta d’essere venuta a conoscerti. L’unico mio rammarico è di averlo fatto nel modo più sbagliato possibile. Perché, per ironia della sorte, mi piaci sul serio da morire. Non ho mai sentito un’attrazione così forte e immediata per un uomo. Mai. Quindi la mia proposta non ha davvero senso ora.”
“Perché?”
Aveva alzato lo sguardo su di me: “Perché non esiste che io diventi la signora Cullen e mi trattenga dal volerti il secondo dopo avere detto sì...”
Poi aveva di nuovo guardato le mie labbra, come prima in quel corridoio, e mi aveva raggiunto sedendosi su di me a cavalcioni.
Mi aveva di nuovo baciato così, all’improvviso, facendomi impazzire.
“Mettiamo che io accetti...” avevo ansimato nella sua bocca confuso ed eccitato “Sai che non ho alcuna esperienza in un ruolo così importante, perché vuoi rischiare con me?”
“Sei la persona più affidabile e forte che conosca. Tutto mi dice che ho ragione. Come hai gestito la situazione di Charlie, come ti muovi in azienda, la tua intelligenza, la tua onestà. Mi sono informata, tutti dicono che sei un cavallo su cui puntare, metaforicamente parlando intendo. E io sarò sempre con te.”
“Quindi? Il tuo piano quale sarebbe?”
“Se vorrai ci sposeremo tra un mese. Divento la signora Cullen. Ti laurei e mi aiuti a gestire l’azienda. Se la cosa non dovesse funzionare potrai tirarti indietro quando vuoi. Nel caso, l’unica cosa che ti chiedo è di non allontanarmi da Charlie.”
“Dovrò venire a letto con te?” Le avevo sussurrato in bocca, spingendo verso l’alto la mia erezione contro di lei.
“Ovviamente. E molto spesso.” Aveva risposto in un gemito spingendo con il bacino verso il basso, chiudendo gli occhi, già persa in scenari che riguardavano noi due senza vestiti in un letto.
La voglia di prenderla lì, in quella sala e in quel momento era stata quasi insopportabile, ma poi avevo pensato alla mia Charlie, che dormiva a pochi metri da noi. Non dovevo agire d’impulso. Dovevo pensarci bene. Dovevo ponderare. E per farlo non potevo avere questa donna vicino.
Avevo alla fine staccato le mie labbra dalle sue. Ero tornato serio.
“Posso pensarci qualche giorno?”
“Certamente.”
“Se rifiuto, tenterai di portarmi via la bambina?”
“No. Non avrei mai il coraggio di fare una cosa simile.”
Mi ero reso conto che le credevo e anche se tutto sembrava una follia, stavo pensando seriamente di accettare
Prima di entrare in ascensore mi ero voltato verso di lei: “Ti va di uscire domani sera a cena ? Solo noi due?”
Era diventata viola.
“Un appuntamento?”
“Sì. Un appuntamento. Se dobbiamo conoscerci per decidere il da farsi, come minimo dobbiamo frequentarci e parlare ancora un po, giusto?”
Quando le porte dell’ascensore si erano chiuse avevo visto la mia immagine riflessa nella parete a specchio. Ed era l’immagine di un volto che sorrideva.
***************
Mi guardo allo specchio pronto a uscire. “Non me la farò. Resisterò. Non è che sia una donna irresistibile. Mi piace, ma non più di altre che ho incontrato in passato. Questa volta manterrò il controllo.”
Il mio riflesso mi osserva severo. “Non è vero... te la saresti fatta dal primo momento in cui l’hai vista nel suo ufficio. Ieri è mancato un soffio che te la scopassi prima nel corridoio e poi in sala. Ti piace da morire.”
“Non è il mio tipo. Troppo secca. Troppo timida.”
“Già. E ieri notte le hai succhiato le tonsille mentre ti dimenavi contro di lei per pietà.”
“Non vedo una donna da sei anni, direi che una momentanea perdita di controllo ci stava. Poteva accadere con chiunque.”
“Infatti tra le decine di donne che ci hanno provato negli ultimi sei anni è un caso che questa tu non riesca a controllarti intorno a questa.”
Scuoto il capo. Questo scambio di battute con me stesso allo specchio non porta da nessuna parte, anche se so che il mio riflesso non ha tutti i torti. In questi anni ho deviato da ogni possibile situazione che coinvolgesse del sesso o similari e me ne sono capitate a decine di donne diciamo... volenterose. Senza contare la battaglia quotidiana con la povera Angela. Mentre per quanto io voglia scappare il più lontano possibile da Isabella, alla fine ne sono attratto da morire.
Che tradotto significa che la cavalcherei come una puledra per ore e ore, se non fosse chi è.
Il campanello trilla e vado ad aprire.
“Buonasera signor Cullen.”
Angela entra con sguardo severo. È ancora incazzata nera. Mi darà del lei fino a quando non le sarà passata, come sempre.
“Ciao Ang, sono contento di rivederti...”
“Ah, davvero?”
“Sì, davvero.”
“Mh. Con chi usciamo stasera?”
“Con un amico.”
“Cooooosa?”
Forse questa bugia non è la migliore da raccontare, ma è ciò che ho detto a Charlie oggi per non illuderla troppo.
“Un amico.”
“Che io sappia lei non ha amici, Cullen. Tutto lavoro e casa, casa e lavoro... ma da ieri... le cose stanno cambiando velocemente vedo!” Lo dice con il tono acido di una moglie iper critica.
“É per lavoro, Angela.”
“Ohhhh! Ma quanto lavoriamo in questi giorni! Forse dovrei chiederle un aumento!”
“O forse potrei fare venire Lauren al posto tuo da domani!” le rispondo, sapendo che ventilando questa ipotesi la smetterà di rompere e mi lascerà uscire.
“Non lo dica nemmeno per scherzo!”, urla istericamente, “Quella ragazza non sa stare dietro ai bambini. L’anno scorso si è proposta solo perché voleva venire a letto con Lei, ‘sta zoccola! Si ricorda come si era presentata qui? In top e shorts!”
“Pure tu Angela...”
Diventa rossa rossa e i suoi occhi si fanno dolci.
Ci siamo, la iena sta per lasciare il posto al cucciolo innamorato.
“Se lo ricorda allora...”
“Certo.”
“Mi stavano bene quei pantaloncini, vero? Anche perché ho le gambe lunghe e sottili IO! Lauren invece...”
Lauren invece ha una terza che punta su Marte, e quel top mi ha confuso non poco durante il colloquio, così come quella bocca rosso fuoco pronta a darmi una lezione pratica sul processo di suzione, a dimostrazione del fatto che lei di bambini piccoli se ne intendeva.
Ho scelto Angela perché mi sembrava innocua e perché, malgrado le sue stranezze, sapevo che era una ragazza per bene. Se avessi immaginato che si sarebbe trasformata in una costante spina nel fianco avrei corso il rischio di subire un’aggressione sessuale dalla procace e volenterosa Lauren.
Ma torniamo al mio appuntamento per il quale vorrei arrivare puntuale.
“Quella sera stavi benissimo, Ang. Una dea.”
“Oddio, grazie!”
“Di niente. È la verità. Comunque...” guardo l’orologio con sguardo leggermente annoiato “John mi aspetta, devo andare. Tornerò verso mezzanotte, per te va bene?”
“Benissimo.”
“Hai chi ti può venire a prendere?”
“In effetti sì.” Mi dice trionfante.
“Bene.”
“Non mi chiedi chi è?”
Oh santa pazienza!
“Chi è, Angela?”
“É Ben, un mio compagno di università... ci frequentiamo da un po’.”
“Eccellente...”
“Come? Nemmeno un po’ preoccupato? Geloso?”
“Un pochino sì. Ma non sono così egoista da non sentirmi felice per te.”
“Che uomo meraviglioso...”
“Sono molto contento che ti piaccia così tanto...”
“Non lui...”
“Ah. Beh... si è fatto tardi. Ci vediamo dopo. Passa una buona serata e se hai bisogno il mio numero ce l’hai.”
***************
In macchina sono nervoso come una bestia. Sto per uscire con la donna che vuole sposarmi e allevare con me mia figlia. La sorella di Rosalie. La zia di Charlie. Colei che ha minacciato di portarmi via la bambina il secondo dopo essersi presentata. La miliardaria dalle gambe più sexy che abbia mai visto e un culo che parla tre lingue. E la bocca? Diciamolo, quella bocca sembra stata creata appositamente per...
No! No! No! Devo smetterla di pensare con il mio povero triste e trascurato uccello.
Mi guardo tra le gambe: “Se ci salviamo da Isabella Swan ti giuro che te ne trovo una che ti spolpi di attenzioni ok?”
Sto parlando con il mio pisello, ma la cosa ancora più grave è che lui mi sta rispondendo: “Non cercarne un’altra. Mi va benissimo questa.”
Che bastardo traditore!
Arrivo sotto casa di Isabella che l’idea dell’appuntamento mi sembra ormai una stronzata.
Di cosa possiamo parlare? Siamo due estranei.
Al massimo la farò incazzare perché tenterò ancora una volta di farla ragionare o metterò in dubbio le sue motivazioni.
Quando esce dall’elegante edificio, il sangue che prima circolava regolarmente nel mio corpo abbandona gli arti e il tronco. per dirigersi tra le mie gambe. Tutto in lei grida “scopami!”
Guardatela lì in jeans e camicetta bianca, quanto è scorretta!
Entra in macchina con un sorriso, si avvicina e profuma di un qualche cazzo di fiore delicatissimo e buonissimo e penso a come deve essere tenerla tra le braccia ed essere avvolti da questo aroma delizioso, mentre con il mio pistone idraulico le faccio gridare il mio nome
No!
No! No!
Concentrazione. Cena. Due chiacchiere. Si cerca di trovare una soluzione sensata e via.
Mi bacia sulla guancia con il tocco leggerissimo di quelle labbra morbide e polpose e io rimango arpionato al volante perché se lo lasciassi ora finiremmo in un secondo sui sedili di dietro.
Sento la sua voce armonica e cristallina. “Dove mi vuoi portare?”
“A letto.”
“Cosa?”
“Stavo dicendo che ho letto di questo ristorante indiano, dove fanno piatti buonissimi! Ti piace l’indiano?”
“Mi piace da morire!”
“Bene.”
******************
“Sto per scoppiare!” ride lanciando indietro la testa, esponendo il suo collo lungo e quei seni, in mezzo ai quali si muove suggestivo un piccolo ciondolo in oro e brillanti.
“Penso che in questo corpo non potrebbe più entrare nemmeno uno spillo a questo punto.”, continua e io, per la milionesima volta lungo la serata, ho in mente che le vorrei entrare dentro con la mazza da baseball che ho tra le gambe, altro che spillo.
Forse non mi rendo conto del fatto che la sto fissando in modo aperto e di certo sofferente, visto che sono seduto al tavolo da due ore con un’erezione continua intrappolata nei pantaloni.
Smette di ridere e torna seria. Mi prende le mani tra le sue e mi guarda con quegli occhi così grandi e dolci.
“Lo senti anche tu? Lo so che è pazzesco, ma lo senti anche tu, vero? Rosalie aveva ragione.”
Chiudo gli occhi e annuisco.
La serata è stata favolosa, mi ha raccontato di sé, delle sue passioni. Ho scoperto che le piace leggere, scrivere, Adora viaggiare, adora la musica anni novanta come me. Ama i bambini e ne vorrebbe avere dieci. Odia fare sport, ma ama stare nella natura. È la mia anima gemella.
Anche io mi sono aperto con lei. Mi ha chiesto un sacco di cose sulla bambina, e le ho raccontato quello che io e Charlie facciamo insieme, come a lei piaccia andare in ogni maledetto parco a tema e come adori Disneyland. Le ho detto della mia passione per il piano e la chitarra, di come io abbia composto di mio pugno alcune ninna nanne per la bambina e lei le ha volute ascoltare. Di solito mi vergogno di farle sentire ad estranei, ma con lei è stato facile. È stato naturale. Ho preso il cellulare e le ho messo le cuffiette. Mentre le ascoltava aveva gli occhi lucidi e la voglia che ho sentito di baciarla in quel momento si è fatta ingestibile. Sono dovuto scappare in bagno per calmarmi.
Questa donna mi piace da impazzire.
“Sì, lo sento anche io”, le rispondo onestamente. Sento anche io la tensione e il calore tra di noi. Sento che solo con i nostri pensieri potremmo dare fuoco al locale.
“Resta con me questa notte...” sussurra fissandomi negli occhi.
“È l’ultimo favore che ti chiedo, poi potrai decidere cosa fare di noi...”
“Non posso... io... devo tornare a casa... Charlie...”
Diventa rossa come il fuoco e posso davvero sentire quanto è mortificata.
“Sarei davvero una madre orribile... Non ho pensato a Charlie...”
“Non ti scusare. Questa è la mia vita, identica a se stessa da anni. Per te è tutto nuovo, ma ti abituerai, ne sono sicuro...”
La vedo trattenere il fiato e mi rendo solo conto ora delle sottesa implicazione che si può leggere nella mia ultima frase.
Ma prima di fustigarmi con l’ennesima sega mentale che mi verrebbe da farmi per ciò che ho appena detto, parlo ancora: “Vieni tu da me.”
“Davvero?”
“Sì.” Mi alzo e la trascino con me fuori dal locale. Per quanto presto arriveremo a casa, non sarà mai abbastanza.
*****************
Sono di fronte alla porta d’ingresso, agitato come uno studente dell’ultimo anno delle superiori alla sera del ballo di fine anno, quello in cui ci si organizza per perdere la verginità. Che poi per me più o meno a questo punto è la stessa cosa.
Comunque la guardo e so che lo devo fare ora, prima di entrare in casa, prima che il coraggio mi abbandoni, prima che il mio cervello ricominci a mettere in dubbio tutto quanto.
Mi avvicino lentamente, come nei film. Prima le fisso gli occhi e poi le labbra, poi di nuovo gli occhi e anche lei sa che sta per accadere e chiude le palpebre, pronta, disponibile.
“Ah Ahhhhhh! Lo sapevooooo! Appuntamento di lavoro sto gran cippone caro Cullen! Chi è questa? Eh? Eh? Eh? E ha il coraggio di portarsela in casa!”
Siamo passati al lei. È di nuovo incazzata nera. Maledizione a me che non ho pensato ad Angela!
“Shhh... Angela!”
“Non mi faccia Shhh....”
“Sveglierai la bambina...”
“Adesso se ne preoccupa? Ma se stava pensando di fornicare sotto lo stesso tetto della innocente creatura! Vergogna! Comunque non ha risposto alla mia domanda! Chi sarebbe la signorina qui? John? Non mi sembra affatto un John!”
Isabella allunga la mano e la guarda dritta negli occhi.
“Sono Isabella Swan! La fidanzata di Edward!”
Angela inizia a ridere istericamente e a tossire ad alta voce. Le luci del patio alla nostra destra si accendono, così come quelle alla nostra sinistra e poi quelle del dirimpettaio. Tutto il vicinato è fuori.
Non ci possono credere, per anni hanno tentato di capire che tipo di uomo fossi. Si sono sprecate le illazioni su di me: ero il padre single che aveva rifiutato le proposte romantiche di tutte le donne del vicinato e questa cosa non era normale; allora hanno pensato che fossi omosessuale e si sono fatti avanti tutti i gay della zona.
E ora dal nulla una fidanzata. ufficiale. Anche in quel caso nulla e allora hanno iniziato a sospettare che avessi una doppia vita. Frequentassi locali poco raccomandabili in cui, probabilmente , davo sfogo a tendenze non convenzionali.
I miei vicini quindi non nascondono la loro eccitazione nel sentire la notizia del presunto fidanzamento. Specialmente i padri e i mariti di quelle che, nemmeno tanto discretamente, si erano interessate al mio “caso.”
“Co...come? Fidanzata? Ti sposi? Quando?” sussurra Angela lasciandosi cadere drammaticamente tra le mie braccia come una damina ottocentesca stressata da emozioni troppo forti.
Isabella compare da dietro con un’espressione divertita e soddisfatta: “Ci sposiamo tra un mese. Tu sei invitata.”
“Oh mio Dio...” chiude gli occhi mentre sento, alle mie spalle, un grido bestiale, questa volta maschile.
“Levale le mani di dosso! Porcooooo!”
Quell’urlo fa uscire di casa anche le sorelle gemelle completamente sorde a tre isolati da qui. Cerco di sistemare Angela a terra senza farle male, per capire che sta succedendo, ma un pugno in pieno viso mi colpisce e mi stende.
*************************
“Ha mosso le palpebre...”
“Papi!”
“Mi scusi Cullen...”
“Zitto Ben! Sei un mostro!”
“Papi!”
“Edward... apri gli occhi ti prego...”
“Mi scusi signore, io non pensavo...”
“Cosa non pensavi!? È finita tra noi!”
“No Angy!”
“Ve ne volete andare per favore?”
“Io il mio Edward con lei non lo lascio.”
“Vai pure Angela, hai sentito che è la fidanzata di papi...”
“Tu quoque, Charlie...”
Sento singhiozzi scomposti e poi finalmente rumori che indicano chiaramente che i due, Angela e il mio aggressore, se ne stanno andando.
Continuo a tenere gli occhi chiusi.
Qualche istante dopo siamo soli noi tre.
“Davvero sei la sua fidanzata?”
“No, Charlie. Non so perché l’ho detto, ti chiedo scusa.”
“Ti piace il mio papà?
“Molto.”
“Allora magari potremmo fare in modo che diventi vero.”
Sento la risata di Isabella, calda e cristallina.
Sbircio con gli occhi ancora semichiusi. La vedo tenere in braccio Charlie e dondolarla sulle ginocchia.
“Dici?” le chiede con tono leggero e Charlotte fa sì con la testa.
“Allora proverò a farlo innamorare di me.”
“E se non si innamora?”
“Se non si innamora noi due comunque resteremo sempre super amiche, ti va?”
“Sì.”
“Affare fatto.”
Non ho parole. Le mie donne che complottano di fianco al mio corpo esanime e in fin di vita.
Almeno Angela si preoccupava per me. Sto rivalutando la ragazza e la sua affezione.
Apro gli occhi e le fisso. Isabella diventa rossa come il fuoco, Charlie mi guarda in modo strano.
“Edward!!”
“Papà”
Gridano insieme. “Ti sei svegliato? Come stai? Stavamo per chiamare l’ospedale.”
Ehhhh! Ho visto come stavano per farlo! Sarei potuto morire mentre loro chiacchieravano di me e di come incastrarmi!
Le guardo in cagnesco, ma loro non colgono la mia acredine.
“Papi, Isa dormirà qui per vedere che tu stia bene. Ha detto che se vomiti ti porta all’ospedale, ma crede che non sia niente.”
Isabella si avvicina e mi sorride. Poi scende a sussurrarmi in un orecchio “Cosa non si inventerebbero gli uomini per farti dormire con loro. Ci sei riuscito Cullen. Ma sarei venuta con te anche senza tutta questa scena, pensavo l’avessi capito.”
“Ahia.”
“Ti fa male la testa?”
No, quella cosa dura che non uso da sei anni, nelle mutande.
“Prendi questo. Ti farà bene. È un antidolorifico. Ora ti porto a letto e ti faccio un bel massaggio rilassante.”
Brava. Poi ti mostro dove.
Mi aiuta ad alzarmi e mi porta in camera mia. Mi fa sdraiare a letto e mi dà un bacio veloce sullo zigomo ferito “Sei molto sexy così... ferito... Mi fai venire voglia di curarti a modo mio...” Mi fa l’occhiolino. “Vado a mettere a dormire la bambina e torno qui da te. Non ti addormentare. Stasera ho il dovere di tenerti sveglio per vedere se vi è un trauma cranico. E farò di tutto per riuscirci, Cullen. Di tutto.”
“Ahia.”
“Ancora la testa?”
Sì, come no.
*********************
Isabella ha preso estremamente sul serio il compito di tenermi sveglio tutta la notte per monitorare un eventuale trauma cranico. Io ho simulato un minimo di resistenza solo per educazione, ma di fronte alla scienza ho ceduto.
Lei è una donna estremamente colta e piena di interessi e mi ha informato del fatto che le endorfine prodotte naturalmente dal nostro corpo sono un antidolorifico potentissimo. Lo ha fatto mentre sbottonava lentamente i bottoni della sua camicia esponendo i seni sodi e perfetti, avvolti in piazzo bianco.
Mi ha spiegato, mentre si sfilava i jeans e si avvicinava a me, che quelle prodotte durante l’attività sessuale sono paragonabili alla migliore e più euforizzante delle droghe.
Mentre poi mi aiutava a spogliarmi e a sdraiarmi sulla schiena, affermando che ci teneva particolarmente al mio benessere e che per questa notte avrebbe fatto lei, ha concluso che le endorfine da orgasmo non hanno eguali in natura.
Poi per provarmi che aveva ancora una volta ragione, e su più livelli, mi ha baciato dal collo fino al mio sesso ormai allo stremo delle forze da quanto era dolorosamente duro. E lo ha preso in bocca. Tutto. Fino alla fine.
Sono durato meno di due minuti e per l’umiliazione a momenti non piangevo.
Ma lei, ancora una volta, ha dimostrato quanto la sua saggezza sia superiore alla mia.
“Credi nelle seconde occasioni?” Mi ha chiesto mentre sdraiata sotto di me, apriva le gambe per accogliermi ancora, questa volta dentro di lei completamente.
“Sì.” le ho risposto
Ha chiuso gli occhi e si è inarcata permettendomi di penetrarla in profondità.
“Oh sì...” ha sussurrato con il fiato spezzato mentre gli occhi le roteavano all’indietro, “anch'io.”
Poi per dimostrarle che non ero un egoista, come poteva aver pensato durante il brevissimo momento di sesso orale, mi sono caricato una delle sue belle gambe in spalla, lo aperta in due e le ho fatto capire che anche io potevo essere un eccellente donatore di endorfine.
Abbiamo passato tutta la notte a dimostrare che pure le terze e quarte occasioni non sono affatto male e mai nella mia vita avevo scambiato così tante endorfine tutte insieme.
La mattina dopo tutto era chiaro.
Il pugno di Ben non aveva causato alcun trauma cranico.
Il sesso con Isabella era stata un’esperienza al limite del trascendentale.
Ero chiaramente diventato un fan delle seconde occasioni.
Mai nella vita ero stato più felice di cedere a un compromesso.
Avevo scoperto che esiste il colpo di fulmine.
Avevo scoperto che esiste anche l’orgasmo multiplo maschile.
E che la leggenda dell’anima gemella aveva assolutamente fondamento.
Avevo deciso: avrei sposato Isabella Swan e avrei fatto in modo che fosse per sempre.
Mi ero innamorato perdutamente della mia peggior nemica, e non l’avrei lasciata scappare per niente al mondo.
FINE.
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Potete votare nei commenti, dando un voto da 1 a 5, in ogni storia, per le seguenti categorie:
MIGLIOR EDWARD-
MIGLIOR BELLA -
MIGLIOR FIGLIO -
PAPA' PIU' SEXY (DILF) -
STORIA PIU' HOT -
STORIA PIU' DIVERTENTE -
STORIA PIU' ROMANTICA -
STORIA PIU' DRAMMATICA -
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -
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Anche di questa credo di aver individuato l'autrice. Altra bellissima storia, divertente la parte della loro prima notte. Un altro Edward ben caratterizzato, pronto a difendere con le unghie e con i denti la figlia e il loro rapporto. Anche questa storia ha una bella trama, anche se l'happy end era abbastanza prevedibile, quello che mi ha piacevolmente sorpreso è stato il cambiamento di Bella, all'inizio leone e poi agnello.
RispondiEliminaHHAAHAHAHAHAHAHAHAHHAH!!! Questa è esilarante!!!
RispondiEliminaInizia con un tomo drammatico e le premesse, ossia la morte prematura di Rosalie e la scelta particolare a cui Edward è sottoposto fanno credere che l'angst la farà da padrone, ma già alla comparsa di Angela, si inizia a sorridere! L'intera trattativa con Isabella poi diventa un'altalena di sessualità inespressa ed espressa, molto coinvolgente. L'ultimo pezzo è spassoso!!! Ci sono delle frasi che mi hanno fatta cappottare!
E' inutile negarlo, questa storia è assolutamente la roba che piace a me!
Molto, molto carina! Deliziosa come un cupcake!
Bravissima!
-Sparv-
Bravissima, questa storia è un po' triste all'inizio, ma poi diventa divertente, coinvolgente e alla fine olèèèè! Bravissima davvero!
RispondiEliminaÈ vero. Questa storia inizia con toni cupi per poi prendere un'altra piega, mano a mano che il povero Edward si ritrova a frequentare l'intraprendente signorina Swan. Il mio personaggio preferito però è stato quello di Angela. Mi sono decisamente identificata in lei e nella sua sofferenza!!! Forse mi sarebbe piaciuto vedere sviluppata completamente la trama del ricatto con un personaggio femminile autenticamente bastardo. Per una long ci potrebbe stare. Pensaci! Nel frattempo brava per avere partecipato! Cristina.
RispondiEliminaOh anche questa è bellissima...
RispondiEliminaL'inizio non prometteva bene, nel senso che era abbastanza triste ma poi... WOW
Angela spassosissima, Edward e Bella che prima si "scontrano" e poi si "incontrano" e come s'incontrano bene... anche se avrei fatto penare un pò di più il nostro papà ma capisco che il contesto della OS non permette molte cose.
Mi piace, mi piace davvero.
Grazie per aver partecipato.
Un Bacio
JB
Surreale. Strampalata. Divertentissima. La trama è il festival delle situazione non credibili: Rosalie che gira per l'Europa col fidanzatino e subito dopo aver partorito lo molla col pupo e un congruo assegno, il neopapà che si rimbocca le maniche e si trasforma in un frate trappista per il bene della frugoletta, la summenzionata frugoletta che cresce buona, simpatica e intelligente senza alcun trauma da abbandono, la zia che scopre l'esistenza del quasi cognato e se ne innamora prima ancora di conoscerlo per averne sentito cantare le lodi (amor de lonh di rudeliana memoria), la baby-sitter ninfomane che si trasforma in una megera rompipalle.
RispondiEliminaEppure, tutto questo non pesa perchè le situazioni e i dialoghi sono esilaranti, le reazioni di Edward alle avances di Angela fanno ridere a crepapelle, così come i dibattiti che prendono luogo nella testa del protagonista in rapporto al benessere psicofisico della sua "mazza da baseball".
Perfino l'apertura "cupa", col ricatto e il senso di insicurezza e disperazione che travolge Edward è perfetto perché rende il lettore molto più vulnerabile al seguito: si viene colpiti all'improvviso e a tradimento dalla demenzialità e non si può fare altro, come Edward, che arrendersi all'inevitabile e liberatoria risata.
Unico neo: manca la ciliegina sulla torta, la piccola principessa che si sveglia e, intrufolatasi nella stanza del papà mentre Bella gli tiene una dotta lezione sulle endorfine,....
ciaooo al contrario di altre lettrici ho iniziato subito a ridacchiare. Alcune frasi sono epiche ad es. "Cazzo, questo è il nemico con il più bel culo che abbia mai visto!" proprio perché scritte con uno stile particolare e leggero che però attira come miele. Divertente e carina mi ha tenuto incollata e attenta. Bravissima. A dopo per i voti. Luisa
RispondiEliminaChe dire?
RispondiEliminaUn altro gioiellino dalla firma incorporata.
Leggere questi Edward è sempre un'emozione. Sono intensi, divertenti, sessosi, intriganti... e ce li ho lì, davanti agli occhi con una facilità che fa paura.
Il dialogo allo specchio è spettacolare e, quando ha lo scambio di battute con il suo "fratellino minore"... beh... superlativo.
Mi è piaciuta Bella che all'inizio fa la parte del leone, per poi dimostrasi docile, gentile e molto materna. Una donna che, per quanto potente, è fondamentalmente sola e non sa gestire la nuova situazione che le ha lasciato la sorella. Per lo meno all'inizio.
Edward, l'ho già detto, è meraviglioso. Un uomo tutto di un pezzo, che ha cresciuto la figlia da solo e che non vorrebbe piegarsi ai voleri di una riccona prepotente considerata un nemico.
Ma poi... cambia tutto. Eccome se cambia tutto.
Angela è travolgente e la capisco. Con un maschio così nei paraggi non si può assolutamente mantenere il controllo... decisamente no.
Mi è piaciuta la scenetta di tutto il vicinato che si fa i cavoli di questo giovane padre così come anche quella dove le "sue " donne complottano per incastrarlo.
Torno quindi alla domanda iniziale: che dire?
Dico che sei una garanzia fin dalle prime righe. E io ti amo... (non me ne voglia qualcuno :P )
Bravissima!!!
Angela è uno spasso. Zio trenino quanto ho riso.
RispondiEliminaLa storia è meravigliosa. Questa volta le storie sono davvero tutte validissime, bellissime. Anche questa ha qualcosa di speciale. Nonostante non sia tanto una storia basata sul rapporto padre/figlia... c'è molto di Edward padre ed è bellissimo. La storia mi è piaciuta tantissimo, con il giusto approfondimento, senza lasciare troppi buchi.
Ottimo equilibrio, uno stile frizzante che in alcuni punti mi ha proprio fatta divertire.
Complimenti.
Voterò alla fine.
Aly
Complimenti davvero una storia dolcissima, anche se a tratti un po' folle nelle sue situazioni, hai saputo alternare i toni più drammatici della paura di Edward al pensiero che gli portino via la figlia a quelli più scanzonati di quando riflette con se stesso sul "bel culo del suo nemico" etc
RispondiEliminaBravissima!
MIGLIOR BELLA -3
MIGLIOR FIGLIO -2
PAPA' PIU' SEXY (DILF) -4
STORIA PIU' HOT -1
STORIA PIU' DIVERTENTE -3
STORIA PIU' ROMANTICA -4
STORIA PIU' DRAMMATICA -3
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -4
Ila Cullen
MIGLIOR EDWARD 4
RispondiEliminaMIGLIOR EDWARD-4
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA -5
MIGLIOR FIGLIO -3
PAPA' PIU' SEXY (DILF) -4
STORIA PIU' HOT -3
STORIA PIU' DIVERTENTE -2
STORIA PIU' ROMANTICA -2
STORIA PIU' DRAMMATICA -2
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -3
MIGLIOR EDWARD-3
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA -3
MIGLIOR FIGLIO -2
PAPA' PIU' SEXY (DILF) -3
STORIA PIU' HOT -3
STORIA PIU' DIVERTENTE -3
STORIA PIU' ROMANTICA -2
STORIA PIU' DRAMMATICA -2
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -3
Ehhh, la classe non è acqua. E mi sa che ci ho preso pure qui. Inconfondibile.
RispondiEliminaBella, interessante, accattivante, angst e triste all'inizio, sboccia in un tripudio di leggerezza con Angela e coi pensieri di Edward. Ho dato un punteggio alto alla storia hot e al papà più sexy per le intenzioni e i pensieri sottintesi, descritti con grandissima abilità.
Magnifica.
JO
MIGLIOR EDWARD- 4
MIGLIOR BELLA - 3
MIGLIOR FIGLIO - 2
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 4
STORIA PIU' HOT - 4
STORIA PIU' DIVERTENTE - 4
STORIA PIU' ROMANTICA - 3
STORIA PIU' DRAMMATICA - 2
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 4
MIGLIOR EDWARD- 4
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA - 3
MIGLIOR FIGLIO - 2
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 4
STORIA PIU' HOT - 4
STORIA PIU' DIVERTENTE - 2
STORIA PIU' ROMANTICA - 2
STORIA PIU' DRAMMATICA - 2
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 3
MIGLIOR EDWARD- 4
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA - 3
MIGLIOR FIGLIO - 4
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 4
STORIA PIU' HOT - 4
STORIA PIU' DIVERTENTE - 4
STORIA PIU' ROMANTICA - 2
STORIA PIU' DRAMMATICA - 2
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA 4
Per me vince il miglior linguaggio, accattivante e ipnotico con un sacco di frasi da eleggere come migliori.
Luisa
MIGLIOR EDWARD - 5
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA - 3
MIGLIOR FIGLIO - 3
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 4
STORIA PIU' HOT - 5
STORIA PIU' DIVERTENTE - 4
STORIA PIU' ROMANTICA - 3
STORIA PIU' DRAMMATICA - 2
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 5
Che diamine posso dire? Lo stile vibra in ogni parola, nessun camuffamento può offuscarlo.
RispondiEliminaMIGLIOR EDWARD-5
MIGLIOR BELLA -5
MIGLIOR FIGLIO -4
PAPA' PIU' SEXY (DILF) -5
STORIA PIU' HOT -5
STORIA PIU' DIVERTENTE -5
STORIA PIU' ROMANTICA -4
STORIA PIU' DRAMMATICA -2
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -5
Ecco i miei voti:
RispondiEliminaMIGLIOR EDWARD - 5
MIGLIOR BELLA - 5
MIGLIOR FIGLIO - 4
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 5
STORIA PIU' HOT - 5
STORIA PIU' DIVERTENTE - 5
STORIA PIU' ROMANTICA - 4
STORIA PIU' DRAMMATICA - 2
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 5
JB
I Miei Voti:
RispondiEliminaMIGLIOR EDWARD 3
MIGLIOR BELLA 3
MIGLIOR FIGLIO 2
PAPA' PIU' SEXY (DILF) 5
STORIA PIU' HOT 1
STORIA PIU' DIVERTENTE 5
STORIA PIU' ROMANTICA 3
STORIA PIU' DRAMMATICA 3
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA 3
MIGLIOR EDWARD - 3
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA - 3
MIGLIOR FIGLIO - 3
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 2
STORIA PIU' HOT - 2
STORIA PIU' DIVERTENTE - 2
STORIA PIU' ROMANTICA - 3
STORIA PIU' DRAMMATICA - 1
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 1
Meravigliosaaa! I dialoghi sono superlativi, così come I monologhi di Edward, spassosi e brillantissimi, e i personaggi secondari, azzeccati e divertenti. La storia parte cupa, e con una interessante inversione di ruoli e di potere. Una volta tanto è lui, il padre single, ad essere tiranneggiato dalla CEO ricca e viziata. Ma poi scopriamo di essere nella miglior tradizione delle commedie rosa hollywoodiane, lui e lei si attraggono, si conoscono, si amano. Scoppiettante il finale. Tante endorfine per tutti! E complimenti per il linguaggio, accattivante e coinvolgente.
RispondiEliminaQuando ho cominciato a leggere pensavo che sarebbe stato durissimo arrivare alla fine non perchè non fosse bella ma perchè ero convinta di trovarmi a singhiozzare per tutto il tempo... poi è arrivata Angela.
RispondiEliminaBellissima, bellissima e ancora bellissima storia.
Complimenti davvero e se per caso pensi di allungarla mi trovi pronta a seguirti.
MIGLIOR EDWARD- 5
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA - 4
MIGLIOR FIGLIO - 5
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 5
STORIA PIU' HOT - 4
STORIA PIU' DIVERTENTE - 5
STORIA PIU' ROMANTICA - 5
STORIA PIU' DRAMMATICA - 2
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 5
Carinissima!!! Proprio il mio genere! Un inizio difficile, con ostilità e rabbia....Poi tutto si addolcisce e...WoW!!!
RispondiEliminaMIGLIOR EDWARD-5
MIGLIOR BELLA -3
MIGLIOR FIGLIO -3
PAPA' PIU' SEXY (DILF) -5
STORIA PIU' HOT -4
STORIA PIU' DIVERTENTE -4
STORIA PIU' ROMANTICA -5
STORIA PIU' DRAMMATICA -2
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -4
Il commento alla storia lo metterò con più calma oggi metto solo i voti:
RispondiEliminaMIGLIOR EDWARD-4
MIGLIOR BELLA -4
MIGLIOR FIGLIO -3
PAPA' PIU' SEXY (DILF) -4
STORIA PIU' HOT -3
STORIA PIU' DIVERTENTE -3
STORIA PIU' ROMANTICA -2
STORIA PIU' DRAMMATICA -2
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA -4
MIGLIOR EDWARD- 4
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA - 3
MIGLIOR FIGLIO - 2
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 4
STORIA PIU' HOT - 4
STORIA PIU' DIVERTENTE - 4
STORIA PIU' ROMANTICA - 3
STORIA PIU' DRAMMATICA - 2
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 4
MIGLIOR EDWARD- 5
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA - 3
MIGLIOR FIGLIO - 3
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 5
STORIA PIU' HOT - 4
STORIA PIU' DIVERTENTE - 4
STORIA PIU' ROMANTICA - 4
STORIA PIU' DRAMMATICA - 1
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 5
Questa storia è così bella che non mi vengono le parole!!
RispondiEliminaL'adoro!!
MIGLIOR EDWARD - 5
MIGLIOR BELLA - 5
MIGLIOR FIGLIO - 3
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 5
STORIA PIU' HOT - 4
STORIA PIU' DIVERTENTE - 4
STORIA PIU' ROMANTICA - 4
STORIA PIU' DRAMMATICA - 2
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 5
MIGLIOR EDWARD - 5
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA - 4
MIGLIOR FIGLIO - 5
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 5
STORIA PIU' HOT - 5
STORIA PIU' DIVERTENTE - 5
STORIA PIU' ROMANTICA - 4
STORIA PIU' DRAMMATICA - 3
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 5
-Sparv-
MIGLIOR EDWARD- 4
RispondiEliminaMIGLIOR BELLA - 5
MIGLIOR FIGLIO - 5
PAPA' PIU' SEXY (DILF) - 5
STORIA PIU' HOT - 5
STORIA PIU' DIVERTENTE - 4
STORIA PIU' ROMANTICA - 4
STORIA PIU' DRAMMATICA - 2
LA STORIA DADDYWARD PREFERITA - 5
Complimenti!!! Grazie per avermi regalato questa storia bellissima!!!
Aleuname.
Miglior Edward – 4
RispondiEliminaMiglior Bella - 3
Miglior figlio – 3
Papà più sexy (DILF) - 5
Storia più hot - 5
Storia più divertente - 5
Storia più romantica - 4
Storia più drammatica - 3
Storia Daddyward preferita - 4